Supergirl 6×02 “A Few Good Women”: la recensione

L’episodio 6×02 di Supergirl non è il solito concentrato di ottimismo a cui la serie ci ha abituato, il che – nel complesso – contribuisce a salvare una puntata decisamente non brillante in cui è evidente come sia trascorso del tempo tra le riprese della première della scorsa settimana e A Few Good Women, grazie alla pettinatura della protagonista che perde improvvisamente la frangetta tra il primo ed il secondo episodio. A meno che non vi siano dei parrucchieri nella Zona Fantasma. Tutto è possibile.

Come dicevamo, nonostante i Super Friends cerchino di mantenere alto il morale e siano convinti di poter salvare Kara nel giro di una giornata, per la fine dell’episodio la realtà arriverà a colpirli diritti in faccia con un attacco da parte degli abitanti della Zona Fantasma che invadono il loro covo dopo l’apertura di un portale, evento che farà comprendere a tutti e senza mezzi termini quanto grave sia la situazione.

I più colpiti dalla scomparsa di Supergirl sono comprensibilmente Alex e J’onn, che tendono anche a reagire in maniera quasi diametralmente opposta al fallimento del loro piano. Alex sfogando la propria rabbia e mostrando per la prima volta un cedimento all’idea di non rivedere mai più la sorella o peggio, convincendosi che possa perdere per sempre la sua sanità mentale durante il suo esilio, ed il secondo chiudendosi in se stesso, per evitare che i sentimenti che prova verso una persona che considera alla stregua di una figlia possa essere perduta per sempre.

E se J’onn è indubbiamente sempre stato una figura paterna “terrestre” per Kara, è compito dell’episodio 6×02 di Supergirl quello di presentare invece il padre naturale di Kara, Zor-El (Jason Behr), che viene rivelato essersi auto-esiliato nella Zona Fantasma per evitare la morte con la distruzione di Krypton, dopo essere riuscito a salvare la sua gente trasferendola su Argo City. L’introduzione di un personaggio così importante per la protagonista lascia tuttavia molto a desiderare per la freddezza con cui avviene. Il loro primo incontro, privo di qualsiasi coinvolgimento emotivo o commozione è infatti talmente tiepido da chiedersi se Zor-El esista davvero o sia soltanto una proiezione della mente di Kara, che cerca rifugio nel ricordo del padre dagli attacchi di cui è vittima nella sua terrificante prigione.

Anche in questo episodio i pochi momenti trascorsi nella Zona Fantasma e che richiedano una visione di insieme della location sono un triste esempio di come dei terribili effetti speciali possano quasi ridicolizzare un intero episodio, con le ultime scene della puntata, in particolare, che sembrano svolgersi in un livello di Doom, il famoso videogioco degli inizi degli anni Novanta, rivoluzionario per il tempo, ma quasi risibile paragonato agli standard attuali.

Dove l’azione si fa più interessante – fortunatamente per A Few Good Women – è invece a National City, luogo in cui si tiene il processo contro Lex Luthor, che sembra condannato a passare il resto della vita in prigione, ma che rifiuta di accettare di dichiararsi colpevole tanto da decidere di difendersi da solo dalle accuse che gli sono rivolte.
In un’aula di tribunale tristemente vuota nonostante la storicità dell’evento (ovviamente a causa del Covid) il destino di Lex è legato ad un filo mentre affronta prima le accuse di Eve e poi quelle di Lena che, a suo rischio e pericolo, è disposta ad fa fronte al biasimo del pubblico per il suo iniziale appoggio al fratello, pur di riuscire a farlo condannare.
Le cose, tuttavia, e con grande sorpresa di Lex stesso, non vanno affatto come preventivato.
Nonostante delle prove schiaccianti contro di lui, Lex riesce infatti a far passare Eve come una donna respinta e desiderosa di vendetta e Lana come la sorella invidiosa del successo del fratello maggiore, tanto da venire assolto dalla giuria pur avendo preparato assieme ad Otis un esplosivo piano di fuga.
Supergirl, che che non è mai stata particolarmente sottile nell’affrontare le sue molte campagne sociali, fa anche del processo di Lex una denuncia contro il modo in cui le persone ricche e potenti siano potenzialmente inattaccabili nella società moderna, ma in questo caso, grazie ancora una volta all’interpretazione di Jon Cryer, l’espediente funziona e fa del personaggio un pericolo persino più grande, proprio per come viene percepito dal pubblico e per come si convinca di non avere più limiti alle azioni nefaste che può compiere senza pagarne le conseguenze.

La 6^ stagione di Supergirl va in onda negli Stati Uniti ogni martedì su The CW, mentre è ancora inedita in Italia.

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