L’episodio inedito di The Walking Dead più atteso dei sei prodotti dopo la fine della decima stagione è sicuramente Questo è Negan che rivela le origini del personaggio interpretato da Jeffrey Dean Morgan.

La puntata prende infatti il via dopo l’arrivo di Maggie (Lauren Cohan) ad Alexandria, situazione che rende la presenza dell’ex leader dei Salvatori nella comunità piuttosto problematica. Carol (Melissa McBride) decide di allontanarlo. Negan, rimasto solo, deve quindi fare i conti con i fantasmi del passato, ripercorrendo i drammatici eventi che hanno segnato la sua vita.
Sul piccolo schermo si ritorna così al periodo dopo lo scoppio dell’apocalisse zombie quando il protagonista era ancora insieme alla moglie Lucille (Hilarie Burton Morgan), malata di cancro.

Jeffrey Dean Morgan è, ancora una volta, quasi impeccabile nella sua interpretazione del personaggio tratto dai fumetti di Robert Kirkman e le differenze proposte nell’adattamento dell’opera originale contribuiscono a rendere Negan ancora più ricco di sfumature e una presenza meno stereotipata rispetto a quanto si potesse ipotizzare in occasione del suo primo scontro con il gruppo di sopravvissuti guidato da Rick. Nel corso delle stagioni, grazie al lavoro compiuto dagli sceneggiatori e dall’attore, il villain ha assunto sempre più sfumature e profondità, fino a diventare una presenza complessa animata dal desiderio di redenzione e in cui il lato più umano emerge in modo realistico, facendo quasi dimenticare le brutali morti di cui è colpevole.
L’attore in Questo è Negan propone un lato inedito del personaggio, mostrandone pregi e difetti e, soprattutto, l’amore che provava per Lucille. La scelta di far recitare nella parte della moglie Hilarie Burton, molto brava nel rappresentare la vulnerabilità e la frustrazione di Lucille, si rivela così perfetta per ricreare anche nella finzione un feeling e un’intensità in grado di coinvolgere ed emozionare gli spettatori.

La regista Laura Belsey lavora particolarmente bene nell’immortalare la quotidianità di una coppia contraddistinta da un rapporto non privo di conflitti e contrasti, come svelano anche i flashbkack proposti, ma che ha cercato di lasciarsi alle spalle gli errori compiuti e i risentimenti per provare a sopravvivere e affrontare l’apocalisse insieme. La puntata è costruita bene dal punto di vista visivo grazie alla contrapposizione, a livello di atmosfera e cromatico, tra il piccolo microcosmo che hanno costruito Negan e Lucille e il mondo intorno a loro, dove la violenza, la disperazione e la morte sono all’ordine del giorno. La sceneggiatura firmata da David Leslie-Johnson-McGoldrick si allontana dal fumetto originale e forse rende meno naturale la trasformazione da marito devoto a killer a sangue freddo di Negan, tuttavia dà ancora più profondità al dramma personale che ha vissuto, aggiungendo un livello di tragicità al suo cambiamento che ben si adatta all’interpretazione dell’attore che ha progressivamente fatto intravedere cosa si nascondeva dietro un’esteriorità da leader glaciale, spietato e psicopatico, elementi che hanno comunque una spiegazione grazie a delle reazioni e dei comportamenti al centro dell’episodio. Per i fan di The Walking Dead diventa così davvero difficile non provare ora empatia per questo antieroe che sta cercando, passo dopo passo, di ritrovare la propria umanità e integrarsi nuovamente in una comunità. Questo è Negan non riesce comunque del tutto a giustificare la trasformazione in leader dei Salvatori e sarà interessante vedere se nel corso dell’undicesima stagione, l’ultima a essere prodotta, verrà dato ulteriore spazio al passato del personaggio o si preferirà dedicargli una puntata della già annunciata serie antologica Tales of the Walking Dead.

La serie saluta i suoi fan con una delle puntate migliori prodotte dopo la fine della guerra con i Sussurratori e lascia gli spettatori con la curiosità di scoprire in che modo si evolverà la storia di Negan.

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