Un colpo fatto ad arte: la vera storia di un incredibile furto
Un colpo fatto ad arte, la miniserie di Netflix che la racconta la storia di uno dei furti d'arte più incredibili della storia
La serie racconta la storia di un mistero insoluto da ben 31 anni e di una vicenda che tra trascuratezza, inesperienza, scarsi sistemi di sicurezza e un successivo discutibile approccio investigativo da parte di Polizia e FBI ha condotto, nella notte della festa di San Patrizio del 1990, al furto di 13 opere d'arte tra cui tele di Rembrandt, Vermeer e Flinck per un valore complessivo di oltre 500 milioni di dollari che, a tutt'oggi, non sono mai state ritrovate.
L'unico fatto assodato sembra essere che questo caso non sia mai stato preso troppo seriamente, nemmeno dall'FBI, responsabile al tempo delle indagini, che le affidò a un novellino di soli 26 anni con scarse, se non nulle, conoscenze nel mondo dell'arte e della ricettazione.
Tra le molte testimonianze prese in considerazione in Un colpo fatto ad arte, spicca in particolare quella di Myles Connor, un ex ladro d'arte locale che durante il furto stava però scontando una pena di 15 anni in una prigione del Rhode Island per aver rubato alcuni oggetti d'antiquariato, ma che durante le indagini emerse come la possibile mente del colpo, cosa che Connor stesso ha sempre negato, asserendo che, se davvero avesse avuto a che fare con il furto al Gardner, non si sarebbe mai lasciato alle spalle il Ratto d'Europa di Tiziano, rimasto appeso a una parete del terzo piano del prestigioso museo.
La 2^ parte di Lupin è disponibile su Netflix da venerdì 11 giugno.