Negli ultimi giorni Prime Video ha finalmente alzato il sipario sulla serie tv Il Signore degli Anelli: gli Anelli del Potere, svelando 23 poster (che stiamo progressivamente identificando), le prime immagini insieme a diversi dettagli in un grande speciale su Vanity Fair e poi il primo teaser trailer. Tutto questo materiale ha suscitato le più disparate reazioni nei fan, e ha convinto TheOneRing.net a pubblicare 23 domande (sulla scia delle 20 domande di AICn a Peter Jackson due decenni fa).

Ora sempre Vanity pubblica un lungo Q&A con gli showrunner della serie, Patrick McKay e J.D. Payne, con dieci domande e risposte su temi “scottanti” alla luce del materiale uscito finora. Non sono le 23 risposte attese, ma è già qualcosa.

Vi riportiamo un elenco con tutti i dettagli confermati da questo Q&A.

Confermato un altro personaggio presente nei poster

Uno di essi è il re numenoreano Elendil, che impugna la spada Narsil. Tale spada non è identica a quella che vediamo nei film di Peter Jackson, ma simile, per una questione di diritti.

Quanta CGI dobbiamo aspettarci?

Alcuni fan hanno commentato negativamente la quantità di computer grafica mostrata nel teaser. McKay e Payne hanno in realtà lavorato molto in location dal vivo, con effetti speciali reali, cosa che spesso si è scontrata con il budget. Per esempio, volevano girare alcune scene di Khazad-dûm in una location reale, in una vera montagna neozelandese, come spiega Payne: “C’è un posto chiamato the Lost World, un intero ecosistema sotterraneo”. Spostare una troupe di 300 persone sarebbe stato costosissimo e complicato, e così il regno è stato costruito in teatro di posa ad Auckland. McKay spiega qual è la scena più complessa in assoluto realizzata con gli effetti visivi nella prima stagione: “È una scena in cui l’elfo e il nano camminano insieme in un corridoio. Bisogna girare ogni cosa due volte, serve una precisione millimetrica, bisogna imitare lo stesso movimento e poi unire tutto quanto creando l’illusione che uno sia alto e l’altro sia basso. Abbiamo dei veri maghi che lavorano alla serie, con un mucchio di trucchi che serviranno a stupire il pubblico”. Payne promette che verranno utilizzati tutti i trucchi a disposizione, vecchia e nuova scuola, per realizzare gli effetti della serie”. Alcuni mostri saranno in CGI, mentre gli orchi saranno persone con costumi e trucco.

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Quali diritti ha acquisito Amazon?

Finalmente chiarezza sui diritti di sfruttamento televisivo acquisiti da Amazon. Payne: “Abbiamo i diritti de La compagnia dell’anello, Le due torri, Il ritorno del re, le appendici e Lo Hobbit. Tutto qui. Non abbiamo i diritti de Il Silmarillion, Racconti incompiuti, The History of Middle-Earth e gli altri libri”. McKay rassicura chi teme che per raccontare una storia sulla Seconda Era servano per forza anche gli altri libri: “In realtà c’è una versione di tutto ciò che ci serve della Seconda Era nei libri di cui abbiamo i diritti. Finché illustriamo la nostra trama dentro a quelle linee, senza contraddire cose di cui non abbiamo i diritti, abbiamo tutto lo spazio a disposizione per raccontare alcune delle storie più belle mai pensate da Tolkien”. I due citano canzoni come La caduta di Gil-galad, La canzone di Eärendil, capitoli come Il concilio di Elrond, l’Ombra del passato, A proposito degli Hobbit nel prologo, come elementi da cui si è preso spunto. A parte alcuni accenni nel primo episodio, poi, non si andrà a parlare della Prima Era, che fa parte del Silmarillion: “Abbiamo lavorato con esperti mondiali di Tolkien, per assicurarci di unire i puntini nel modo giusto, con il benestare della Tolkien Estate”.

I talenti coinvolti

Confermato il coinvolgimento del concept artist John Howe (che ha lavorato all’esalogia di Peter Jackson), come spiega Payne: “Abbiamo avuto la fortuna di coinvolgere alcuni esperti che hanno lavorato in precedenza nella Terra-di-Mezzo. Abbiamo beneficiato della loro esperienza. Abbiamo chiesto anche a Peter Jackson, ma a causa della pandemia e dei suoi e dei nostr impegni, non siamo riusciti nemmeno a berci un caffé, ma certamente ci piacerebbe farlo prossimamente”. Howard Shore tornerà a lavorare alla colonna sonora dopo l’esalogia Jacksoniana.

Bryan Cogman (Il Trono di Spade) ha collaborato alla serie nel suo concepimento, successivamente il resto del team di sceneggiatori è stato guidato da Jason Cahill, Stephany Folsom, Gennifer Hutchinson, Helen Shang, Glenise Mullins.

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Le ispirazioni della serie

Le ispirazioni della serie secondo McKay, oltre ai film di Jackson: “L’universo in cui vogliamo che la serie sia ambientata è quello Tolkieniano, l’ombrello sotto il quale stanno i film di Jackson, e i Led Zeppelin, i dipinti di John Howe, il film d’animazione dello Hobbit”. Ma Jackson rimane il punto di riferimento principale perché è riuscito a cogliere il tono che stanno cercando di ottenere per la serie, come spiega McKay: “Quello che amo in particolare dei primi tre film è che Peter e i suoi collaboratori sono riusciti a cogliere un mix unico di sfumature e toni che Tolkien utilizza nei suoi personaggi e nei suoi mondi. È sincero, complesso, politico, oscuro, intenso ma anche stravagante, divertente, dolce. È raro trovare un autore che, in qualsiasi medium, cerca di suonare tutte le note del pianoforte. A volte c’è suspense, altre volte è spaventoso, altre volte ancora è esoterico e complesso e ricco di immaginazione… è la Terra-di-Mezzo”.

Le lingue della Terra-di-Mezzo

Vanity Fair ha visto i primi tre episodi della serie, e ha trovato “un insieme di dialoghi tratti dalle opere di Tolkien… e citazioni bibliche”. Spiega Payne: “Sia io che Patrick abbiamo un background religioso. Ho passato molto tempo a leggere testi sacri a Yale, amavo anche Shakespeare. Ho studiato la poesia ebraica e tutte le strategie retoriche che poeti e profeti di migliaia di anni fa usavano per comunicare concetti sacri. E Tolkien, a volte, usava questi espedienti”. McKay aggiunge che i Pelopiedi parlano con una cadenza irlandese, mentre gli inglesi parlano con frasi in un inglese più elevato: “Abbiamo anche pensato a una metrica per gli eroi delle varie razze. Alcuni parlano in giambi, altri in dattili, altri in trochei”.

Ci saranno altri Durin

Abbiamo già visto il Principe Durin IV nel trailer di Il Signore degli Anelli: gli Anelli del Potere, interpretato da Owain Arthur. Nei romanzi di Tolkien, è Durin III a ricevere un Anello del Potere da Sauron. Ebbene, gli autori confermano che nella serie vedremo anche lui e sarà interpretato da “qualcuno che è noto per essere un papà cattivo” (ora come ora a noi viene in mente Brian Cox, ma ce ne sono parecchi di esempi!) Nei romanzi, Durin III e Durin IV non sono padre e figlio, ma la serie dovrà comprimere migliaia di anni in una timeline accorciata.

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L’amore tra Arondir e Bronwyn non sarà centrale nella prima stagione

Sebbene abbiano avuto molta visibilità nelle foto di scena e nel primo trailer, Vanity Fair spiega che la storia d’amore “interraziale” tra l’elfo Arondir (Ismael Cruz Córdova) e Bronwyn (Nazanin Broniadi) non è centrale nella prima stagione della serie. Tuttavia si è voluto dare spazio a un tema affrontato in varie occasioni da Tolkien, e ciò l’amore tra razze diverse.

Le storie al centro della serie e della prima stagione

Gli showrunner chiariscono le loro dichiarazioni circa la necessità di creare una storia inedita “mai raccontata da Tolkien” ma ambientata nella Terra-di-Mezzo. Spiega McKay: “Abbiamo detto ad Amazon che volevamo raccontare quattro o cinque storie che rientrano nella grande epica della Seconda Era. A partire dalla Forgiatura degli Anelli”. Una di queste storie riguarda il fabbro elfico Celebrimbor (Charles Edwards), è legata anche alla storia del tentativo politico di Elrond (Robert Aramayo) di ricostruire l’alleanza distrutta tra elfi e nani: si reca quindi a trovare il suo vecchio amico Durin IV. La capitale elfica di Lindon è stata girata sulla costa della Nuova Zelanda: “Volevamo esplorare la costa. Non avete mai visto prima d’ora la costa della Terra-di-Mezzo”. Payne contestualizza questo Elrond più giovane: “Conosciamo l’Elrond della Terza Era, che ha un giudizio negativo sugli uomini. Sostiene che sono deboli, perché li ha visti all’opera. Ma la Terza Era è quasi post-apocalittica. Gli elfi hanno un piede fuori dalla porta… Il nostro Elrond è più ottimista”.

La seconda grande storia è l’ascesa di Sauron, quando aveva ancora una forma fisica ed era più “giovane e seducente”.

La terza storia è incentrata su Númenor: “L’ascesa e la caduta del regno-isola di Númenor”, inclusi gli scontri di successione tra Tar Míriel e Ar-Pharazôn (ultimo re dell’isola). Uno dei personaggi che seguiremo sarà Isildur (Maxim Baldry), un giovane marinaio che in futuro taglierà di netto l’Anello dal dito di Sauron e poi finirà per soccombere sotto il suo potere. Spiega McKay: “Quando incontreremo Isildur sarà come Michael Corleone, il giovane membro della famiglia, pieno di ottimismo e immaturità”. La sua tentazione finale, oltre al rapporto con il padre Elendil, farà parte della storia conclusiva, l’ultima alleanza tra Uomini ed Elfi contro Sauron.

Queste varie storie si dipaneranno nel corso di numerose stagioni, ma secondo McKay la prima stagione sarà tutta incentrata sugli eroi: “Non volevamo concentrarci sul villain. Volevamo introdurre questi mondi e i popoli che li abitano, gli eroi e i personaggi – alcuni noti, altri inediti. Nella seconda stagione andremo più in profondità, esploreremo le storie che il pubblico attende di sentire”.

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Galadriel guerriera?

La versione di Galadriel per la serie prende spunto da alcuni passaggi delle lettere di Tolkien e dei Racconti incompiuti. McKay racconta che Galadriel “è piena di energia, ha una spada rotta perché ha ucciso così tanti orchi… Questa giovane Galadriel diventerà in futuro la statista che conosciamo tutti. Come?” Galadriel ha subito molti attacchi da parte di Sauron e di Morgoth, e ha perso i fratelli in questi attacchi.

Ci saranno stregoni?

Nel trailer vediamo un personaggio piombare in una palla di fuoco dal cielo sulla Terra-di-Mezzo. Viene aiutato da Nori Brandyfoot (Markella Kavenagh), che a quanto pare “viola una delle regole dei pelopiedi: interagire con gli uomini più grandi”. Non sappiamo chi sia, c’è chi ipotizza che sia Sauron, chi che sia uno stregone come Gandalf, Radagast o Saruman – anche se questi personaggi non arrivano sulla Terra-di-Mezzo prima della Terza Era. Spiega McKay: “Diciamo che non sono gli unici personaggi che appartengono a quella classe. Quindi forse sì forse no. È uno dei misteri più divertenti da scoprire nella serie”. La classe in questione sono gli esseri chiamati Maiar da Tolkien. Saruman, Radagast, Gandalf e i due stregoni blu Alatar e Pallando sono Istari (anche Melian è una Maiar ma la escludiamo dalle ipotesi). Infine, anche i Balrog sono dei Maiar corrotti da Melkor, così come lo è Sauron.

Il Signore degli Anelli: gli Anelli del Potere andrà in onda su Prime Video a partire dal 2 settembre. Trovate tutte le notizie sulla serie nella nostra scheda.