Lo sceneggiatore David S Goyer è il protagonista di un lungo e interessante panel al Comic-Con@Home incentrato su “L’arte di adattare i fumetti per lo schermo” e andato a parare, inevitabilmente su film come la trilogia del Cavaliere Oscuro e L’Uomo d’Acciaio.

A proposito di Batman Begins, lo sceneggiatore ha raccontato com’è nata l’opportunità di realizzare il film:

Penso che la mia prima conversazione con Christopher Nolan sia stata quando mi ha spiegato di essere interessato a scrivere una storia sulle origini di Batman. Voleva raccontare una storia ambientata prima del ritorno di Bruce Wayne a Gotham City, e la cosa mi entusiasmava molto. Penso che la più grande opportunità e la più grande sfida di Batman Begins sia stata il fatto che il film esisteva solo grazie al fatto che il franchise era stato distrutto.

[…] Avevano provato in molti modi a riportarlo sullo schermo, e molti miei amici avevano sviluppato varie versioni di altri film, da una prima versione di Batman v Superman a Batman Beyond, a un’altra in cui c’era Spaventapasseri. Tutti tentativi andati male. All’epoca penso che la Warner si fosse resa conto che bisognava fare qualcosa di nuovo, era una grande opportunità. E l’abbiamo colta dicendo: “Raccontiamo la storia come se fosse una storia vera e non fosse ambientata in un mondo fittizio, dei fumetti”

Goyer ne ha anche approfittato per smentire una teoria sulla morte di Ra’s al Ghul (Liam Neeson) che ha fatto molto discutere i fan. La teoria è che quando Ra’s chiude gli occhi dopo aver combattuto Batman è immortale:

Penso stiate fantasticando un po’ troppo. Posso dire che io e Chris non abbiamo mai discusso di questa cosa.

Ma se ci pensate, abbiamo avuto un approccio realistico. Se si introduce un concetto come il Pozzo di Lazzaro (e non dico che non si possa raccontare una bella storia con il Pozzo di Lazzaro, anzi penso si possa eccome)… Beh, penso che il Pozzo di Lazzaro non sarebbe stato coerente con il nostro approccio.

Nella lunga conversazione, Goyer parla anche di L’Uomo d’Acciaio, film pensato per dare il via a un universo cinematografico degli eroi DC supervisionato da Zack Snyder e poi deragliato completamente con Justice League.

Lo sceneggiatore ha parlato della controversa uccisione di Zod (Michael Shannon) da parte di Superman (Henry Cavill), una sequenza che ha generato molte polemiche tra i fan: tradizionalmente, nei fumetti, Superman non uccide.

Henry Cavill Superman L’Uomo d’Acciaio

Innanzitutto, Goyer ha spiegato che la vera difficoltà di lavorare a L’Uomo d’Acciaio fu quella di cercare di avere l’approccio adottato con Batman Begins:

È molto più facile lavorare in maniera realistica con un personaggio come Batman che con un metaumano proveniente da un altro pianeta. La sospensione d’incredulità ha un livello diverso in Superman che in Batman. Il tentatico fu quello di applicare gli stessi standard, raccontando la storia dell’Uomo d’Acciaio in maniera abbastanza realistica e cercando di pensare cosa succederebbe nel mondo se comparisse un personaggio come quello. La premessa del film era che se un personaggio come questo comparisse sulla Terra sarebbe la cosa più grande mai capitata nella storia umana.

Per questo motivo si scelse di arrivare a quel finale drammatico, con lo scontro tra due alieni potentissimi e Superman costretto a uccidere Zod:

Seguiamo l’evoluzione del personaggio lungo tutto il film: la sua maturazione e la presa di coscienza dei poteri che possiede, e poi il tipo di devastazione che causa il combattimento. Non si trattava di un combattimento frivolo, da film: era una distruzione a livello di 11 settembre. Volevamo arrivare a uno stallo. Sapevamo della decisione editoriale, nei fumetti, secondo cui Superman non uccide: era una regola, ma è una regola imposta a un mondo fittizio. Noi abbiamo pensato che questa cosa potesse non applicarsi a, per dire, un soldato, o tutori della legge, o addirittura un Superman immaturo. È la prima volta che ha mai volato, nella nostra storia! Qualche giorno prima aveva effettuato il suo primo volo! Non era assolutamente consapevole del livello dei suoi poteri. E incontra qualcuno di altrettanto potente che dice: non mi fermerò. Non puoi mettermi in prigione, non mi fermerò mai.

Volevamo piazzarlo in uno stallo.

Capisco perfettamente che questa cosa abbia causato molte controversie. Quando lavoro a film come questi, voglio rispettare il materiale originale il più possibile, ma è impossibile evitare il fallimento. Bisogna correre dei rischi: solo così si ottengono i grandi successi. Abbiamo corso dei rischi enormi con Batman Begins e Il Cavaliere Oscuro, e sono stati tutti accolti benissimo. Volevamo raccontare una storia diversa dal solito, con Superman, una storia che non era mai stata raccontata prima, e per farlo dovevamo correre dei rischi. Ne parlammo, discutemmo delle potenziali controversie, e lo staff editoriale della DC Comics lo accettò. Non sto dicendo che non sia stato un errore, ma se non si prendono rischi perché si teme di offendere una porzione del pubblico, non è un modo sano di produrre film o serie tv.

A questo proposito, Goyer ha citato una scena scritta ma mai girata tra Jonathan Kent e un giovane Clark Kent:

Ironicamente, c’era una scena scritta ma mai girata in cui Jonathan portava un giovane Clark a caccia e uccidevano un cervo. Il giovane Clark era a pezzi per questa cosa, e Jonathan diceva: “Togliere la vita è un atto molto potente, anche quando si è costretti a farlo”. Non girammo mai questa scena, e mi chiedo come avrebbe reagito al finale il pubblico se l’avessimo girata.

Infine, Goyer ha parlato anche di un finale alternativo:

L’idea era che Superman… c’era una specie di criptopod sull’astronave che era diventata la Fortezza della Solitudine, avrebbe messo Zod dentro a questo Pod e lo avrebbe rispedito nello spazio. Ne parlammo, ma forse non sarebbe piaciuto ad altri spettatori. Sembrava un finale un po’ comodo per svignarsela dalla storia che stavamo raccontando.

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