Nell’ultima settimana si è spesso parlato di Resident Evil Village e del bizzarro metodo con il quale Capcom ha diffuso la demo delle nuove avventure di Ethan Winters. Per chi non lo sapesse, la software house nipponica ha pubblicato una versione di prova limitata nei contenuti, nella durata e nel lasso di tempo all’interno del quale poterla giocare. Una scelta che per certi versi l’azienda ha già utilizzato (il remake di Resident Evil 2 e il recente Monster Hunter Rise), ma mai in maniera così restrittiva.

Di conseguenza, i fan della serie hanno creato molteplici account per poter giocare alla demo più volte e scoprire così i numerosi segreti di questa prima parte di gioco ambientata nel villaggio. Ne approfittiamo, a questo punto, per ricordarvi che questa sera i possessori di PlayStation 4 e PlayStation 5 potranno testare anche la seconda area di gioco, con le stesse limitazioni viste domenica scorsa.

Ma torniamo a noi: ha davvero senso pubblicare una demo con tutte queste restrizioni?

 

 

Negli scorsi giorni ci siamo spesso interrogati su questo argomento e, come sempre, abbiamo cercato di valutare i pro e i contro di una manovra di marketing come questa. Tra i vantaggi di una pubblicazione tanto limitata c’è sicuramente l’intento di incuriosire il pubblico. Una curiosità che potrebbe spingere alcuni giocatori ad acquistare il gioco per scoprire il prosieguo di quanto visto nella demo. Impedire ai giocatori di esplorare la zona per più di trenta minuti permette inoltre di evitare quella sensazione di “déjà vu” una volta che i fan avranno messo mano sul gioco. Dopotutto la necessità di esplorare l’area in poco tempo spinge l’utente a non prestare attenzione a numerosi dettagli, perdendo gran parte dei contenuti offerti dalla versione di prova. Certo, come già citato in apertura, c’è la possibilità di creare più account per poter godere più volte dell’esperienza, ma si tratta di un escamotage non previsto dalle “regole” imposte da Capcom.

D’altro canto, la demo ambientata nel villaggio del nuovo Resident Evil non riesce a mettere in mostra tutte le abilità degli sviluppatori, prestando il fianco a più di qualche critica. Un solo semplice enigma, un paio di scontri a fuoco e dei dialoghi non certo esaltanti potrebbero anche scoraggiare nuovi acquirenti, incuriositi dalla splendida ambientazione del gioco. Se gli utenti avessero avuto occasione di esplorare con calma questa prima area, godendo degli scenari, scoprendo gli oggetti nascosti e assorbendo di più il sistema di shooting, sicuramente avrebbero potuto interessarsi maggiormente al titolo. In questo modo, invece, la sensazione che trasmette il gioco all’utente “non fan” della saga potrebbe non essere delle migliori. Un vero peccato, dato che Resident Evil Village si prospetta essere un’opera a dir poco sensazionale.

 

 

Rimaniamo quindi in attesa di poter provare il “livello” ambientato nel castello per darvi un giudizio completo sulla pubblicazione di questa bizzarra versione di prova divisa in due parti. Quel che è certo già da ora, invece, è che se siete affascinati dal nuovo titolo targato Capcom forse dovreste pensare a non giocare le demo, puntando dritti all’uscita del gioco. Dopotutto l’attesa non durerà più di due settimane, dato che il titolo è al momento previsto per il 7 di maggio. La saga di Resident Evil ha sempre necessitato di calma e, paradossalmente, di tranquillità per poter essere apprezzata appieno. Per poter abbracciare il mood trasmesso dagli sviluppatori e per poter entrare in un mondo oscuro popolato di creature mostruose e di ancora più terribili esseri umani.

E voi che cosa ne pensate della demo di Resident Evil Village? Siete soddisfatti del metodo di pubblicazione, oppure avreste voluto più tempo per poter esplorare l’intero villaggio?