BadMemories: il PEGI e quel tanto agognato videogioco nel cassetto dei calzini | Speciale
Nella puntata odierna di BadMemories parliamo del PEGI e di come questo sistema di catalogazione ci abbia cresciuti nel corso degli anni
Per chi non lo sapesse, PEGI è un acronimo per Pan European Game Information e si riferisce al sistema di classificazione dei videogames attivo in Europa dall'aprile del 2003. Attraverso una serie di semplici icone, possiamo quindi capire l'età consigliata per il titolo che andremo ad acquistare e i principali contenuti che potrebbero lenire gli animi di una ristretta fetta di pubblico.
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In questo modo si lascia nelle mani degli utenti (o dei genitori di quest'ultimi) la libertà di acquisto e l'ipotetico obbligo morale d'informarsi sul prodotto in questione.
È qui che le famiglie, tendenzialmente, si suddividono in due macro gruppi: quelli che cercano di monitorare le attività del figlio e quelli che se ne sbattono, lamentandosi poi se i bambini giocano a titoli con un target nettamente più elevato. Nel caso voi foste cresciuti con i genitori facenti parte della prima di queste due "fazioni", potreste quindi provare un odio atavico nei confronti del PEGI.
E poi diciamocelo: il primo gioco "proibito" non si scorda mai.
Chi vi scrive ha un ricordo molto particolare legato alla propria infanzia. Il ricordo di quando mio padre mi chiamò nella camera dei miei genitori e, di nascosto da mia madre, aprì il cassetto dei calzini, rivelando una copia del primo Resident Evil. Un titolo che, per un ragazzino di tredici anni come ero io, sapeva di maturità e di mistero. Un titolo del quale se ne parlava tra i banchi di scuola, essendo ancora molto lontani dall'avvento su larga scala di internet, forum, blog e siti d'informazione videoludica. Zombie, sangue, ansia, horror. Insomma: per chi veniva da Crash Bandicoot e Spyro si trattava di un bel salto nell'abisso. E si sa, quando guardi a lungo in un abisso, anche l'abisso ti guarda dentro a sua volta.
Siamo certi che molti di voi possano vantare esperienze simili. La prima partita a GTA, lo scandalo del 2006 di Rule of Rose, la violenza di Mortal Kombat, il chiacchiericcio tra i corridoi della superiori nel periodo d'uscita di Manhunt. Nel corso degli anni ci sono sempre stati dei titoli che hanno fatto parlare di sé e che, inevitabilmente, hanno attirato l'interesse dei giocatori più curiosi (e più giovani). Una curiosità che nessun PEGI poteva, può e potrà mai fermare o rallentare.