Con il cinema da festival non si ha mai la certezza dell’uscita, non c’è una pianificazione rigida o date di uscita già fissate da mesi (se non anni) come avviene con i blockbuster, si è più appesi a reshoot, tagli, nuovi montaggi o al contrario corse dell’ultimo momento per consegnare in tempo.

Lo stesso abbiamo radunato i 20 film, da tutto il mondo, che è noto dovrebbero essere pronti nel 2018 e che, visti i nomi coinvolti, saranno probabilmente in prima fila a Cannes, Venezia, Toronto, Telluride, Berlino o simili.

Sono tutti titoli che vengono da grandissimi nomi o nuovi talenti con grandi successi di critica (e alle volte anche di botteghino alle loro spalle), i film per cui vale la pena fare un biglietto per un festival.

Ash Is Purest White di Jia Zhangke

Coproduzione tra la francese mk2 e la giapponese Office Kitano, il nuovo film di Jia Zhangke ha di nuovo come protagonista Zhao Tao e Liao Fan (già al centro del bellissimo Fuochi D’Artificio In Pieno Giorno). È la storia di una donna che esce di prigione dopo esserci finita per aver sparato per proteggere il suo ragazzo e tenta di ritrovarlo. Visto il rapporto con Cannes di Jia Zhangke è molto probabile che lo vedremo lì.

Roma di Alfonso Cuaron

Alfonso Cuaron torna a girare in Messico per la prima volta in 16 anni, cioè da Y Tu Mama Tambien. È la storia di un anno di una famiglia borghese messicana negli anni ‘70, non si sa altro.
Cuaron è un affezionatissimo di Venezia.

Dogman di Matteo Garrone

Ne abbiamo ampiamente parlato nei film più attesi del 2018. È la storia del Canaro della Magliana, i tempi di realizzazione (è stato girato in estate) sembrano perfetti per Cannes.

Peterloo di Mike Leigh

È un dramma storico nel segno di Mr. Turner, non propriamente il meglio di Mike Leigh, tuttavia è forse il più grande autore inglese in vita. Questo film prodotto da Amazon racconta del massacro di Peterloo nel 1819 ad opera dell’esercito britannico su una pacifica manifestazione per la democrazia a Manchester.
È pronto. Buone probabilità di vederlo a Berlino.

The Favourite di Yorgos Lanthimos

Il cineasta greco, che si è ormai svincolato dalle sgangherate produzioni del suo paese, ed è diventato un filmmaker europeo a tutti gli effetti sta lavorando ad un film sulla corte britannica del 18esimo secolo (la Regina Anna), con Emma Stone, Rachel Weisz e Nicholas Hoult. È, a quanto pare, una storia di intrighi di corte, passioni e tradimenti. Sarebbe strano se tradisse Cannes, anche se in passato Lanthimos è stato a Venezia.

Burning di Lee Chang-dong

La base è la storia breve di Haruki Murakami intitolata Barn Burning, su tre persone che si incontrano durante uno strano incidente. Sinossi ridotta all’osso per il genio di Oasis che con Poetry aveva dato ancora segni di vitalità.
Cannes pare il posto in cui è più probabile vederlo.

Mirai di Mamoru Hosoda

Tre anni, questa è la media del tempo che ci tocca attendere per avere un nuovo film di Mamoru Hosoda, e visto che The Boy And The Beast, l’ultimo (uscito il 2015), non era stato a livello di Wolf Children (ma, ammettiamolo, cosa mai lo sarà?), sono 6 anni che si aspetta. In questo nuovo film, prodotto direttamente dal suo Studio Chizu, si racconta di un bambino di 4 anni che dopo l’arrivo della sorella minore si sente abbandonato dai genitori e troverà sollievo in un giardino magico che gli consente di viaggiare nel tempo e così incontrare la madre da bambina e la sorella da adulta. Bomba. C’è anche un teaser.
The Boy And The Beast era passato a Toronto, si spera che Venezia glielo strappi.

The House That Jack Built di Lars Von Trier

Sarà questo l’anno del ritorno al cinema di Lars Von Trier? Questo film a lungo annunciato con Matt Dillon racconta di un uomo che aspira a commettere il delitto perfetto e fa pratica tra gli anni ‘70 e ‘80 nello stato di Washington. Potrebbe essere l’involontaria chiusura della trilogia americana (il film che una volta era noto come Wasington).
Sarà pronto in primavera ma sappiamo tutti che non è più gradito a Cannes quindi è improbabile che debutti sulla Croisette.

Everybody Knows di Asghar Farhadi

Ogni nuovo film di Asghar Farhadi è un evento in sé. L’ultimo, Il Cliente, ha anche vinto l’Oscar. Questo nuovo ha nel cast Javier Bardem, Penelope Cruz e Ricardo Darin, il top del cinema latino. Dunque se Il Passato era prodotto e recitato in Francia questo è ambientato in Spagna ma è una produzione Italo-Franco-Spagnola (per l’Italia c’è Lucky Red).
Una donna spagnola torna dall’Argentina con il suo marito argentino e i figli. Essendo un film di Farhadi ci saranno degli eventi nel loro passato che risveglieranno segreti e liti.
Il festival d’elezione di Farhadi è Cannes anche se Berlino è quello l’ha rivelato con Una Separazione.

Loro di Paolo Sorrentino

Ne abbiamo parlato già tra i film più attesi del 2018. È la storia di Berlusconi interpretata da Servillo. Sarà sicuramente pronto per Maggio, per Cannes, il festival a cui è sempre andato Sorrentino.

High Life di Claire Denis

Un gruppo di criminali dello spazio viene spedito in una missione sperimentale vicino ad un buco nero. La trama sembra buona per Michael Bay e invece è un film di Claire Denis con Mia Goth, Juliette Binoche e Robert Pattinson, ormai ufficialmente riciclato come attore del cinema d’autore.
Sembra scontato Cannes, a meno che non vada a finire che non è pronto in tempo.

Suspiria di Luca Guadagnino

Già trattato tra i film più attesi del 2018. In passato Guadagnino è stato al Sundance come a Toronto o Venezia. Chiamami Col Tuo Nome però gli ha fatto fare il grande salto di qualità e potrebbe avere altri desideri.

Shadow di Zhang Yimou

Arti marziali d’epoca, vestitoni, tamburi, cavi che fanno volare gli attori e un drammone su un re che conduce un popolo senza terra fuori dall’esilio. Era da 12 anni, da La Città Proibita, che Zhang Yimou non faceva uno dei suoi mega-wuxia pan di regime. L’ultimo, per l’appunto quello con Gong Li, era stato uno dei migliori in assoluto.
Fino ad oggi il suo festival è quasi sempre stato Cannes con qualche eccezione per Venezia.

The Man Who Killed Don Quixote di Terry Gilliam

Il film a cui non si crede fino a che non ci si siede in sala e lo si vede, è un evento che un po’ tutti vorrebbero. Il cast comprende Adam Driver e Jonathan Pryce oltre a Stellan Skarsgard, Rossy De Palma e Olga Kurylenko, e la storia è quella di un uomo moderno sulle tracce di Don Chisciotte. Attenzione! Include viaggi nel tempo.
Storicamente Gilliam ha un ottimo rapporto con l’Italia e Venezia.

Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher

Ci sono i viaggi nel tempo ma, ci tengono a precisarlo dalla produzione, non è un film di fantascienza. Il terzo film di Alice Rohrwacher (di nuovo con la sorella Alba nel cast) sicuramente punta a Cannes dove la regista ha già vinto il Gran Premio della Giuria con Le Meraviglie.

La mia vita con John F. Donovan di Xavier Dolan

Era tra i film più attesi del 2018, è il primo film americano di Xavier Dolan e ci sono Jessica Chastain, Natalie Portman, Thandie Newton e Kit Harington. Di regola andrebbe dritto a Cannes ma Dolan più volte si è detto in polemica con quel festival. Di sicuro il film è pronto e il primo festival buono per ospitarlo sarebbe Berlino.

First Man di Damien Chazelle

A due anni da La La Land Damien Chazelle è pronto con il suo nuovo film, la storia della vita di Neil Armostrong, primo uomo sulla Luna. C’è Ryan Gosling e c’è Claire Foy (la regina Elisabetta in The Crown). La data di uscita americana è fissata al 12 Ottobre, e il film ovviamente ha ottime possibilità di essere a Venezia come La La Land.

L’Isola Dei Cani di Wes Anderson

Ambientato in Giappone, il nuovo cartone animato di Wes Anderson è la storia di un bambino che cerca il suo cane. La data di uscita americana è il 23 Marzo.
È già noto che aprirà il festival di Berlino dove Anderson è andato spessissimo.

La Quietud di Pablo Trapero

L’autore del bellissimo Il Clan (anche un successo non da poco al box office argentino) torna con la storia di una madre e una sorella che si riuniscono nelle proprietà di famiglia per affrontare un trauma che affonda le radici nella dittatura militare. Insomma qualcosa di non troppo lontano dalle sue corde. La produzione è iniziata da poco quindi si parla dell’ultima parte del 2018. Forse Venezia se si sbriga.

Maradona di Asif Kapadia

Di documentari su Maradona se ne sono visti un’infinità, anche di documentari sull’indotto di Maradona, sulla fama di Maradona, addirittura sulla sua mitologia (l’ha fatto Kusturica). Kapadia è bravissimo con queste biografie (Amy e Senna lo dimostrano) e per questo progetto ha avuto accesso a 500 ore di materiale inedito dall’archivio personale del calciatore.
L’uscita britannica è per fine estate, quindi un lancio a Cannes sarebbe buono, certo doveva già uscire nel 2017 e invece è ancora in produzione.