Forse era solo questione di tempo prima che i bravi ragazzi di Amazon Studios smettessero di essere così bravi e iniziassero, moderatamente, a mettersi anch’essi di traverso. L’exploit agli Oscar di Roma l’anno scorso, come prevedibile, ha cambiato tutto e ora, con il primo film dotato di potenzialità da Oscar che si ritrovano ad Amazon hanno deciso di accorciare la finestra in sala.

The Report di Scott Z. Burns con Adam Driver, Annette Bening e Jon Hamm era uno dei titoli più caldi del Sundance quando Amazon ne ha acquistato i diritti di distribuzione per 14 milioni di dollari, ora arriva notizia che lo distribuirà nelle sale americane dal 27 Settembre per poi andare su Amazon Prime Video dall’11 Ottobre, due settimane dopo invece che tre mesi dopo come dovrebbe essere. Ovviamente il film continuerà ad essere programmabile dalle sale cinematografiche che lo volessero (anche Netflix ha lasciato che chiunque lo richiedesse potesse proiettare Roma e del resto il film ha avuto una tenitura lunghissima) ma la concorrenza della disponibilità in streaming per il pur limitato numero di abbonati di Prime sarà comunque sensibile.

Il film scritto e diretto da Burns (abituale collaboratore e sceneggiatore di Soderbergh che qui produce) racconta la vera storia di un dipendente del senato che investiga i metodi di tortura della CIA, dal water-boarding alla privazione dei sensi, ha ricevuto recensioni entusiastiche. Al momento vanta un 94% su Rotten Tomatoes.

La pratica dell’uscita tecnica in sala non è nuova, anche prima dell’arrivo dei servizi di streaming non era inusuale che titoli dall’alto potenziale Oscar uscissero in pochissime sale (solitamente a New York e Los Angeles) per essere eleggibili per la premiazione (è obbligatorio essere passati in sala in un certo periodo per poter essere votati) e scegliessero poi un’altra data, magari più vicini alla serata, per l’uscita seria. Adesso ad Amazon, come anche a Netflix, fanno uscire i loro film in sala a distanza ravvicinata dall’uscita online (Netflix addirittura in contemporanea) generando non poco fastidio tra gli esercenti e ponendo domande non banali su cosa si premi agli Oscar, se i migliori film in assoluto o migliori film destinati alle sale.

Lo stupore generale è aumentato dal fatto che Amazon fino ad ora si era in tutto e per tutto comportato come un distributore tradizionale, rispettando tutte le finestre e i lassi temporali tra uno sfruttamento e l’altro.
Viene da chiedersi come mai questo cambio di strategia, come mai non lasciare il film in sala per il suo tempo, cosa che può anche fruttare un buon incasso, e poi metterlo sulla piattaforma come è stato fino ad ora. La risposta più evidente è che nel caso di un film come The Report, con questo potenziale Oscar, Amazon all’incasso preferisca la possibilità di accrescere il prestigio della piattaforma: il film di cui tutti stanno parlando lo potete già vedere se avete Prime Video. Senza contare che le polemiche che seguiranno l’uscita non faranno che amplificare il messaggio che si tratta di un film “ad alto potenziale Oscar” legato al brand Amazon.

Quella tra Prime Video e Netflix è infatti al momento una battaglia tutta sul prestigio, come già era quella combattuta a partire da fine anni ‘90 tra i canali televisivi a pagamento americani che si dividevano le serie più importanti. Non è più una questione di incassi o di ascolti (i primi non ci sono, i secondi sono segreti) ma di status, chi ha i prodotti più discussi, cercati, richiesti, amati e postati online, chi offre i titoli imperdibili. Con gli altri player pronti a fare lo stesso (Disney+, Apple Tv ecc. ecc. avranno ognuno la propria strategia ma difficilmente comprenderà un obiettivo differente) l’unica maniera in cui le piattaforme di streaming attirano sottoscrizioni è la promessa del bouquet più desiderabile, delle serie più iconiche, amate e cercate, dei film più premiati e “da vedere”.

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