883, la vera musa di “Sei un mito” non sapeva di aver ispirato la canzone: lo ha scoperto dopo 32 anni
Chi era davvero la musa di “Sei un mito” degli 883? Una scoperta arrivata dopo 32 anni riaccende la curiosità sulla celebre canzone di Max Pezzali e Mauro Repetto.
C'è una storia che gli appassionati degli 883 pensavano di conoscere da oltre trent'anni, ma che nasconde un particolare sorprendente: la ragazza che avrebbe ispirato “Sei un mito” ha scoperto soltanto nel 2025 di essere stata un punto di riferimento per Mauro Repetto. Un'informazione rimasta lontana dai riflettori per decenni e tornata d'attualità grazie al successo di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, la serie Sky che racconta gli anni decisivi del sodalizio artistico tra Max Pezzali e Mauro Repetto.
Incuriosita, ha deciso di leggere il volume ed a pagina 103 ha trovato il proprio nome, inserito in un ricordo degli anni trascorsi a Pavia. Repetto raccontava di quando Max Pezzali lo accompagnava a casa in automobile e i due trascorrevano molto tempo a parlare, mentre speravano anche di incrociare quella ragazza che abitava poco distante. Un ricordo apparentemente ordinario, rimasto però nella memoria di uno dei protagonisti della musica italiana degli anni Novanta. Chiara ha raccontato di avere avuto circa 15 anni all'epoca, mentre Pezzali e Repetto erano più grandi di lei di circa tre anni.
Frequentavano tutti il liceo scientifico Nicolò Copernico di Pavia e si conoscevano soprattutto di vista. Lei lavorava già come modella e, come ha spiegato, era abbastanza conosciuta in città. Ma questo non significa che tra lei e i due musicisti esistesse un rapporto sentimentale. Anzi, uno degli aspetti più interessanti della sua testimonianza riguarda proprio la distanza tra i ricordi reali e la versione romanzata proposta dalla televisione. Chiara ha chiarito che all'epoca era già fidanzata e che non aveva avuto una storia d'amore con Max Pezzali. Conosceva entrambi, ma non li frequentava abitualmente e la loro era una conoscenza legata a quella Pavia di provincia nella quale i ragazzi si incontravano nelle piazze, si osservavano e finivano per diventare volti familiari anche senza stringere vere amicizie.
Durante l'intervista ha ricordato che, circa dieci anni fa, un collega pavese del marito aveva fatto riferimento a lei proprio in questi termini. Allora l'episodio le era sembrato soltanto divertente, senza che immaginasse quanto quel soprannome fosse legato ai ricordi del musicista. Soltanto nel 2025, dunque, tutti i pezzi del racconto si sono ricomposti. L'incontro con Repetto durante uno spettacolo a Vigevano è diventato anche l'occasione per ritrovare una persona conosciuta molti anni prima. Chiara ha descritto quel momento come un ritorno piacevole alla propria giovinezza, tra ricordi condivisi e dettagli della vecchia Pavia che Mauro conservava ancora nella memoria. Nel frattempo, la sua vita aveva seguito un percorso completamente diverso da quello degli 883.
Dopo le prime esperienze nella moda e in televisione, Chiara Cattaneo aveva lavorato in banca a Milano, dove aveva conosciuto il futuro marito. Successivamente si era trasferita con lui a Londra, scegliendo di lasciare il proprio impiego. Proprio nella capitale britannica, intorno ai quarant'anni, aveva deciso di riscoprire la passione per la danza. Un interesse coltivato attraverso lezioni, allenamenti ed esami, fino a trasformarlo in una nuova professione. Tornata in Italia nel 2020, ha ottenuto una qualifica nell'insegnamento delle danze latino-americane e oggi insegna ballo e pilates a Milano. La donna che per anni è rimasta inconsapevolmente legata a una delle canzoni più celebri degli 883 ha quindi costruito una vita lontana dalla notorietà musicale di Pezzali e Repetto. Eppure, a distanza di oltre trent'anni, quel ricordo adolescenziale è tornato a cercarla.