A Knight of the Seven Kingdoms: rivelato chi è il vero antagonista della serie (in confronto Joffrey è un agnellino)
Aerion Targaryen è il nuovo villain di A Knight of the Seven Kingdoms. Come Joffrey, è crudele e sadico, ma la sua morte bevendo altofuoco è ancora peggiore.
Ogni capitolo dell'universo di Game of Thrones ha bisogno del suo villain, quel personaggio che il pubblico ama odiare con tutto il cuore. Quando HBO lanciò la serie madre, bastarono pochi episodi perché gli spettatori identificassero in Joffrey Baratheon il ragazzino viziato e crudele destinato a incarnare il male nella sua forma più infantile e capricciosa. La sua ascesa al Trono di Spade non fece altro che amplificare quella natura sadica, rendendo le Nozze Rosse uno degli eventi televisivi più celebrati della storia recente.
Ora che A Knight of the Seven Kingdoms ha preso il testimone narrativo, ambientando le sue vicende circa 90 anni prima degli eventi di Game of Thrones, è chiaro che alcune dinamiche di Westeros rimangono immutate attraverso i secoli. E se allora il trono apparteneva ai Baratheon sostenuti dai Lannister, in questo periodo sono i Targaryen a regnare incontrastati sui Sette Regni. Ma poco importa quale casata sieda sul trono: in ogni generazione spunta quel membro della famiglia reale che semplicemente "non viene su bene".
Il principe Aerion Targaryen fa il suo ingresso nel secondo episodio di A Knight of the Seven Kingdoms, e fin dalla prima scena il suo carattere risulta cristallino. A differenza dello zio Baelor o del fratello minore Egg, Aerion incarna l'arroganza nobiliare nella sua essenza più tossica: pretenzioso, esigente, convinto che il mondo gli debba tutto per diritto di nascita. Ma è nel terzo episodio che la serie solleva definitivamente il velo, mostrandoci quanto questo Targaryen ami la crudeltà fine a se stessa.
La sequenza in cui Aerion trafigge deliberatamente il collo di un cavallo con la spada, seguita dalla scena in cui spezza le dita di Tanselle senza un briciolo di rimorso, cementa il suo status di essere spregevole. Azioni gratuite, violenza esercitata per il puro gusto del potere, un sadismo che non serve alcuno scopo se non affermare la propria superiorità. È lo stesso schema comportamentale che abbiamo visto in Joffrey: la crudeltà come linguaggio, la sofferenza altrui come intrattenimento personale.
Ma i paralleli tra Aerion e Joffrey non si fermano al carattere sadico e alle origini problematiche. George R.R. Martin sembra aver costruito deliberatamente questi due personaggi come specchi deformati l'uno dell'altro, separati da decenni ma uniti da un destino stranamente simile. Joffrey morì alle sue stesse nozze, avvelenato da una coppa di vino che bevve ignaro del veleno nascosto al suo interno. Una morte rapida, tutto sommato, per quanto umiliante per un re.
Westeros non cambia mai davvero. I nomi delle casate regnanti si alternano, i secoli passano, ma c'è sempre quel principe, quel re, quel nobile che incarna il peggio dell'umanità. E prima o poi, in un modo o nell'altro, quella crudeltà finisce per ritorcersi contro chi la esercita. Aerion Targaryen e Joffrey Baratheon sono separati da quasi un secolo, ma la loro storia è fondamentalmente la stessa.