L’ascesa dei Targaryen e i segreti di Westeros: la serie A Knight of the Seven Kingdoms illumina il lato nascosto di Game of Thrones
A gennaio arriva A Knight of the Seven Kingdoms, la storia che anticipa eventi chiave di Game of Thrones
C’è un momento, per chi ama Westeros, in cui la mappa del continente smette di essere un semplice disegno e diventa un organismo vivo. Le casate respirano, le alleanze pulsano, le guerre si sedimentano come cicatrici.
A Knight of the Seven Kingdoms, la nuova serie HBO in arrivo nel 2026, si inserisce esattamente in questo punto: nel battito nascosto della storia, in quel secolo di silenzio che separa la furia di House of the Dragon dal crollo definitivo raccontato in Game of Thrones. È un territorio narrativo che finora era rimasto nell’ombra, citato nei libri, evocato nei racconti dei maestri, ma mai mostrato davvero. Ora, finalmente, prende forma.A Knight of the Seven Kingdoms ci svelerà il lato mai raccontato
La serie adatta il primo dei racconti di George R. R. Martin dedicati a Dunk ed Egg, una coppia improbabile e irresistibile: un cavaliere errante dal cuore enorme e un ragazzino che nasconde un destino più grande di lui. Dunk è un uomo semplice, onesto, quasi fuori posto in un mondo che vive di intrighi e ambizioni. Egg, invece, è un Targaryen in incognito, destinato a diventare Aegon V, uno dei re più discussi della dinastia. La loro storia è più intima rispetto alle grandi epopee che conosciamo, ma proprio per questo è fondamentale: è nelle pieghe della quotidianità che si costruisce il futuro dei Sette Regni.
Per capire l’importanza di questa serie bisogna guardare indietro, a ciò che House of the Dragon ha raccontato. La Danza dei Draghi, la guerra civile che ha devastato la dinastia Targaryen, ha lasciato un continente in frantumi. Draghi quasi estinti, famiglie spezzate, un potere che non riesce più a reggersi su se stesso. Un secolo dopo, quando inizia A Knight of the Seven Kingdoms, Westeros è ancora un mondo che porta addosso le cicatrici di quella guerra. Non ci sono più draghi a dominare il cielo, ma l’ombra dei Targaryen è ancora lunga, e il loro nome continua a essere sinonimo di grandezza e instabilità.È qui che la serie trova il suo spazio: nel tentativo di ricostruire un ordine che non è mai stato davvero stabile. Dunk e Egg viaggiano attraverso un Westeros più piccolo, più rurale, ma non per questo meno inquieto. Le casate che in Game of Thrones conosciamo come potenze consolidate — Baratheon, Tyrell, Beesbury — sono ancora in una fase di trasformazione. Le tensioni politiche non sono esplosive come quelle che vedremo secoli dopo, ma sono già presenti, sottili, pronte a germogliare. È un mondo che sembra quieto, ma che in realtà ribolle sotto la superficie.
Il legame con Game of Thrones è molto più profondo di quanto sembri. Egg, il giovane scudiero, diventerà il nonno del Re Folle e il bisnonno di Daenerys. La sua ascesa al trono, il suo tentativo di riportare equilibrio nella dinastia, e le sue scelte — spesso idealistiche, talvolta ingenue — sono tasselli fondamentali per capire come i Targaryen siano passati dalla gloria alla rovina. La serie non racconta direttamente la follia di Aerys II o l’esilio di Viserys e Daenerys, ma ne mostra le radici. È la storia di una dinastia che prova a rialzarsi dopo una guerra devastante, senza sapere che un’altra caduta è già scritta nel destino.
E poi c’è Dunk, un personaggio che nei libri di Martin è una leggenda. La sua figura attraversa la storia come un’eco di un’epoca più cavalleresca, più pura, quasi romantica. In un mondo dominato da giochi di potere, Dunk rappresenta un ideale che sembra fuori tempo, ma che proprio per questo diventa prezioso. La sua presenza nella vita di Egg influenzerà generazioni future, fino a toccare persino la Guardia Reale che vediamo in Game of Thrones. È un filo sottile, ma resistente, che collega epoche lontane.
A Knight of the Seven Kingdoms è quindi molto più di un prequel. È il ponte che mancava tra le due grandi serie dell’universo di Westeros. Da un lato c’è House of the Dragon, con la sua esplosione di violenza, draghi e ambizioni. Dall’altro c’è Game of Thrones, con il suo mondo ormai disilluso, frammentato, sull’orlo del collasso. In mezzo, c’è questa storia più piccola, più umana, che racconta come un continente ferito prova a ritrovare un equilibrio che non troverà mai davvero.
È un racconto di amicizia, di crescita, di responsabilità. Ma è anche un racconto politico, perché ogni passo di Dunk ed Egg contribuisce a costruire — o a distruggere — il futuro dei Sette Regni. E mentre seguiamo i loro viaggi, sappiamo già dove porteranno: a un trono che brucia, a una dinastia che crolla, a un continente che continua a cercare un re che non esiste.
Ecco perché A Knight of the Seven Kingdoms è la serie più preziosa dell’universo di Westeros. Non perché sia la più spettacolare, ma perché è quella che dà senso a tutto il resto. È il cuore segreto della saga, il punto in cui passato e futuro si incontrano. E finalmente, dopo anni di attesa, sta per battere.
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