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Alberto Angela dice la sua su Odissea di Christopher Nolan: il suo giudizio sorprenderà molti

Quest'ultima, secondo me, è la più forte: sfrutta la curiosità ("perplesso... poi ho capito") senza anticipare il finale della sua valutazione, invitando il lettore a scoprire cosa gli abbia fatto cambiare idea.

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Alberto Angela, il più amato divulgatore televisivo in Italia, ha deciso di pronunciarsi su Odissea di Christopher Nolan, il blockbuster che sta dominando il botteghino mondiale dell'estate 2026, ogni parola diventa un verdetto culturale. In un'intervista rilasciata al Messaggero, Angela ha analizzato il film con la precisione dello studioso e l'empatia del comunicatore, offrendo una lettura che trasforma un kolossal hollywoodiano in uno specchio delle sfide contemporanee.

Il giudizio complessivo è una promozione senza appello, con Angela che definisce Nolan "bravissimo a tradurre un testo antichissimo in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani". Non è un elogio di facciata: il divulgatore riconosce al regista britannico la capacità di rendere accessibile un poema epico di oltre tremila anni, scritto quando l'età del bronzo volgeva al termine e Ramses II dominava l'Egitto. L'Odissea, spiega Angela, è "la storia con la S maiuscola: c'è l'avventura verso l'ignoto, il destino, le divinità della mitologia". Una sceneggiatura perfetta fin dall'origine, paragonabile ai grandi classici della letteratura italiana come la Divina Commedia o i Promessi Sposi.

Ma è nella riflessione sul significato universale del viaggio di Ulisse che Angela tocca le corde più profonde. "Al centro c'è un concetto universale, il ritorno a casa, al calore della famiglia", spiega. Odisseo, o Ulisse come lo chiamiamo noi italiani, è una figura che parla direttamente ai giovani di oggi. Deve affrontare l'ignoto con razionalità e astuzia, deve dribblare l'avversario, inventarsi sempre qualcosa di straordinario. Sono le stesse qualità che servono a un ventenne nel 2026, immerso in un mondo dove le certezze sono evaporate.

Odissea, fonte: Universal Pictures

La similitudine diventa ancora più potente quando Angela sovrappone il viaggio dell'eroe greco alle sfide della società contemporanea.

"Tra sfide climatiche e tecnologiche, l'incognita dell'intelligenza artificiale e un mondo del lavoro che non dà più certezze, il viaggio di Ulisse è il viaggio che tutti i giovani devono compiere con fatica ogni giorno per arrivare alla propria Itaca". - Alberto Angela

Ed è qui che arriva la dichiarazione più sorprendente. Angela definisce Omero "uno dei più grandi motivatori dell'esistenza umana". Non un semplice poeta, non solo il padre della letteratura occidentale, ma un motivatore ante litteram, capace di infondere coraggio e resilienza attraverso il racconto. Pensare che le vicende narrate risalgono a oltre tremila anni fa, all'età del bronzo di Troia, "rende tutto ancora più straordinario agli occhi di un giovane pubblico che si affaccia oggi a quella storia per la prima volta", sottolinea il divulgatore.

Eppure, l'occhio esperto di Angela ha colto anche alcune perplessità, visto che all'inizio della visione, alcune scelte estetiche lo hanno lasciato dubbioso. "Notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli", ammette. Elementi che stonano con la ricostruzione storica dell'epoca micenea, dove le imbarcazioni erano ben diverse dalle drakkar scandinave e i paesaggi mediterranei dominavano la narrazione omerica.

Odissea, fonte: Universal Pictures

Ma la perplessità si è trasformata rapidamente in comprensione, visto che Angela ha capito che Nolan non stava cercando la fedeltà filologica: doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa. "Mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile", confessa. È la stessa sfida che Angela affronta ogni volta che racconta l'antica Roma o le civiltà del passato: trovare il linguaggio giusto per far vibrare le corde emotive di chi guarda, senza tradire la sostanza del messaggio.

I messaggi del film, d'altronde, sono profondamente moderni. Il ritorno di Ulisse non è un rifugio nella comfort zone, ma un ritorno ai propri valori. È la differenza tra fuggire e tornare a casa con consapevolezza. E qui Angela gioca la carta dell'identità europea:

"Dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera". - Alberto Angela

È una chiusura che eleva Odissea di Christopher Nolan a manifesto generazionale, un'opera che parla il linguaggio del presente pur affondando le radici nel mito. Alberto Angela, con la sua autorevolezza, trasforma così un blockbuster estivo in un fenomeno culturale che merita attenzione e riflessione. Un giudizio che arriva proprio mentre continuano a far discutere alcune delle libertà creative prese dal regista: negli ultimi giorni, infatti, Nolan ha spiegato pubblicamente perché ha deciso di modificare il celebre episodio di Polifemo. Le parole di Angela sembrano quindi rafforzare l'idea del cineasta inglese: modernizzare Omero non significa tradirlo, ma trovare un nuovo modo per far parlare una storia di tremila anni alle nuove generazioni.

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