Alberto Ravagnani, i giornalisti Rai prendono posizione contro Pierluigi Diaco: il caso divide l'azienda
I giornalisti Rai difendono Alberto Ravagnani dopo l'intervista di Pierluigi Diaco. La consigliera Federica Frangi prende invece le parti del conduttore.
La polemica nata dall'intervista di Pierluigi Diaco ad Alberto Ravagnani continua ad allargarsi e questa volta arriva direttamente all'interno della Rai. Dopo la dura presa di posizione di Milly Carlucci e le critiche di numerosi personaggi dello spettacolo, anche i giornalisti del servizio pubblico hanno deciso di intervenire ufficialmente, esprimendo solidarietà all'ex sacerdote per il trattamento ricevuto durante la puntata di BellaMà del 3 novembre 2026. Una posizione che assume un significato particolare perché arriva a poche ore dalle dichiarazioni di una consigliera d'amministrazione Rai, che aveva invece difeso il conduttore.
In particolare, i rappresentanti dei giornalisti ritengono che l'insistenza sulle questioni più intime non debba trasformarsi in uno spettacolo costruito sul disagio dell'ospite. Il passaggio più significativo riguarda proprio il ruolo del servizio pubblico, chiamato a garantire un'informazione capace di affrontare anche temi controversi senza oltrepassare determinati limiti. “Il Servizio Pubblico ha il dovere di garantire un confronto libero, rispettoso e mai umiliante”, si legge nella parte conclusiva del comunicato. Un richiamo particolarmente netto, che arriva dopo le immagini diventate virali sui social e le numerose critiche rivolte a Diaco per il tono utilizzato durante l'ospitata.
La vicenda era cominciata martedì 3 novembre, quando Alberto Ravagnani, ex sacerdote e attuale concorrente di Ballando con le Stelle, era stato invitato negli studi di BellaMà per parlare del proprio percorso personale e professionale. Durante la conversazione, però, Pierluigi Diaco aveva spostato l'attenzione sulla sfera sentimentale e sessuale dell'ospite, chiedendogli se fosse attratto dagli uomini oppure dalle donne. Ravagnani aveva risposto di essere attratto dalle donne, manifestando tuttavia perplessità sulla pertinenza della domanda. Il conduttore aveva quindi continuato a incalzarlo sulle esperienze intime vissute dopo l'abbandono del sacerdozio.
Intervistata da Adnkronos, la consigliera aveva sottolineato che un giornalista deve poter rivolgere anche domande scomode, dirette e provocatorie, ricordando che l'intervistato conserva comunque il diritto di non rispondere. Frangi aveva inoltre osservato che Ravagnani ha scelto volontariamente di raccontare pubblicamente la propria esperienza religiosa e personale, ritenendo quindi legittimo approfondire anche gli aspetti più delicati della sua storia. Una difesa del principio della libertà di intervista che contrasta con l'accento posto dai rappresentanti dei giornalisti sulla tutela della dignità personale.
Le due posizioni, tuttavia, non rappresentano comunicazioni ufficiali dell'azienda nel suo complesso: da una parte troviamo una consigliera d'amministrazione, dall'altra organismi rappresentativi dei giornalisti Rai. Nel frattempo, anche Milly Carlucci e gli autori di Ballando con le Stelle hanno deciso di schierarsi pubblicamente al fianco di Alberto Ravagnani, attraverso un messaggio diffuso sui social. La conduttrice ha sottolineato come il suo programma cerchi da sempre di affrontare temi complessi attraverso le storie personali dei concorrenti, mantenendo però il rispetto per le persone coinvolte. Nella nota firmata insieme agli autori, quanto accaduto a BellaMà è stato definito inaccettabile.
Al momento, però, non risultano conferme ufficiali su un eventuale blocco delle ospitate, né provvedimenti aziendali annunciati nei confronti del conduttore. Intanto Pierluigi Diaco ha aperto la successiva puntata di BellaMà senza affrontare direttamente le polemiche nate dall'intervista. Il caso continua così ad alimentare una discussione che ormai va oltre il singolo episodio televisivo. La presa di posizione dei giornalisti Rai rappresenta un ulteriore passaggio importante, perché porta al centro del dibattito anche le responsabilità professionali di chi conduce un'intervista nel servizio pubblico. E mentre le reazioni continuano a moltiplicarsi, la vicenda mette in evidenza due esigenze che il giornalismo è chiamato a conciliare: la libertà di fare domande e il rispetto della persona che si trova a rispondere davanti alle telecamere.