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Diaco-Ravagnani, tutti i casi in cui Rai ha punito i conduttori: Lippi, Paola Perego e altri cacciati

Pierluigi Diaco resta in onda dopo il caso Ravagnani. Ecco tutti i conduttori Rai puniti duramente per episodi simili: Perego, Guaccero, Lippi e altri.

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Il 3 novembre 2026, nello studio di BellaMa' su Rai 2, è andato in scena un episodio televisivo destinato a far discutere ben oltre il termine della puntata. Pierluigi Diaco ha condotto un'intervista ad Alberto Ravagnani, ex sacerdote oggi concorrente di Ballando con le Stelle, che molti hanno definito incalzante, invadente, inquisitoria. Il pressing verbale sulla sfera intima e sessuale dell'ospite ha generato un imbarazzo palpabile in studio e una valanga di reazioni sui social network.

Eppure, a distanza di giorni, nessuna scusa formale è arrivata dal conduttore romano. Ancora più significativo: Diaco rimane saldamente alla guida del suo programma, con i vertici Rai che hanno deciso che non prenderanno provvedimenti o sanzioni. Una situazione che stride, e parecchio, se confrontata con la storia recente della televisione pubblica italiana.

Perché negli ultimi anni la Rai ha mostrato un volto diverso, molto più rigido, quando si è trattato di scivoloni in diretta. Frasi infelici, gesti inopportuni, siparietti giudicati fuori luogo: in più di un'occasione la risposta dell'azienda è stata immediata e severa. Sospensioni, chiusure di programmi, licenziamenti. La tolleranza si è progressivamente ridotta, lasciando spazio a una linea editoriale che non ammette leggerezze quando in ballo ci sono il rispetto degli ospiti e la sensibilità del pubblico. Ma quali sono questi casi documentati?

Partiamo da uno dei più eclatanti: quello di Paola Perego. Era il 18 marzo 2017 quando, durante Parliamone... sabato su Rai 1, venne trasmessa una grafica con vari stereotipi sulle donne dell'Est Europa. Sui social si scatenò una bufera, come nel caso attuale, trasformando una leggerezza grafica in un problema. Intervennero il direttore di Rai 1 Andrea Fabiano e la presidente Monica Maggioni. La decisione fu drastica: chiusura immediata e cancellazione definitiva del programma dai palinsesti. Nessun appello, nessuna seconda chance. Per una grafica.

Tre anni dopo, nel novembre 2020, toccò a Bianca Guaccero finire nell'occhio del ciclone. Nello studio di Detto Fatto, contenitore pomeridiano di Rai 2, andò in onda un tutorial su "come fare la spesa in modo sexy". Immagini di una ballerina in tacchi a spillo che si muoveva tra le corsie del supermercato con ammiccamenti e piegamenti provocanti. Un siparietto che oggi fa rabbrividire, ma che all'epoca venne mandato in onda senza filtri.

Il tempismo fu pessimo: la puntata andò in onda alla vigilia della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. L'indignazione fu corale e immediata. L'allora amministratore delegato Rai Fabrizio Salini bollò l'episodio come "gravissimo". A differenza del caso Perego, il programma non venne cancellato all'istante: la Rai optò per due settimane di sospensione e un rimpasto completo degli autori. Detto Fatto tornò in onda il 9 dicembre 2020, ma la ferita era profonda.

Il programma chiuse definitivamente i battenti a maggio 2022. Bianca Guaccero non venne licenziata, ma si assunse pubblicamente la responsabilità, scusandosi su Instagram e in diretta per il fallimento del siparietto. Un gesto di trasparenza che, evidentemente, salvò la sua carriera ma non il programma.

Giugno 2023. Claudio Lippi rilascia un'intervista a La Stampa in cui si lascia andare a dichiarazioni pesantissime:"Stefano Coletta, il direttore che per fortuna non c'è più, ha fatto lavorare gay e gaie solo per il motivo di esserlo. Tanti e tante che non avevano alcuna competenza, la Rai usata per fare coming out. Ma le pare? Allora anche noi etero dovremmo fare coming out, no?". Bufera mediatica, politica, indignazione delle associazioni per i diritti civili. La Rai giudicò quelle affermazioni incompatibili con il codice etico e i valori del servizio pubblico. La decisione: blocco immediato di qualsiasi futura collaborazione e conduzione sui canali Rai. Lippi venne di fatto espulso dalla televisione pubblica. Senza appello.

Tutto questo ci ricorda che fino a solo qualche anno fa, una vicenda come questa sarebbe stata sanzionata con maggiore forza. Questo non significa che non cambierà nulla. Il caso Diaco-Ravagnani ha ormai superato i confini della televisione. È diventata un caso politico, mediatico, culturale. Eppure, mentre in passato la Rai ha reagito con provvedimenti rapidi e drastici davanti a episodi giudicati lesivi della dignità delle persone o dei valori del servizio pubblico, in questo caso l'azienda tace.

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