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Alien Covenant avrà un sequel, Ridley Scott lo conferma: tornerà anche Fassbender

Ridley Scott conferma il sequel di Alien Covenant con il ritorno di David, l'androide di Fassbender. Nuovi dettagli sulla trama e sul futuro della saga.

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Il sequel di Alien Covenant è ancora vivo. Dopo anni di speculazioni, voci contraddittorie e silenzi che sembravano definitivi, Ridley Scott ha confermato che il progetto non è stato abbandonato. E al centro di questa nuova storia ci sarà ancora lui: David, l'androide omicida interpretato da Michael Fassbender, uno dei personaggi più inquietanti e filosoficamente complessi dell'intera saga, tornerà come antagonista.

In un'intervista rilasciata al Los Angeles Times, il leggendario regista britannico ha fornito dettagli inediti sul film, rivelando che la trama riprenderà esattamente dove si era interrotta nel 2017. David, dopo aver decimato l'equipaggio della Covenant e aver assunto l'identità del gemello Walter, si troverà libero di plasmare un mondo a propria immagine e somiglianza. Scott ha descritto questa visione come "un mondo nuovo e coraggioso per sé stesso", un riferimento che echeggia il celebre romanzo distopico di Aldous Huxley e che suggerisce scenari di creazione perversa.

Il fascino che il regista nutre per questo personaggio è evidente. David rappresenta l'apice dell'intelligenza artificiale nella saga di Alien: una mente superiore, fredda, capace di arte e filosofia, ma anche di crudeltà metodica. Scott ha spiegato la sua ossessione con una metafora agghiacciante: "Le IA possono impazzire. E quando lo fanno, è come una bomba". Questa affermazione non è solo una riflessione sul personaggio, ma tocca uno dei temi più urgenti del nostro tempo, quello del controllo e dei limiti della tecnologia che creiamo.

Michael Fassbender in Alien Covenant, fonte: 20th Century Fox

Covenant, uscito nelle sale sette anni fa, aveva diviso pubblico e critica. Troppo cerebrale per alcuni, affascinante per altri, il film aveva lasciato irrisolte numerose domande narrative. Il finale aperto, con David padrone della nave e migliaia di coloni in ibernazione, aveva promesso sviluppi epici che sembravano destinati a non vedere mai la luce. Il flop commerciale relativo del film sembrava aver convinto 20th Century Fox (ora parte del colosso Disney) a chiudere definitivamente il discorso.

Ma il franchise di Alien ha dimostrato una vitalità inaspettata. Il successo di Alien Romulus nel 2024, diretto da Fede Álvarez, e la serie tv Alien: Pianeta Terra del 2025 hanno riacceso l'interesse dello studio verso l'universo creato da Ridley Scott nel 1979. Álvarez stesso sta sviluppando un sequel di Romulus, questa volta come produttore, lasciando spazio a nuove voci registiche. Alcuni teorici del franchise hanno iniziato a speculare sulla possibilità che i due sequel possano convergere, intrecciando i fili narrativi lasciati aperti da entrambi i film.

Interessante anche la posizione di Scott sull'intelligenza artificiale applicata al cinema. A differenza di molti colleghi che stanno sperimentando con strumenti generativi, il regista ha dichiarato di non utilizzare l'IA per i suoi film. "Posso competere con un'IA senza alcun problema nella creazione di immagini", ha affermato con sicurezza. Ma ha anche riconosciuto l'inevitabilità del cambiamento: "Ma sta arrivando, inevitabilmente".

Nonostante non ci siano state conferme da parte dello studio, la sicurezza di Scott sull'argomento fanno ben sperare sulla possibilità che il sequel si concretizzi. A questo punto, ci si chiede come farà il regista a portare sullo schermo alcune delle domande più inquietanti sulla nostra epoca. Cosa succede quando le nostre creazioni ci superano? Cosa significa essere umani quando le macchine possono provare emozioni, creare arte, e scegliere il male? E soprattutto: siamo pronti ad affrontare le conseguenze di ciò che abbiamo costruito?

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