Aquaman: alla riscoperta del cinecomic con Jason Momoa questa sera in Tv su Canale 5
Andiamo alla riscoperta di Aquaman, il cinecomic campione d'incassi con Jason Momoa in Tv questa sera su Canale 5 alle 21,21...
L'occasione è quantomai propizia per riscoprire, grazie alle note ufficiali della Warner Bros, un progetto che vi abbiamo raccontato in lungo e in largo, anche grazie alle nostre interviste esclusive realizzate con il regista e il cast alla premiere europea ufficiale del film.
In “Aquaman”, lo sforzo di Arthur Curry di unire due mondi, inizia con una sfida che metterà alla prova sia la sua forza che il coraggio delle sue convinzioni: recuperare il Tridente Perduto di Atlan. Solamente il vero Re di Atlantide potrà impugnarlo, ma per cercarlo avrà bisogno dell’aiuto di Mera, Principessa del regno oceanico di Xebel, in un viaggio insidioso sulla terra e in mare. Il primo ostacolo sulla strada di Arthur, è il suo disinteresse nel fatto di essere la soluzione ai problemi di tutti, sia degli abitanti di Atlantide che degli umani. Fino ad ora, si è accontentato di essere considerato come una specie di super potente lupo solitario, scegliendo le sue battaglie in acqua e evitando alcun coinvolgimento in qualunque sorta di guerra civile globale. Il visionario regista/sceneggiatore James Wan era entusiasta di poter dirigere il primo film con protagonista questo personaggio dalla personalità complessa. “Aquaman è veramente potente ed è protagonista di azioni paragonabili a un Dio. Ma ciò che amo di lui, è il fatto che ciò che lo guida deriva da un luogo molto umano”, dice. “Per me, la cosa più importante è la storia che raccontiamo e che il pubblico tenga al personaggio e voglia seguire le sue avventure”. Il produttore Peter Safran, che ha già lavorato molto con Wan, dichiara, “James conosceva la storia che stava per andare a raccontare, il suo tono e il suo aspetto, e non è mai uscito dalla rotta”. La star protagonista Jason Momoa sottolinea l’identità del personaggio mascherando abilmente le vulnerabilità di Arthur, interpretando il suo lato duro e sarcastico, infondendo così il suo marchio umoristico unico a questo nuovo tipo di supereroe della DC. “La sceneggiatura conteneva questa bellissima storia delle origini che segue le vicende di un bambino mentre scopre i suoi super poteri, per poi passare all’avventura dell’uomo fino a diventare un re. Ma c’era comunque un suo aspetto più leggero, anche quando combatte per la vita in quell’incredibile mondo sottomarino di James, in cui si sta svolgendo una guerra galattica”, racconta Momoa. “Supereroi e cattivi sono l’incarnazione delle migliori e peggiori parti di noi stessi”, aggiunge Amber Heard, protagonista nel ruolo di Mera. “Quel dualismo è insito in ognuno di noi, specialmente nei bambini, che sono ricettivi come un adulto non potrà mai essere”. E mentre fino ad ora, gli eroi del grande schermo sono stati principalmente maschili, l’attrice è rimasta entusiasta della parità che ha trovato nelle pagine della sceneggiatura di “Aquaman”. “Fanno coppia già dall’inizio, e nonostante le loro siano personalità combattive, spesso si prendono in giro pur mantenendo un reciproco rispetto, e non c’è dubbio che servirà il lavoro di entrambi per realizzare appieno il destino di Arthur”.
Visto che il mondo subacqueo di “Aquaman” occupa la maggior parte della storia, Wan e il suo team hanno pensato che fosse importante creare per Atlantide e ai regni che la circondano, un ambiente oceanico come non si era mai visto prima. “Questo doveva sembrare un po’ come il cosmo—un mondo completamente diverso, limitato solamente dall’immaginazione. Non avevamo idea di che materiale era fatto il mondo sommerso, o come si sarebbero dovuti muovere i capelli. Per gli abitanti di Atlantide, l’acqua è come l’aria per noi. Sono nati e cresciuti in quell’ambiente. Perciò ci siamo dovuti approcciare secondo quella prospettiva”. Per trasporre la sua vivida immaginazione in un film, Wan si è avvalso della collaborazione del direttore della fotografia Don Burgess, per catturare il mondo mozzafiato che aveva realizzato assieme allo scenografo Bill Brzeski e alla costumista Kym Barrett, per dare così vita ai personaggi. Forse però, le difficoltà maggiori le ha riscontrate il supervisore agli effetti visivi di Wan, Kelvin McIlwain e il suo team, che hanno dovuto realizzare ogni elemento fittizio immaginabile, dalla megalopoli subacquea alle bestie guerriere fino al movimento dei capelli e molto altro. Il produttore Rob Cowan rimarca, “Da quando conosco James, ha sempre voluto fare un film pieno di scene di azione, cosa che poi ha fatto con ‘Furious 7’. Ma con ‘Aquaman’, l’idea di essere capace di creare un intero mondo? Questo è ciò che lo ha stimolato maggiormente. E dato che stiamo parlando di James, nell’azione ci sono elementi di orrore, di amore, storia e la mitologia di Atlantide… Il film è basato su dei canoni, ma allo stesso tempo è riuscito ad essere completamente originale”. Beall paragona la loro versione di questo universo subacqueo “a Roma—se non fosse decaduta—perciò, si ha tecnologia moderna e abitudini antiche, oltre ad un’arena per i gladiatori. Questo è come ho immaginato Atlantide: inespugnata e isolata, altamente avanzata pur tuttavia mantenendo antichi diritti e tradizioni”. Per riuscire nella sua missione e porre un freno alla guerra dilagante che minaccia il futuro del mondo subacqueo e della sua amata superficie, Arthur si trova a dover combattere contro il suo fratellastro, l’assetato di potere Orm, interpretato da Patrick Wilson, e il vendicativo Black Manta, interpretato da Yahya Abdul-Mateen II. Ma è perlopiù con il suo passato che Arthur deve combattere, tra cui la rabbia che nutre verso gli Atlantidei che hanno giustiziato sua madre Atlanna, interpretata da Nicole Kidman, dopo averla costretta a lasciare suo padre, l’umano guardiano del faro Tom Curry, interpretato da Temuera Morrison. L’unico collegamento con il mondo di sua madre è l’arma che lei aveva abbandonato, e le visite occasionali di Vulko, interpretato da Willem Dafoe, consigliere al trono di Atlantide venuto in superficie durante l’infanzia di Arthur, per istruirlo sui poteri inerenti il lato di sua madre. “Per certi versi, il film parla del desiderio di appagamento, e per me, quello è stato anche un bonus nella realizzazione di questo film—il mio proprio desiderio di appagamento—fare un film sulla costruzione di un mondo, sulla creazione di un mondo”, sorride Wan. “Abbiamo coltivato tutte le diverse visioni, i personaggi, i costumi, le creature…tutto quanto. È stato il mio sogno diventato realtà. Per fortuna ho potuto lavorare con il team più creativo di professionisti e con un cast di grande talento, che mi ha accompagnato in quest’avventura”.
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