Avengers: Doomsday, i fratelli Russo spiegano perché non riescono a lasciar andare Captain America

Chris Evans torna come Steve Rogers in Avengers Doomsday: analisi del problema Marvel che non riesce a voltare pagina e costruire nuovi eroi per il MCU.

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Quando i fratelli Russo hanno confermato che Chris Evans tornerà come Steve Rogers in Avengers Doomsday, i fan hanno reagito con un misto di entusiasmo e perplessità. Da una parte c'è l'innegabile fascino di rivedere Captain America, dall'altra emerge una domanda scomoda: perché la Marvel non riesce a voltare pagina? Le recenti dichiarazioni dei registi sul ruolo centrale di Rogers nel film sollevano questioni che vanno ben oltre una semplice scelta di casting, rivelando una fragilità strutturale che accompagna il Marvel Cinematic Universe dalla fine di Avengers Endgame.

I Russo Brothers non hanno usato mezzi termini nel descrivere l'importanza di Steve Rogers per Avengers Doomsday. Secondo loro, Captain America rimane una figura centrale non solo per gli Avengers ma per l'intera narrativa del MCU. Hanno definito il personaggio profondamente personale per il loro percorso all'interno del franchise, inquadrando Doomsday come una storia che non potrebbero immaginare di raccontare senza di lui. D'altronde, il loro debutto nel MCU è avvenuto proprio con Captain America: The Winter Soldier e Civil War, prima di dirigere Infinity War ed Endgame.

Il primo teaser di Doomsday ha confermato questa visione, mostrando Steve con suo figlio neonato, apparentemente immerso nella tranquillità della pensione che si era guadagnato al fianco di Peggy Carter alla fine di Endgame. Un'immagine rassicurante che però nasconde un paradosso: se Steve Rogers è davvero insostituibile nel 2026, cosa è andato storto nella costruzione della nuova generazione di eroi?

Avengers: Doomsday scena trailer - Marvel



Marvel Studios sembra voler tenere il piede in due scarpe: continuare a introdurre nuovi eroi mentre fatica a lasciare andare davvero le icone originali. Basta guardare Robert Downey Jr. che torna come Doctor Doom, un casting che quasi certamente includerà qualche connessione multiversale con il defunto Iron Man. È come se lo studio non riuscisse a fidarsi completamente del proprio futuro senza ancorarlo costantemente al passato.

Richiamare vecchi eroi è meraviglioso quando viene fatto con criterio, ma sta diventando stantio se rappresenta l'unica priorità, specialmente quando avviene a spese dei nuovi personaggi. È per questo che Steve Rogers come figura così centrale in Doomsday suona contemporaneamente eccitante e miope.

Guardando oltre i prossimi due film degli Avengers, la Fase 7 rappresenta la migliore opportunità per Marvel di resettare finalmente le proprie priorità. La soluzione appare chiara: fare un passo indietro dalla narrazione incentrata sugli Avengers e appoggiarsi agli X-Men in arrivo come nuova spina dorsale narrativa del MCU. Gli X-Men hanno il potenziale per diventare il prossimo grande pilastro del franchise, con decenni di storie da raccontare e un cast enorme di personaggi amati.

Parallelamente, Marvel deve riconnettersi con gli eroi introdotti dopo Endgame. Dare a Shang-Chi, Moon Knight, Hawkeye di Kate Bishop, She-Hulk e altri sequel significativi aiuterebbe a ricostruire la fiducia nel futuro del franchise invece che nel suo passato. Realizzare finalmente Blade, che langue in development hell da troppo tempo, sarebbe un segnale importante. Introdurre concretamente i Young Avengers rappresenterebbe quel cambio generazionale tanto promesso.

A questo punto, è legittimo sperare che Steve Rogers abbia un ruolo significativo in Doomsday. Ma deve essere l'ultima volta. Se Marvel Studios vuole davvero un altro decennio di rilevanza per il MCU, deve finalmente lasciare che Captain America e le altre icone originali si riposino davvero. Non come gesto di disprezzo verso questi personaggi straordinari, ma come atto di fiducia verso il futuro che continua a prometterci.

Fonte / ScreenRant.com
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