Avengers Doomsday, perché Disney ha inventato Infinity Vision e cosa significa
Infinity Vision per Avengers Doomsday non è una nuova tecnologia IMAX ma una certificazione Disney per sale premium. Scopri cosa c'è dietro questa strategia di marketing.
Se hai visto il primo trailer di Avengers: Doomsday avrai notato la strana dicitura che riportava la scritta: Infinity Vision. Un nome che suona epico, quasi tecnologico, e che sembra promettere un'esperienza cinematografica senza precedenti. Ma cosa è esattamente Infinity Vision? È il nuovo IMAX? Una tecnologia rivoluzionaria? Un formato che cambierà per sempre il cinema? La risposta breve è: no. E la risposta lunga merita qualche spiegazione, perché dietro questa etichetta luccicante si nasconde una mossa strategica di Disney.
Partiamo dal chiarire l'equivoco fondamentale: Infinity Vision non è un formato cinematografico. Non è come l'IMAX 70mm che ha fatto impazzire gli appassionati con Odissea di Christopher Nolan. Infinity Vision è, molto più semplicemente, una certificazione. Un bollino di qualità che Disney e Marvel appongono su determinate sale cinematografiche che ritengono all'altezza di proiettare il loro kolossal nel modo migliore possibile.
In sostanza, funziona così: i cinema possono sottoporre le proprie sale all'approvazione di Disney. L'azienda valuta se quegli spazi rispettano determinati standard tecnici e, se la risposta è positiva, concede loro il diritto di fregiarsi dell'etichetta Infinity Vision. Quali sono questi standard? Secondo quanto emerso durante il CinemaCon 2026, le sale devono avere uno schermo largo almeno 15 metri, essere dotate di proiezione laser e di un sistema audio Dolby surround 7.1. Requisiti certamente non banali, ma nemmeno fuori dalla portata di molte multisala premium già esistenti. Il messaggio è chiaro: se vedete la scritta Infinity Vision, state per sedervi in una delle sale migliori disponibili per godervi il ritorno dei Fratelli Russo nel Marvel Cinematic Universe.
Ma se Infinity Vision non aggiunge nulla di concreto all'esperienza cinematografica che quelle sale non offrivano già prima, perché Disney ha sentito il bisogno di creare questa nuova etichetta proprio adesso? La risposta ha un nome e un cognome: Dune Parte Tre e IMAX.
Il 18 dicembre 2026 uscirà Dune: Parte Tre che ha bloccato in esclusiva tutti gli schermi IMAX per le prime tre settimane di programmazione. Quando Marvel e Disney hanno realizzato che Avengers: Doomsday non avrebbe potuto essere proiettato in IMAX durante il suo weekend di debutto, si sono trovati di fronte a un bivio: spostare la data di uscita, oppure resistere e trovare un'alternativa. Hanno scelto la seconda opzione. E l'alternativa si chiama Infinity Vision.
Da un punto di vista puramente strategico, è una mossa brillante. IMAX è da decenni il nome sinonimo di esperienza cinematografica premium. Quando un film viene annunciato "girato in IMAX" o "disponibile in IMAX", scatta automaticamente nella mente dello spettatore l'equazione: questa è la versione migliore, quella definitiva.
Questo fenomeno ha dimostrato una cosa: il pubblico è disposto a pagare di più, come è stato verificato dalle prevendite record, a fare fatica, a scegliere con cura dove e come vedere un film se ritiene che l'esperienza ne valga la pena. Disney ha capito che può cavalcare quest'onda. Se le persone sono disposte a vedere Oppenheimer due o tre volte in formati diversi, perché non dovrebbero fare lo stesso con Avengers: Doomsday? E se non possono vederlo in IMAX perché quegli schermi sono occupati da giganteschi vermi delle sabbie, perché non offrire loro un'alternativa altrettanto allettante, con un nome altrettanto figo?