Cannes impazzisce per Hope con Fassbender: alieni mostruosi e 7 minuti di applausi senza fine
Una delle sorprese più audaci di Cannes 2026 arriva dalla Corea del Sud, con un film che nessuno si aspettava: Hope!
A Cannes 2026, tra smoking impeccabili e red carpet scintillanti, c'è sempre spazio per il cinema che rompe gli schemi. E quest'anno, una delle sorprese più audaci arriva dalla Corea del Sud, con un film che nessuno si aspettava: Hope, diretto da Na Hong-jin, ha portato Michael Fassbender, la moglie Alicia Vikander (premio Oscar) e Taylor Russell a interpretare alieni antagonisti in un'invasione extraterrestre che sconvolge una cittadina rurale coreana.
Ma come si convince un attore del calibro di Michael Fassbender, reduce dai blockbuster della saga X-Men e da titoli d'autore come Shame e Prometheus, a indossare i panni di un alieno in un film coreano di fantascienza? La risposta è disarmante nella sua semplicità, e arriva dallo stesso Fassbender durante la conferenza stampa di questa mattina al Palais des Festivals: "Alicia mi ha detto di farlo". Una battuta che ha strappato risate al pubblico, ma che nasconde una storia di passione cinematografica e fiducia artistica.
Per Fassbender è stata la visione unica di Na Hong-jin a convincerlo. "Non sai mai cosa arriverà dopo con lui. Mescola i generi, passa dalla commedia all'assurdo, poi diventa molto reale", ha spiegato l'attore irlandese, evidenziando quella capacità del regista coreano di navigare tra registri diversi senza mai perdere coerenza narrativa.
La scommessa di mescolare star hollywoodiane e cinema di genere coreano, linguaggi diversi e immaginari lontani, sembra aver pagato. Quei sette minuti di applausi certificano che il pubblico del festival, notoriamente esigente, ha apprezzato il rischio e la visione. In un'epoca in cui il cinema mainstream tende a giocare sul sicuro, progetti come Hope dimostrano che esistono ancora registi disposti a inseguire idee folli coltivate per un decennio, e attori pronti a seguirli in territori inesplorati.
Fassbender torna quindi al genere fantascientifico che lo ha reso celebre con gli X-Men e Prometheus, ma lo fa in un contesto completamente diverso, dove il blockbuster americano incontra l'estetica visionaria del cinema coreano. Un esperimento che potrebbe aprire nuove strade per collaborazioni tra industrie cinematografiche tradizionalmente distanti.