Carrie: l'adattamento di Mike Flanagan potrebbe compensare la cancellazione di I Am Not Ok With This
Mike Flanagan sta realizzando una nuova serie su Carrie di Stephen King che potrebbe riscattare la cancellazione di I Am Not Okay With This da parte di Netflix.
di Alba Rossi
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Quasi sei anni fa, Netflix commise uno di quegli errori che ancora oggi gli spettatori più appassionati ricordano con un misto di rabbia e nostalgia. I Am Not Okay With This, adattamento della graphic novel di Charles Forsman, venne cancellato dopo una sola stagione nonostante le recensioni entusiastiche e un finale in cliffhanger che prometteva sviluppi esplosivi. La serie, con Sophia Lillis e Wyatt Oleff protagonisti, aveva tutto per diventare un cult: atmosfere da piccola città americana, poteri soprannaturali, coming-of-age e quella particolare alchimia che ricordava un incrocio impossibile tra Matilda di Roald Dahl e Carrie di Stephen King.
Eppure I Am Not Okay With This aveva le carte in regola per competere con Stranger Things. L'ambientazione in una piccola comunità, i protagonisti adolescenti alle prese con poteri misteriosi, il tono che oscillava tra commedia nera e dramma soprannaturale: ingredienti perfetti per conquistare un pubblico sempre più affamato di storie che miscelano quotidianità e paranormale. Il finale della prima stagione, con l'apparizione enigmatica di un uomo fumante, lasciava presagire una mitologia più ampia, un universo da esplorare che non avremmo mai visto.
Carrie è stato adattato più volte nel corso degli anni, dal capolavoro di Brian De Palma del 1976 fino ai tentativi meno riusciti. La domanda è lecita: serve davvero un'altra versione? Con Flanagan al timone, la risposta sembra essere un sì convinto. Il suo approccio non è mai quello della semplice trasposizione: è piuttosto un dialogo con il testo originale, un modo per estrarne i significati più profondi e ricontestualizzarli. Se Hill House è diventata una meditazione sul trauma familiare e Midnight Mass un'esplorazione della fede e del fanatismo, cosa diventerà Carrie nelle sue mani?
Per chi ha amato I Am Not Okay With This, la nuova serie di Flanagan potrebbe rappresentare quella seconda possibilità che Netflix ha negato. Le due storie condividono DNA narrativo: protagoniste adolescenti con poteri telecinetici, dinamiche scolastiche tossiche, famiglie complicate, il peso dell'isolamento sociale. Se Sydney di I Am Not Okay With This sembrava una Carrie moderna trapiantata nei nostri tempi, il progetto di Flanagan promette di essere esattamente questo: una Carrie per l'era degli smartphone, dei social media, del cyberbullismo.
Gli appassionati della graphic novel di Forsman e della serie Netflix potrebbero trovare in questa nuova Carrie non un sostituto, ma un'evoluzione tematica. Un modo per rivisitare quelle emozioni, quei conflitti, quella particolare mescolanza di vulnerabilità e potenza che rendeva Sydney un personaggio così memorabile. Solo che questa volta, la storia arriverà fino in fondo.
Fonte /
ScreenRant.com