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Christopher Nolan ammette la sua più grande paura: “Terrorizzato dalle commedie romantiche, ecco perché"

Christopher Nolan ammette la sua paura per le commedie romantiche e svela l'interesse per un altro genere

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Ci sono registi che hanno fatto della gestione del rischio la propria firma stilistica. Christopher Nolan appartiene senza dubbio a questa categoria. Ha manipolato la struttura del tempo in Inception, sviscerato la fisica quantistica e la responsabilità morale in Oppenheimer, e da ultimo ha portato nelle sale l'imponente affresco classico de L'Odissea, dominando un box office globale che continua a macinare record.

Eppure, dietro questa facciata di audacia visiva e narrativa, esiste un perimetro creativo di fronte al quale persino il cineasta britannico ammette di arrestarsi con una certa soggezione: la commedia romantica.

Ospite al The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, Nolan si è lasciato andare a una riflessione spiazzante sul genere comico e affettivo. Sollecitato dall'ironia del conduttore su un ipotetico futuro film "più leggero", il regista ha confessato senza filtri il proprio timore reverenziale verso la risata programmata.

Un genere senza alibi

"Pensare di dirigere una commedia romantica mi terrorizzerebbe", ha spiegato Nolan con la consueta lucidità. Il nodo, secondo il premio Oscar, risiede nella spietata chiarezza del risultato. Se un thriller di fantascienza o un dramma storico possono beneficiare di chiavi di lettura complesse o di un'interpretazione intellettuale da parte dello spettatore, il registro comico non ammette sfumature né giustificazioni a posteriori: un film fa ridere oppure fallisce.

Christopher Nolan (The Daily Show)

Nolan ha sottolineato come chi si dedica alla commedia si assuma un rischio esponenzialmente più alto rispetto a chi maneggia grandi produzioni ad alto budget. Se il pubblico in sala non reagisce a una scena d'azione o a un passaggio concettuale, il regista può sempre ipotizzare che il messaggio non sia stato recepito appieno.

Di fronte a una battuta che cade nel vuoto, al contrario, non esistono scappatoie teoriche. È una prova del nove immediata, che mette a nudo la struttura stessa del film senza lasciare spazio a interpretazioni d'autore.

Se le dinamiche sentimentali e i tempi comici restano dunque un terreno che Nolan preferisce osservare da semplice spettatore, ben diverso è il suo rapporto con l'oscurità. Sollecitato di recente sulle venature inquietanti presenti nel suo ultimo lavoro dedicato al mito omerico, il regista ha confermato un interesse mai sopito per il cinema horror.

A differenza della commedia, il genere fantastico e quello horror rispondono a regole strutturali che affascinano profondamente il cineasta. Per Nolan, tuttavia, l'horror è un'idea concettuale forte capace di sorreggere l'intero impianto narrativo. La porta a una deriva più cupa e angosciante resta dunque aperta, a patto di trovare il soggetto ideale.

Nel frattempo, i fan dell'autore britannico (che ha compiuto un'impresa titanica con L'Odissea) dovranno rassegnarsi: la sua prossima sfida cinematografica potrà contenere paradossi temporali o creature d'oltretomba, ma difficilmente racconterà una semplice storia d'amore a lieto fine.

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