Christopher Nolan spiega perché non rivela il significato dei finali dei suoi film: c'entra suo fratello
Durante la promozione di Odissea, Christopher Nolan ha raccontato perché non svela mai il significato dei finali di Inception, Memento e degli altri suoi film, ricordando un consiglio decisivo del fratello.
Christopher Nolan sa perfettamente se la trottola cade o continua a girare. Conosce la verità su ogni finale ambiguo dei suoi film, da Inception a The Dark Knight Rises, passando per The Prestige. Ma non lo dirà mai, e adesso con l'uscita di Odissea nelle sale, il regista premio Oscar ha finalmente spiegato perché mantiene questo silenzio così frustrante per milioni di fan in tutto il mondo.
Durante la conferenza stampa che seguì la proiezione, i giornalisti bombardarono Nolan di domande sull'ambiguità del finale.ed regista, alla sua prima vera esperienza con l'attenzione mediatica su larga scala, rispose con onestà:
"È pensato per essere lasciato all'interpretazione del pubblico. Ma io credo che significhi questo, questo e questo". - Christopher Nolan
Aveva appena fatto l'errore più grande che potesse fare. Suo fratello Jonathan Nolan, che aveva scritto il racconto breve da cui il film era tratto, lo prese da parte immediatamente dopo. Le sue parole furono cristalline e spietate:
"Nessuno ha sentito la prima parte, quella in cui dicevi che è lasciato all'interpretazione. Hanno sentito solo quello che pensi tu. La tua interpretazione batte tutto il resto. Non puoi più farlo". - Christopher Nolan
Ma torniamo ai finali. Nolan ha chiarito che per lui l'ambiguità non è confusione o mancanza di direzione. Al contrario, è una tecnica precisa che richiede una preparazione meticolosa.
"Devono esserci ambiguità, domande, livelli su cui le cose possono funzionare. Io devo conoscere la risposta. Devo sapere cosa credo sia la risposta. Altrimenti le ambiguità non saranno produttive. Ci sarà una sorta di non-risposta, invece di..." - Christopher Nolan
La stessa filosofia ha pervaso The Prestige, dove l'identità finale e il destino dei personaggi interpretati da Christian Bale e Hugh Jackman restano avvolti nel mistero. E anche The Dark Knight Rises, con Michael Caine che vede Bruce Wayne al tavolino di un caffè: è realtà o il sogno di Alfred che finalmente si avvera? Memento, il film che ha dato origine a questa strategia, presentava un finale particolarmente crudele. Leonard, il protagonista affetto da amnesia anterograda, scopre di aver ucciso lui stesso sua moglie con un'overdose di insulina.
Ma grazie alla sua condizione, può scegliere di dimenticare questa verità e continuare la sua caccia all'assassino della moglie, in un loop infinito che distruggerà altre vite innocenti. Un finale devastante che lascia lo spettatore con una domanda etica bruciante. Anche Oppenheimer, il suo ultimo lavoro prima di Odissea e quello che gli è valso il primo Oscar come miglior regista nel 2024, contiene elementi di ambiguità, sebbene inquadrati diversamente trattandosi di un biopic.
Certo, può essere frustrante. Generazioni di cinefili continueranno a litigare sulla trottola, su Alfred, su Leonard. Ma forse è proprio questo il punto. Nolan ha capito, grazie a quel momento a Venezia con suo fratello, che il potere del cinema non sta nelle risposte ma nelle domande che continua a porre, molto tempo dopo che le luci in sala si sono riaccese. Una filosofia che sembra riflettersi anche in Odissea: non a caso, nelle ultime ore è emerso che il regista ha scelto di eliminare una delle sequenze più celebri del poema omerico, una decisione che sta già dividendo fan e studiosi e alimentando il dibattito.