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Come Filippo Bisciglia fu scelto per il Grande Fratello: "Si fingevano clienti del mio negozio"

Filippo Bisciglia racconta il retroscena inedito del Grande Fratello: gli autori lo spiavano fingendosi clienti nel suo negozio prima di sceglierlo per il reality.

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Filippo Bisciglia è oggi uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana, padrone di casa indiscusso di Temptation Island, il reality dei sentimenti che macina ascolti record su Canale 5. Ma prima di diventare il confidente delle coppie in crisi, prima dei falò di confronto e delle pinnettu indimenticabili, Filippo era un ragazzo romano che lavorava in un negozio di telefonia in Via del Corso. Ed è proprio lì, tra contratti telefonici e smartphone in vetrina, che si è consumato uno dei retroscena più curiosi della storia del Grande Fratello.

In una lunga intervista al Corriere della Sera, Bisciglia ha raccontato un episodio che ha dell'incredibile: gli autori del reality show più famoso d'Italia lo spiavano mentre lavorava, fingendosi normali clienti. "Ho scoperto che c'erano clienti fake che fingevano di venire a comprare telefoni o chiedevano informazioni sui contratti, ma in realtà erano autori del Grande Fratello", ha rivelato il conduttore. Un vero e proprio casting sotto copertura, pensato per capire se il ragazzo fosse davvero autentico lontano dalle telecamere, se il suo modo di fare spontaneo e chiacchierone non fosse solo una maschera indossata per i provini: "Hanno capito che ero autentico e non fingevo: parlavo, parlavo, parlavo con tutti. Sono fatto così".

Filippo Bisciglia, fonte: Mediaset

La strada verso il Grande Fratello, però, non è stata lineare. Nel 2005, Filippo aveva già sostenuto i provini per partecipare al reality, arrivando addirittura a firmare il contratto. Poi, all'improvviso, tutto saltò. "Feci il provino, arrivai fino a firmare il contratto e poi a un certo punto saltò tutto. Io mi dissi: 'Vabbè, qua sono tutti raccomandati, non mi prenderanno mai'", ha ricordato con un sorriso amaro. L'anno successivo, però, ricevette una chiamata: lo volevano nella Casa. "Il programma iniziava a gennaio e mi chiamarono verso la fine di dicembre. Non capivo il senso. L'anno prima avevo fatto tre mesi di provini mentre l'anno dopo mi chiamarono all'ultimo. Non ho mai capito perché", ha confessato. Forse gli autori avevano bisogno proprio di quel tipo di personalità, di quella autenticità che avevano potuto verificare di persona nel negozio di Via del Corso.

Bisciglia arrivò secondo, e solo qualche tempo dopo comprese fino in fondo cosa avesse perso. "Quando sono uscito c'era l'euforia, le emozioni che ti travolgono. Tre mesi dopo mentre ero sdraiato su un lettino al mare, ho messo a fuoco la situazione. Avevo perso due miliardi", ha raccontato. Quella fu l'unica edizione del Grande Fratello in cui al vincitore andò un milione di euro, una cifra che nella mente di molti italiani si traduceva ancora nelle vecchie lire: due miliardi. "Ragionavamo ancora in lire, quindi continuavo a pensare a quei due miliardi. Al secondo classificato invece non andava niente, zero. Quindi sì, una rosicata", ha ammesso con onestà.

Quel secondo posto, però, non fu un fallimento. Al contrario, rappresentò il trampolino di lancio per una carriera televisiva solida e duratura. Oggi Filippo Bisciglia è sinonimo di Temptation Island, un programma che ogni estate tiene incollati milioni di telespettatori. Il segreto del successo, secondo lui, sta nella capacità del format di essere uno specchio: "Le persone si rivedono. Anche se alcune volte si vergognano ad ammetterlo, però dentro di loro sanno che certe situazioni, certi sentimenti, certe emozioni le hanno vissute". Filippo Bisciglia, ora, resta fondamentalmente quel ragazzo chiacchierone del negozio di Via del Corso, quello che gli autori del Grande Fratello spiavano fingendosi clienti per capire se fosse davvero così autentico.

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