Come nasce una storia? Rispondono Vaughan, Snyder, Cloonan e Benson
Grandi autori come Vaughan e Benson hanno raccontato al NYCC come ha origine l'idea per una storia e quale sia il modo migliore di sfruttarla
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
Detective Comics #871[/caption]Al New York Comic-Con di quest'anno si è tenuto un panel molto interessante, una volta tanto non sui personaggi e i soggetti dei fumetti, ma su come questi nascano nella mente degli autori e diventino realtà su carta o in formato digitale. Si è pertiti da una domanda alquanto semplice ma dalla risposta assai complessa:
Da dove nascono le vostre idee?
Scott Snyder ad esempio, ha ricordato come sia finito al timone di Detective Comics, quando Paul Dini per una concomitanza di impegni che si sovrapponevano, dovette lasciare la serie. Passando al suo Batman, il suo intento è di orientarsi per quanto possibile, su qualcosa di personale; quando Dick Grayson indossò le vesti del Cavaliere Oscuro, ha ammesso di essersi divertito un sacco:
Bruce è sempre serioso: “Io sono Batman”. Ma Dick ha potuto ribattere: “Ehi, io sono Batman!”...
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Detective Comics #871[/caption]
Ti trasformi presto nel tuo peggior critico per cui non c'è nulla di perfido là fuori detto da chiunque che possa realmente toccarti... Vale la pena selezionare e scegliere i personaggi per cui si vuole scrivere, anche se ve ne è stato offerto uno davvero grosso, potreste non avere la storia giusta per lui o non trovare la giusta empatia.
Per quanto riguardo invece The Wake (Vertigo), disegnata da Sean Murphy, Snyder ha tenuto a parlare dell'ottimo rapporto con l'artista e del suo desiderio di diventare subito amici oltre che collaboratori, cosa che poi è avvenuta per una combinazione di eventi. Ha poi elogiato Murphy nell'essere bravo a prendersi i giusti spazi che lui non era abituato dare e le innovazioni da lui apportate, che hanno talvolta aggiunto elementi alla trama e migliorato il fumetto:
Per ognuno dei due era normale mettere alla prova l'altro.
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Saga[/caption]
Ho scritto un mucchio di terribili poesie in stile gotico, da adolescente... Recitare mi ha fornito una nuova prospettiva sul modo di narrare e naturalmente mi ha aiutato a farmi un nome interpretare Tara, in Buffy... Rappresentare storie di altri, tuttavia, mi faceva sentirne un po' invidiosa e alla fine ho potuto ricominciare una carriera da scrittrice con un racconto su Willow e Tara per la serie a fumetti Buffy: The Vampire Slayer della Dark Horse.
Quindi parlando del suo Shadowplay (mini di quattro numeri uscita nel 2005 per IDW), si è soffermata sulla genesi: il progetto nto insieme a Ben Templesmith, ha detto, è scaturito grazie all'amicizia con Steve Niles che l'aveva invitata a fare un lavoro insieme:
Alla fine la cosa è andata male, ma Chris Ryall della IDW mi mise in contatto con Templesmith... Volevo sangue, budella e squartamenti, e li ho avuti.
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The Mire[/caption]
La serie è il frutto di svariate influenze. Iniziò come un fumetto, divenne un album, quindi un video musicale e alla fine ancora un fumetto.
Passando la parola a Brian K. Vaughan, MacDonald ha rammentato come lo scrittore descrisse l'inizio di Saga, una via di mezzo tra Game of Thrones (Il Trono di Spade) e Star Wars (Guerre Stellari). Vaughan ha puntualizzato scherzando, di averlo detto, ma di non aver mai visto Il Trono di Spade. Passando poi al proprio processo creativo ha dichiarato:
Non inizio mai da un concetto, parto da qualcosa che mi rende molto triste, che i miei amici preferiscono non sentire. [In merito a Y: L'Ultimo Uomo] Ero stato scaricato e pensavo, posso infilare 'sta cosa in una storia con una scimmia? Nonostante l'idea di genitori con pistole a raggi mi suonasse alquanto terrificante, Fiona Staples l'ha resa credibile.
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Y: The Last Man[/caption]
Quando qualcuno viene da te con un frase del tipo “una via di mezzo tra Il Trono di Spade e Guerre Stellari”, non è che finisce sempre bene come con Saga, dipende molto da come l'idea viene portata a compimento.
E Vaughan ha infine ribattuto:
Se pensate a Swamp Thing, sembra un'idea cretina; tutto dipende da come la realizzi...
In chiusura, trattando lo spinoso argomento del finale di una storia, Snyder ha detto che inizia sempre a scrivere sapendo a grandi linee dove andrà a parare, mentre c'è chi, ha detto senza fare nomi, non può neanche scrivere se non ne conosce l'esatta conclusione: “Dovete soltanto rispettare il vostro processo creativo”. Per aiutare i giovani scrittori ha ricordato un consiglio ricevuto da Grant Morrison per scrivere Batman, molto utile a suo avviso:
Immaginane la fine, anche se ovviamente la DC non permetterà mai che Batman muoia, così come se stessi scrivendo l'intera vita del Cavaliere Oscuro.
Lasciarsi affascinare dalle proprie idee è la cosa più sbagliata che potete fare, perché vi accadrà sempre di averne una migliore. Se un'idea vi rende nervosi, scartatela, passate ad altro.
Fonte: CBR