Da Fast & Furious 9 a Black Widow e No Time to Die, Hollywood si prepara a una nuova serie di rinvii delle più importanti uscite cinematografiche del primo quarto, ma forse sarebbe meglio dire semestre, del 2021. È questo il succo del nuovo report pubblicato da Variety.

La premessa fatta dal popolare magazine cinematografico si basa sulle – fosche – previsioni in materia di andamento della curva dei contagi e di una campagna vaccinale che, negli Stati Uniti e non solo, sta chiaramente procedendo a ritmi tali da non poter garantire, in tempi brevi, l’immunità di gregge. Negli USA, dove il Coronavirus continua a far registrare un elevatissimo numero di casi (senza dimenticare l’Inghilterra e l’Italia, che occupa, purtroppo, l’ottava posizione di una ben poco invidiabile classifica), il 65% dei cinema resta ancora chiuso. E anche quelle pellicole, come ad esempio The King’s Man, che dovrebbero esordire nei cinema a breve, difficilmente verranno affidate a quell’esigua percentuale di strutture di fatto operative.

Come nota Variety, la maggior parte dei film sono già stati rimandati a – circa – metà estate 2021 e ai mesi successivi. Eppure, non sono pochi i lungometraggi che ancora in lista per il primo trimestre del 2021, dal già citato The King’s Man (Disney/20Th Century Studios), al Cenerentola della Sony con Camila Cabello e a Morbius, l’atteso cinecomic con Jared Leto, anch’esso prodotto dalla divisione cinematografica del colosso nipponico. Certo, in un contesto normale, quelle settimane che vanno da metà gennaio alla fine di aprile/inizio maggio, non sono paragonabili come “caratura delle uscite” a quelle citate qualche riga più sù che danno il via alla “stagione estiva”. Convenzionalmente infatti, in ambito di distribuzione cinematografica – statunitense in primis – non si prendono in esame solo ed esclusivamente i film usciti in sala dal 20, 21 giugno in poi. E se la situazione mondiale non fosse quella che è, vedere pellicole di richiamo come Fast & Furious 9, Black Widow, Free Guy, Godzilla vs Kong, Infinite e Cruella fissate al mese di maggio, non ci avrebbe stupito più di tanto.

Pure la cauta fiducia espressa da Kevin Feige durante gli impegni stampa per WandaVision circa il fatto di poter effettivamente portare Black Widow al cinema a maggio, era preceduta da una doverosissima premessa: “L’avere fiducia al giorno d’oggi ha completamente perso senso perché nessuno può sapere nulla. È più una questione di eterne speranze. È stato rimandato di un anno e speriamo possa essere sufficiente, ora hanno anche iniziato la somministrazione dei vaccini. Vedremo.”.

E questo “vedremo” sembra accomunare gli animi di un po’ tutti i maggiori player di Hollywood, specie quelli che, come Sony e Paramount, non sono dotati di piattaforme streaming in grado di “attutire”, con tutte le virgolette del caso, la caduta (anche se Paramount+ nascerà a stretto giro di posta). Non a caso, la prima non ha ancora detto nulla di ufficiale sul destino dei lungometraggi citati in apertura mentre la seconda, da qui all’inizio dell’estate, ha in calendario il solo A Quiet Place II il prossimo 23 aprile.

Eppure, la totale mancanza di qualsiasi attività marketing soprattutto per le pellicole in uscita a marzo, dovrebbe destare più di un sospetto. Per quanto riguarda The King’s Man Variety ipotizza due scenari: o un ulteriore rinvio o il debutto in streaming, considerato che poi, a febbraio, Star debutterà in tutta Europa. E tramite questo nuovo brand integrato nell’App di Disney+ (LEGGI TUTTI I DETTAGLI), la casa di Topolino avrà tutto lo spazio di manovra che desidera per proporre sulla sua piattaforma dei contenuti non propriamente family oriented come la pellicola di Matthew Vaughn.

Per quanto riguarda Black Widow, Variety afferma che si sta vociferando con sempre maggiore insistenza che la pellicola dei Marvel Studios possa finire per seguire lo stesso percorso di Raya e l’Ultimo Drago, in uscita il 5 marzo 2021 direttamente in streaming su Disney+ in contemporanea al lancio cinematografico (ECCO TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE). Gli insider della Disney continuano a smentire fermamente l’indiscrezione.

Anche se la MGM e la Universal non hanno voluto commentare ufficialmente il report di Variety, No Time to Die (2 aprile) e Fast & Furious 9 (28 maggio) andranno incontro a ulteriori rinvii. Rinvii che, qualora decisi, dovrebbero essere comunicati entro la fine di gennaio, per non perdere tempo (e soprattutto denaro) nella pianificazione di attività marketing indirizzate, specialmente, ai mercati asiatici. Considerati i lauti incassi cinematografici che le due opere citate dovrebbero garantire, la scelta dello streaming, nonostante le sirene multimilionarie che la Apple ha fatto cantare per il Bond movie, non pare in ogni caso ventilata dalle rispettive major.

Ovviamente, e nostro malgrado data la criticità della situazione, continueremo a monitorare l’evolversi della faccenda.