Disney+, gli abbonati calano a 157.8 milioni nel mondo ma si riducono anche le perdite. In arrivo tagli ai contenuti
Calano gli abbonati a Disney+ nel mondo, ma si riducono anche le perdite. Bob Iger annuncia che verranno rimossi alcuni contenuti
The Walt Disney Company ha annunciato i risultati finanziari del suo secondo trimestre fiscale (che termina il 1 aprile), e nonostante la notizia più rilanciata sia il fatto che i servizi streaming hanno perso 4 milioni di abbonati globali, in realtà i conti sono migliori del previsto.
Sul fronte delle attività direct-to-consumer, Disney+ è sceso a 157.8 milioni di abbonati globali, con una perdita di 4 milioni sul trimestre precedente da attribuirsi principalmente alla divisione indiana Disney+ Hotstar, che ha perso l'8% degli abbonati ancora una volta a causa dei diritti sulle partite di cricket. In nordamerica, Disney+ ha perso circa 300 mila abbonati. Hulu invece ha aggiunto 200,000 abbonati salendo a 48.2 milioni, ESPN+ è cresciuta del 2% a 25.3 milioni di abbonati.
La media dei ricavi per utente negli Stati Uniti (ARPU) è aumentata da 5.95 dollari a 7.14 dollari al mese, merito dell'aumento dei prezzi degli abbonamenti e dell'introduzione di un abbonamento con la pubblicità (che in Europa debutterà entro fine anno).
Ricordiamo che Disney si è posta come obiettivo quello di arrivare a generare profitti dalle attività streaming entro la fine del 2024, obiettivo che rimane invariato. Iger, nel frattempo, sta tagliando i costi dell'intera azienda di circa 5.5 miliardi di dollari, con iniziative come la forte ondata di licenziamenti (oltre 7000 unità) che si concluderà a fine giugno.
Per ottimizzare i costi, la compagnia ha annunciato che prossimamente verrà ripensata la strategia streaming, con svalutazioni fino a 1.5/1.8 miliardi di dollari:
Rimuoveremo alcuni contenuti dalle nostre piattaforme streaming, con svalutazioni che ci permetteranno di risparmiare tra gli 1.5 e gli 1.8 miliardi di dollari principalmente nel nostro terzo trimestre.
Ricordiamo che recentemente sono state cancellate serie come Willow e Il mistero dei templari, nell'ottica di "produrre un volume inferiore di contenuti per lo streaming":
Quando produci moltissimi contenuti, devi promuoverli. Spendi un mucchio di soldi per promuovere cose che magari poi non verranno viste e avranno un impatto unicamente negativo per via dei costi di marketing.
Bob Iger ha sottolineato in particolare che i veri catalizzatori di abbonati sono i grandi film che escono al cinema e poi arrivano in streaming:
Abbiamo sparpagliato le nostre spese di marketing, arrivando a non allocarne abbastanza per spingere i grandi film che arrivano in streaming. In futuro arriveranno Avatar, La sirenetta, Guardiani della Galassia, Elemental... sono film che rappresentano una grande opportunità, è su quelli che dobbiamo puntare i soldi del marketing, togliendoli da programmi che non muovono nuovi abbonati. [...] Con il passare del tempo stiamo imparando moltissimo su come i nostri contenuti si comportano sulla piattaforma, e cosa desiderano i nostri clienti.