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Elena Sofia Ricci perde la pazienza con la Rai: “Le fiction quasi alle 22? È una mancanza di rispetto”

Elena Sofia Ricci critica gli orari sempre più tardivi delle fiction Rai e chiede di anticipare la prima serata. E la Rai ammette il problema.

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Le fiction Rai iniziano sempre più tardi e per Elena Sofia Ricci si è superato il limite. L'attrice ha deciso di affrontare apertamente uno dei temi che da tempo fa discutere il pubblico televisivo: programmi annunciati in prima serata che, tra access prime time e palinsesti sempre più dilatati, finiscono per partire quando l'orologio segna ormai quasi le 22. E davanti ai vertici di Rai Fiction non ha usato mezzi termini.

La presentazione della nuova stagione de I casi di Teresa Battaglia – Figlia della cenere si è trasformata così anche in un'occasione per discutere di quanto siano cambiate negli anni le abitudini della televisione italiana. Il punto di partenza è una situazione ormai familiare a chi segue film e serie sulla televisione generalista: quello che dovrebbe essere l'appuntamento principale della serata può cominciare dopo le 21:45, arrivando in alcuni casi a ridosso delle 22.

Uno slittamento che può sembrare soltanto questione di qualche decina di minuti, ma che pesa molto di più quando gli episodi sono lunghi e la visione rischia di protrarsi fino a notte inoltrata. Proprio per questo Ricci ha accolto con ironia anche l'idea che arrivare alle 21:50 possa rappresentare un risultato particolarmente significativo.

“Ora non parliamo più alle 22, ma alle 21:50? Un successone, eh”. - Elena Sofia Ricci

Elena Sofia Ricci in I casi di Teresa Battaglia, fonte: Rai

Dietro la battuta c'è però una posizione molto più netta, visto che per l'attrice non si tratta semplicemente di stabilire quale sia l'orario migliore per ottenere ascolti, perché a essere coinvolte sono soprattutto le abitudini di chi il giorno successivo deve andare al lavoro o a scuola. È su questo punto che Ricci ha utilizzato parole particolarmente dure nei confronti della situazione attuale.

“Mandarci in onda così tardi è una mancanza di rispetto enorme nei confronti del pubblico, perché la gente lavora e i ragazzi vanno a scuola”. - Elena Sofia Ricci

La questione, nella sua lettura, riguarda anche il modo stesso in cui viene consumata la televisione. Se l'appuntamento principale della serata viene continuamente spostato in avanti, una parte del pubblico può trovarsi davanti a una scelta: rinunciare alla diretta oppure accettare di terminare la visione molto tardi. Ed è proprio questo meccanismo che, secondo Ricci, rischia di svuotare progressivamente di significato la definizione di “prima serata”.

L'attrice ha inoltre allargato il discorso a chi quelle produzioni le realizza. Una fiction richiede mesi di lavoro e coinvolge attori, registi, tecnici e numerose altre professionalità e per questo il problema, dal suo punto di vista, non finisce nel momento in cui lo spettatore decide di spegnere il televisore: riguarda anche il trattamento riservato a un prodotto sul quale tante persone hanno lavorato a lungo.

“Adesso siamo andati a finire in seconda serata, parliamoci chiaro. Questa cosa per me è irritante e ingiusta nei confronti del pubblico, dei ragazzi che vanno a scuola, delle famiglie che vanno a lavorare e nei confronti di chi ha lavorato”. - Elena Sofia Ricci

Non è una battaglia nata in occasione del ritorno di Teresa Battaglia. Elena Sofia Ricci aveva già affrontato pubblicamente la questione durante l'Italian Global Series di Rimini, ricostruendo proprio il progressivo spostamento degli orari televisivi. Nelle sue parole, si è passati dalle partenze intorno alle 20:30 a quelle delle 21:15, fino ad avvicinarsi sempre più alle 22. L'attrice aveva anche osservato come un anticipo di circa tre quarti d'ora potrebbe cambiare sensibilmente la situazione per le produzioni e per chi le segue da casa.

Questa volta, però, c'è una differenza importante: alla critica è arrivata una risposta direttamente dalla Rai. Ferrara ha ammesso che in alcune occasioni la programmazione si spinge effettivamente troppo avanti e ha confermato che si sta lavorando sulla possibilità di anticipare l'inizio della prima serata. Una modifica che, almeno sulla carta, appare semplice ma che coinvolge in realtà l'intera costruzione del palinsesto. Negli anni lo spazio dell'access prime time si è progressivamente consolidato e qualsiasi anticipo di fiction e programmi successivi richiederebbe inevitabilmente di intervenire anche su ciò che viene trasmesso prima. È quindi un equilibrio più ampio di quello legato a una singola serie televisiva.

Nel frattempo esiste naturalmente un'alternativa che qualche anno fa non aveva lo stesso peso: RaiPlay. Le fiction possono essere recuperate senza dover necessariamente rispettare l'orario della messa in onda e questo permette al pubblico di organizzare diversamente la visione. Ricci, tuttavia, non considera le due esperienze completamente sovrapponibili. Per l'attrice guardare individualmente una serie in streaming non equivale infatti alla dimensione collettiva della televisione generalista, quella di un programma visto contemporaneamente da milioni di persone e magari condiviso dalla stessa famiglia davanti allo schermo.

È anche per preservare quella modalità di fruizione che, secondo lei, gli orari continuano ad avere un'importanza tutt'altro che secondaria. La discussione arriva proprio mentre Elena Sofia Ricci si prepara a tornare in uno dei suoi ruoli televisivi più riconoscibili. In Figlia della cenere vestirà nuovamente i panni di Teresa Battaglia, protagonista nata dalla penna di Ilaria Tuti. La terza stagione sarà composta da otto episodi distribuiti in quattro prime serate, con il debutto televisivo previsto su Rai 1 il 12 ottobre. Chi non vorrà aspettare la trasmissione lineare potrà invece vedere il primo episodio su RaiPlay già dal 10 ottobre. Testo incollato

Ed è proprio qui che la protesta di Ricci assume un significato particolare. L'attrice sta per tornare in prima serata con una delle produzioni di punta della rete, ma ha scelto comunque di utilizzare la sua presentazione per mettere in discussione gli stessi meccanismi del palinsesto che la ospiterà. Questa volta, inoltre, le sue parole non sono rimaste semplicemente uno sfogo, visto che la Rai ha riconosciuto l'esistenza della questione e ha assicurato di essere al lavoro per anticipare gli orari.

Adesso resta da capire quanto spazio ci sia davvero per intervenire e soprattutto se il cambiamento potrà essere percepibile dal pubblico, perché guadagnare dieci minuti può essere un primo passo, ma è difficile immaginarlo come la soluzione definitiva a una prima serata che negli anni ha continuato a spostarsi sempre più avanti.

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