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Enola Holmes 3 ha appena stravolto la carriera di Millie Bobby Brown a Hollywood

Il grande salto di Millie Bobby Brown: Enola Holmes 3 conquista Netflix con una svolta cambia la carriera della star

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Sotto la patina dell'intrattenimento vittoriano e del fumo di una Londra industriale, il terzo capitolo di Enola Holmes diretto da Philip Barantini segna uno spartiacque decisivo per la sua protagonista.

Millie Bobby Brown è cresciuta ormai e si è lasciata alle spalle la prodigiosa adolescente di Hawkins. Ora è un'attrice e produttrice consapevole, capace di plasmare i confini della propria carriera attraverso un'evoluzione formale e, per la prima volta, un'incursione dietro la macchina da presa.

Un tono più oscuro per un'eroina adulta

Superate le scanzonate rotture della quarta parete dei primi capitoli, questo terzo atto introduce una narrazione visibilmente più stratificata e complessa. Jack Thorne firma una sceneggiatura dalle tinte decisamente fosche. La promessa sposa Enola si trova a dover gestire non solo l'imminente matrimonio con Lord Tewkesbury (Louis Partridge), ma soprattutto la misteriosa sparizione del fratello Sherlock (Henry Cavill).

Millie Bobby Brown e Louis Partridge in una scena di Enola Holmes 3 (Netflix)

La scelta di affidare la regia a Philip Barantini si rivela vincente proprio in questo cambio di passo: il regista britannico destruttura il rassicurante cosmo della detective e dà alla luce un thriller d'epoca più maturo, dove le tensioni emotive e storiche acquisiscono un peso specifico inedito.

Ma la vera sorpresa è ciò che succedeva dietro le quinte. Durante la promozione del film, l'attrice ha confessato di aver compiuto il grande salto, ovvero firmare la sua prima regia ufficiale per una sequenza specifica del montaggio finale: la scena in cui Enola tenta di reclutare improbabili invitati per il suo matrimonio.

"Ho trovato la location ed è stato incredibilmente divertente, anche se non so se sono davvero pronta per dirigere un intero film", ha dichiarato l'attrice.

Inclusa nel montaggio finale dopo un'iniziale esclusione, la sequenza dimostra la crescente autorevolezza di una star che, a soli ventidue anni, ha rivendicato il controllo autoriale collaborando persino al design della simbologia del film, come l'anello di fidanzamento con iscrizioni in latino.

Il film si smarca dai canoni della serialità commerciale anche sul fronte della riscrittura del mito di Conan Doyle. L'introduzione di Himesh Patel nei panni del Dr. Watson (che ha fatto un'importante rivelazione dopo l'uscita del terzo capitolo della saga) diventa il pretesto per esplorare il passato militare del personaggio attraverso una prospettiva etnica precisa.

Un'operazione di decostruzione storica che arricchisce il franchise di una complessità politica inaspettata per un prodotto destinato al grande pubblico e che coesiste perfettamente con la libertà creativa concessa al cast, a dimostrazione di una maturazione collettiva dell'intera macchina produttiva. Enola Holmes 3 supera così la prova del nove e dimostra che anche i franchise nati per lo streaming possono evolversi senza perdere la propria identità.

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