Frightfest 2013, da Hatchet 3 al ritorno di Frankesntein
Curse of Chucky, Hatchet 3, Frankenstein’s Army: ecco cosa abbiamo visto al Frightfest 2013, in Inghilterra...
A cura di Luca Pinchiroli
L’Empire Cinema è pronto ad accogliere una massa di horrorfan pronti a passare un lungo fine settimana all’insegna della paura e del divertimento.
Moltissimi film come al solito in programma con tante prime visioni fra le quali spiccano sicuramente la premiere mondiale di Curse of Chucky (qui presentata in versione “uncut”), il capitolo finale della saga di Hatchet e l’atteso (almeno dal sottoscritto) Frankenstein’s Army.
L’atmosfera in sala è elettrica.
Tanta è l’attesa dopo molti anni per il seguito di una delle saghe horror piu amate degli anni 80.
Poche parole di Don Mancini prima di cominciare la visione: “Devo ringraziare soprattutto i fans che per tutti questi anni hanno creduto ad un ritorno di Chucky, questo film è stato fatto per voi”.
E si parte.
Chucky è tornato ed è più in forma che mai!
Presente in sala ad introdurre l’ultimo capitolo delle efferatezze di Victor Crowley il regista dell’ultimo capitolo BJ McDonnell ma soprattutto Adam Green (sceneggiatore dell’intera saga e regista dei primi due capitoli) che ribadisce come il Frightfest sia un po’ la vera casa di Hatchet, avendo qui presentato ormai sette anni prima il primo capitolo e gli sembrava giusto e doveroso “chiudere il cerchio” proprio all’Empire Cinema.
Si spengono le luci e comincia la mattanza…
Finita la visione della pellicola però rimane un po’ di amaro in bocca. La sensazione è che quest’ultimo capitolo sia stato confezionato ad hoc per essere il capitolo finale di una saga che forse non prevedeva alcun episodio al di là del primo...
E chiudiamo con Frankenstein’s Army.
Purtroppo la prima mezz’ora del film è stata accompagnata dal russare diffuso di molti spettatori (e devo ammettere di aver avuto le palpebre molto pesanti anch’io..) , il tutto di certo non aiutato dalle riprese in found footage che appesantiscono inesorabilmente la pellicola.
Le cose migliorano quando compaiono le improbabili creazioni del dottor Frankenstein (i mostri sono veramente belli, curati e molto bene caratterizzati) anche se la miglior creazione del professore sulla carta purtroppo non viene “finalizzata”. La seconda metà risolleva un film con un budget veramente esiguo ma che avrebbe potuto essere qualcosa di meglio. Peccato, un’occasione persa.