George Clooney spiega perché la pandemia ha tolto spazio per le piccole opere in sala
Durante il lancio di The Tender Bar, George Clooney ha detto la sua sull'industria durante la pandemia, sui vaccini e sul futuro del cinema.
Clooney è da tempo che parla come un presidente, o come un imprenditore sotto mentite spoglie. Il suo esordio nell’intervista è all’insegna della polemica sui vaccini. Si dice affranto dal fatto che le vaccinazioni siano diventate un tema divisivo, e ritiene che non vaccinarsi sia un gesto di incuria nei confronti del prossimo. Propone che l’industria cinematografica faccia pressione perché non sa permesso accettare sul posto di lavoro i non vaccinati.
George Clooney ha un punto di vista molto particolare rispetto all’industria e ai cambiamenti a cui è stata costretta, dato che negli ultimi anni ha lavorato parecchio con le piattaforme. La miniserie televisiva Catch-22 è prodotta per Hulu, The Midnight Sky per Netflix e The Tender Bar per Amazon Prime Video.
Per quest’ultimo film, il regista ha lottato per avere una finestra di due settimane di sfruttamento cinematografico prima di arrivare in piattaforma. George Clooney è ancora un grande sostenitore dell’esperienza di sala. Ritiene, ad esempio, che i giudizi piuttosto negativi per The Midnight Sky, siano dovuti allo schermo su cui è stato visto. Il film era concepito per esaltare i paesaggi e la storia, in una maniera molto cinematografica, dice. Tanto che, nonostante il film fosse di Netflix, era previsto un’esclusivo passaggio in sala per tre settimane proprio per rendergli giustizia.
Il problema, dice, è che quando fai un film da sei milioni di dollari, non importa se viene candidato agli Oscar o che tipo di successo ha. In automatico nelle "major" entra in un meccanismo che porta a spendere minimo 35 milioni di dollari. Gran parte investiti nella promozione, marketing e ufficio stampa. Perché i grandi studi hanno una struttura che funziona in questo modo, un ingranaggio di vendita del film che funziona così (e funziona bene) per i film ad alto budget ma che è inapplicabile alle piccole opere. Quindi lo studio tende a rigettare l’idea di avere nel listino un film da sei milioni e spenderne cinquanta per lanciarlo.
Le cose sono poi cambiate per via della pandemia. Peggiorando. I costi, anche delle piccole opere, sono raddoppiati. Ognuno deve avere il proprio spazio per evitare contagi, tutto è più lento. Un’esperienza frustrante.
È difficile fare una commedia amara su una famiglia mentre tutti indossano una maschera e visiere. Parliamo della scena e poi via, motore e azione, e tutti se la tolgono, si siedono sopra e fanno la loro scena dove bisogna fingere che siano tutti una famiglia.
Offre una curiosità: ha scoperto Daniel Ranieri, uno degli interpreti che vanno ad affiancare nomi come Ben Affleck e Tye Sheridan, in un modo piuttosto inusuale. Il bambino è celebre su TikTok per un video in cui si lamenta delle persone che infrangono il lockdown. Ospitato da Jimmy Kimmel colpì l’attenzione di Clooney il quale lo contattò e gli fece un rapido casting al telefono. Ranieri era così espressivo che decisero di assumerlo senza ulteriori indugi. Sul set lavorò ancor meglio del previsto, riuscendo a toccare alti standard in poco tempo.
Clooney se l’è preso sotto la sua ala protettiva istruendolo scherzosamente a dire alla stampa quanto ami il suo Batman. Cosa che il bambino ha veramente fatto in un’intervista, dando la possibilità all’attore di fare ironia con Ben Affleck. L'attore del film è infatti uno degli interpreti più controversi del crociato di Gotham.