Gerard Butler su Prime Video, in questo film da non perdere che ribalta le regole del disaster movie
Questo film con Gerard Butler ribalta il genere disaster movie: niente eroi impossibili, solo una famiglia che lotta per sopravvivere all'apocalisse. Analisi completa.
Nel panorama dei disaster movie, dove asteroidi minacciosi e catastrofi planetarie si susseguono con la regolarità di un orologio svizzero, Greenland diretto da Ric Roman Waugh e disponibile su Prime Video, riesce nell'impresa più difficile: sorprendere. Non con effetti speciali da capogiro o budget hollywoodiani stratosferici, ma ribaltando completamente le aspettative su cosa significhi davvero sopravvivere alla fine del mondo. Gerard Butler, l'uomo che in Geostorm letteralmente faceva a pugni con il meteo e che nella saga di Olympus Has Fallen ha salvato più volte la Casa Bianca da solo, stavolta interpreta John Garrity, un ingegnere strutturale di Atlanta con un matrimonio in crisi e un figlio diabetico. Niente supereroi muscolosi, niente discorsi patriottici, niente gesti eroici impossibili. Solo un padre di famiglia qualunque che cerca disperatamente di portare i suoi cari in salvo mentre frammenti di una cometa piovono sulla Terra.
Tampa viene cancellata dalla mappa in pochi secondi. Il cielo letteralmente prende fuoco. E mentre i Garrity si dirigono verso una base militare che dovrebbe trasportarli nei bunker vicino al Polo Nord, lo spettatore si accorge rapidamente che questo non è il solito film catastrofico dove l'eroe salva il pianeta all'ultimo secondo. Chris Sparling, lo sceneggiatore di Buried (il claustrofobico thriller con Ryan Reynolds sepolto vivo), ha costruito una sceneggiatura che trasforma ogni banalità quotidiana in un incubo potenzialmente letale. Un ingorgo stradale diventa una trappola mortale. Un segnale telefonico che cade nel momento sbagliato può significare non ritrovare mai più i propri cari. Una visita in farmacia per procurarsi le medicine del figlio diabetico si trasforma in un'odissea angosciante mentre il mondo letteralmente finisce intorno.
La separazione forzata tra John e la moglie Allison, interpretata da Morena Baccarin, innesca una serie di sequenze che hanno più in comune con il realismo grintoso del cinema indipendente che con le esplosioni patinate dei blockbuster. Butler non spacca mascelle e non fa volare nessuno attraverso una vetrina con mosse da arti marziali. Le sue zuffe hanno la disperazione viscera di una rissa da bar dove si combatte per la sopravvivenza, non per la gloria. Il film attinge a una lunga tradizione del cinema catastrofico. Già nel 1916 il film muto danese Verdens Undergang raccontava di una cometa che seminava il panico sulla Terra. Abel Gance nel 1931 con La fin du monde mostrava rivoltosi e festaioli che attendevano la fine. Nel 1979 Meteor vedeva Stati Uniti e Unione Sovietica collaborare contro una minaccia spaziale. Ma è nel 1998 che il genere ha conosciuto il suo doppio picco commerciale con Deep Impact e soprattutto Armageddon, dove Bruce Willis nei panni di un trivellatore petrolifero veniva mandato nello spazio a "fare qualche buco" nell'asteroide assassino.