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Grave errore in Rai, interrotti i Mondiali di Ciclismo sul finale: social in rivolta

La Rai interrompe il mondiale di ciclismo di Montreal nel finale per il TG2. Blackout su RaiPlay, bufera social e dure critiche dall'Usigrai sulla gestione sportiva.

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Il mondiale di ciclismo di Montreal resterà negli annali non solo per la vittoria a sorpresa di Brandon McNulty, ma anche per una scelta editoriale della Rai che ha scatenato l'ira degli appassionati. Nel momento più cruciale della gara, a circa 38 chilometri dall'arrivo, Rai2 ha interrotto bruscamente la diretta per mandare in onda il Tg2 delle 20.30. Una decisione che ha fatto infuriare migliaia di tifosi sui social network, alimentando l'ennesima polemica contro la gestione sportiva del servizio pubblico.

La gara si stava rivelando appassionante e imprevedibile. Brandon McNulty stava costruendo la sua impresa, beffando i grandi favoriti come Remco Evenepoel, finito per evaporare nel momento decisivo, Paul Seixas fermato dai crampi e Mathieu Van der Poel, comunque protagonista con i suoi attacchi prima di chiudere terzo. E c'era pure un azzurro, Giulio Ciccone, in corsa per le posizioni che contano, poi nono al traguardo. Insomma, tutto quello che serve per tenere incollati allo schermo gli appassionati di ciclismo.

Ma alle 20.30 precise, come da palinsesto, è scattato il Tg2. Fin qui nulla di strano, se non fosse che il collegamento non è passato su RaiSport, il canale 58 del digitale terrestre dedicato proprio allo sport. Perché no? Semplice: sul canale sportivo era in onda una partita di Serie C, Pescara contro Spezia. La scelta di privilegiare una gara di terza serie rispetto al mondiale di ciclismo con un italiano protagonista ha dell'incredibile, ma è quanto accaduto.

Gli spettatori sono stati dirottati su RaiPlay Sport 3, un canale accessibile esclusivamente online, tramite app o con una smart tv. Una soluzione che taglia fuori chiunque non abbia una connessione internet veloce o un dispositivo compatibile. E come se non bastasse, il canale su RaiPlay ha avuto problemi tecnici proprio in quel frangente: un blackout totale di quasi 20 minuti che ha impedito completamente la visione della gara. La diretta su RaiPlay è ripartita solo alle 20.48, mentre su Rai2 il mondiale è tornato verso le 21, a circa 11 chilometri dalla conclusione.

Migliaia di appassionati si sono persi le fasi più emozionanti della corsa, proprio quando si decidevano le sorti del mondiale. I social sono esplosi con commenti al vetriolo contro la Rai, accusata di incompetenza e mancanza di rispetto verso gli sportivi. Una bufera prevedibile, che ha spinto il sindacato Usigrai a intervenire ufficialmente con una nota durissima.

"È la solita Rai tafazziana e autolesionista che compra i diritti di alcuni grandi eventi sportivi e poi, come ieri su RaiDue, li interrompe sul più bello", si legge nel comunicato dell'Usigrai. Il sindacato che rappresenta i giornalisti della Rai non usa mezzi termini: "Non è la prima volta che accade, con il duplice risultato negativo di far imbestialire gli appassionati di sport e al tempo stesso perdere il pubblico interessato all'evento".

A rispondere alle critiche ci ha pensato Marco Lollobrigida, direttore di RaiSport, che ha spiegato al Corriere della Sera: "Abbiamo spostato come previsto la diretta su RaiPlay 3, dove evidentemente c'è stato un blackout per un problema di sovraccarico di utenza". Una spiegazione che suona come un'ammissione: la Rai non era preparata a gestire il flusso di spettatori che si sono riversati sulla piattaforma digitale. Lollobrigida ha aggiunto che l'azienda gli ha riferito che il problema è stato risolto "in pochi minuti, forse meno di 25", concludendo con delle scuse: "Mi spiace davvero per i colleghi che stavano facendo un ottimo lavoro e per tutti gli appassionati".

Venticinque minuti che in realtà sono sembrati un'eternità per chi voleva seguire una gara incerta fino all'ultimo metro, con un atleta italiano in piena corsa per una medaglia. Il caso riapre il dibattito sulla gestione dei diritti sportivi da parte del servizio pubblico: a che serve acquisire le licenze per eventi internazionali se poi non si garantisce una copertura adeguata? E come si giustifica la priorità data a una partita di Serie C rispetto a un mondiale con la maglia azzurra in palio?

Non è la prima volta che la Rai finisce nell'occhio del ciclone per scelte editoriali discutibili sulla gestione del palinsesto. Giusto meno di un mese fa era diventato famoso il caso del finale di Il Codice Da Vinci che era stato tagliato, impedendo agli spettatori di scoprire la risoluzione del caso. In questo frangente, Giulio Ciccone ha lottato con il cuore, sfiorando la medaglia e dichiarando poi: "Peccato, meritavamo una medaglia". Domenica sarà già in gara agli Europei, pronto a riprovarci. Ma per molti italiani il ricordo di questa gara sarà legato a uno schermo nero, a un'attesa snervante, alla rabbia di essersi persi il finale di una storia che meritava di essere vissuta fino in fondo.

Immagine: DepositPhotos.com

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