Hamilton, dopo lo sbarco su Disney+ infiamma la polemica: va cancellato, glorifica uno schiavista
Su Twitter si chiede la cancellazione di Hamilton da Disney+. La motivazione? L'attività di schiavista di uno dei padri fondatori degli USA
Hamilton è stato visto, è stato commentato, è stato acclamato, ma, inevitabilmente, è stato anche criticato in un contesto, quello dei social, in cui appare sempre più difficile quello che normalmente s'insegna nei primi anni di scuola dell'obbligo: l'importanza del contesto storico e l'interpretazione dei messaggi veicolati in un "testo". Messaggi che possono, in una certa maniera, trascendere la "storicità" di un dato personaggio.
Ecco alcuni esempi di Tweet apparsi online:
Hamilton was a slave trader. Tear down the statues NOW and #CancelHamilton
— a (@aycockonxion) July 3, 2020
“He bought and sold slaves for his in-laws, and opposing slavery was never at the forefront of his agenda.” #cancelhamilton #cancelyale and #freecarpe
— Obi-wAnn Kenoulter (@leecarter407260) July 5, 2020
TOTO: Shouldn’t ‘Hamilton’ Get Canceled Next? https://t.co/C1sQSjvQ2s
https://twitter.com/BigPopp87060175/status/1279406394614128641?s=20
The play features sex slavery apologia. Sally Hemmings was a child sex slave. Maria Reynolds was functionally Hamilton's sex slave. Both in the play are featured as salacious, sexy women who are super into their rapists. This is unacceptable. #CancelHamilton.
— A Weary Bard 🌹🏳️🌈 🇵🇸 (@sbishopthebard) July 4, 2020
Hamilton is a play that claims to champion immigrants and civil rights, while propping up an anti-immigration slave trader as an immigrant abolitionist hero. #CancelHamilton
— A Weary Bard 🌹🏳️🌈 🇵🇸 (@sbishopthebard) July 6, 2020
How is @HamiltonMusical not canceled? Alexander Hamilton owned and traded slaves. I think we need to cancel Hamilton. #cancelHamilton @JesseKellyDC @ClayTravis pic.twitter.com/gIiWH3bcCK
— Mike J (@M_jopink) July 2, 2020
Al solito, come già accaduto in passato con Star Wars: Gli Ultimi Jedi o, di recente, con l'acclamato videogame The Last of Us Part II, non è semplice stabilire quanto proteste come queste possano definirsi "genuine" fra profili creati appositamente per l'occasione e conversazioni social attivate per seguire questa o quella agenda politica.
In un'intervista con NPR risalente alla scorsa settimana, Lin-Manuel Miranda (peraltro di origine portoricana), ha ammesso che lo spettacolo non affronta il tema della schiavitù nella maniera che un tema come questo meriterebbe:
Nonostante abbia dato voce a delle idee contro la schiavitù rimase complice di un sistema. E oltre a criticare Jefferson per la sua ipocrisia in merito alla schiavitù nel secondo Atto, lo show non dice molto altro nel corso del secondo atto. E penso sia piuttosto onesto. Perché lui non fece molto altro. Nessuno di loro. Nessuno di loro fece abbastanza. E lo diciamo anche nei momenti finali. Ovviamente adesso è una cosa che colpisce in modo diverso perché stiamo avendo una conversazione sul tema, stiamo ragionando sul "come si sradica un peccato originale?".
La versione filmata del musical è stata registrata al The Richard Rodgers Theatre di Broadway nel giugno del 2016 e annovera nel cast il vincitore del Tony Award® Lin-Manuel Miranda nel ruolo di Alexander Hamilton. Daveed Diggs interpreta Marquis de Lafayette/Thomas Jefferson, mentre Renée Elise Goldsberry è Angelica Schuyler; Leslie Odom, Jr. è Aaron Burr; il nominato ai Tony Award Christopher Jackson interpreta il ruolo di George Washington; Jonathan Groff è King George; Phillipa Soo è Eliza Hamilton e Jasmine Cephas Jones interpreta Peggy Schuyler/Maria Reynolds; Okieriete Onaodowan è Hercules Mulligan/James Madison e Anthony Ramos è John Laurens/Philip Hamilton.
Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti!