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Marvel dice basta alle serie live-action su Disney+? Un report svela cosa accadrà dopo VisionQuest

Un nuovo report anticipa una possibile svolta per Marvel Studios: dopo VisionQuest, le serie live-action del MCU su Disney+ potrebbero diminuire drasticamente.

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Il 2026 si sta rivelando un anno di trasformazioni radicali per Marvel Studios. Secondo un report, mentre Spider-Man: Brand New Day continua a polverizzare record al box office avvicinandosi alla soglia leggendaria dei 2 miliardi di dollari, dietro le quinte si sta consumando una rivoluzione strategica che ridisegnerà completamente il rapporto tra il Marvel Cinematic Universe e la piattaforma streaming Disney Plus.

La notizia è destinata a scuotere il panorama dell'intrattenimento seriale: secondo Collider, dopo la conclusione di VisionQuest, la serie con protagonista Paul Bettany nei panni del sintezoide più amato dell'MCU, Marvel Studios taglierà drasticamente la produzione di nuove serie live-action per Disney Plus. Una svolta che segna la fine di un'era iniziata nel 2021 con WandaVision e che aveva promesso di espandere l'universo cinematografico attraverso narrazioni più intime e serializzate.

La decisione non coinvolge le serie già rinnovate come Daredevil: Rinascita, che ha già completato le riprese di una seconda stagione, né eventuali miniserie che potrebbero essere sviluppate sotto i banner Marvel Presents e Marvel Spotlight. Ma il messaggio è inequivocabile: l'esperimento delle serie live-action Marvel su larga scala si è concluso, e non con il successo sperato.

Stando al report in questione, i segnali di questo cambio di rotta erano già nell'aria, per chi sapeva dove guardare. Durante il San Diego Comic-Con dello scorso mese, Wonder Man è stata completamente ignorata dalla massiccia presenza Marvel all'evento, salvo poi essere cancellata appena una settimana dopo. La serie, che aveva ottenuto una nomination agli Emmy per la performance di Yahya Abdul-Mateen II nel ruolo principale, è stata sacrificata sull'altare di una nuova filosofia produttiva.

Ancora più significativo è stato l'intervento del CEO Kevin Feige durante il panel della convention: nessuna menzione alle serie televisive dello studio, con l'intera presentazione focalizzata esclusivamente sul futuro cinematografico dell'MCU. Gli annunci hanno riguardato progetti come Avengers: Doomsday, Ghost Rider e Black Panther 3, lasciando il piccolo schermo nell'ombra. Un silenzio assordante che, guardando indietro, assume i contorni di una dichiarazione d'intenti.

Brad Winderbaum, da tempo responsabile delle divisioni Streaming e Animazione di Marvel Studios e recentemente promosso a supervisionare anche Comics e Franchise development, mantiene la fiducia dello studio. La sua promozione, arrivata a maggio, ha preceduto di poche settimane l'inizio di questa chiara virata strategica, suggerendo che il suo ruolo espanso potrebbe includere proprio la gestione di questa transizione.

Daredevil, fonte: Disney

La mossa di Marvel si inserisce in un ripensamento più ampio della strategia Disney Plus, visto che The Acolyte di Star Wars, Willow e la stessa Wonder Man sono stati utilizzati come "grandi esperimenti" per competere con colossi dello streaming come Netflix e HBO Max. Tutti e tre gli show sono stati cancellati dopo una sola stagione, un verdetto che ha evidentemente convinto i vertici Disney della necessità di cambiare approccio. Anche Lucasfilm, l'altra grande proprietà Disney nel mondo delle saghe fantascientifiche, sta vivendo una contrazione simile.

Oltre alla seconda stagione di Ahsoka, non ci sono nuove serie live-action in programma. Il tentativo di trasformare The Mandalorian in un evento cinematografico si è rivelato deludente: The Mandalorian and Grogu ha raccolto appena 345 milioni di dollari in tutto il mondo, una cifra modesta per gli standard dei blockbuster moderni. Il pivot strategico sta colpendo anche altri progetti Disney Plus. La serie di Power Rangers, che avrebbe dovuto essere guidata dalla coppia di showrunner Jonathan E. Steinberg e Dan Shotz, già dietro Percy Jackson and the Olympians, è stata cancellata prima ancora di entrare in produzione. Resta incerto il destino del reboot di Animorphs prodotto da Ryan Coogler, che potrebbe essere la prossima vittima di questa riorganizzazione.

Emerge con chiarezza la nuova direzione: Disney sta privilegiando l'animazione rispetto al live-action per le sue franchise di punta. Le serie animate possono essere prodotte con budget significativamente inferiori e tempi di realizzazione più rapidi, un vantaggio non trascurabile in un momento di attenzione crescente ai costi di produzione. X-Men '97 ha dimostrato che l'animazione può generare entusiasmo critico e popolare senza i costi proibitivi del live-action, con le stagioni 3 e 4 già confermate per uscite annuali prima della fine del 2027.

Wonder Man, fonte: Disney

Quest'anno Marvel ha rilasciato tre serie su Disney Plus: Wonder Man, Daredevil: Rinascita e X-Men '97. Solo quest'ultima, un prodotto animato, ha ottenuto il rinnovo insieme al ritorno di Daredevil. Un dato che parla da solo sulla direzione intrapresa. VisionQuest diventa quindi l'ultima grande scommessa Marvel nel formato live-action serializzato, almeno per il futuro prevedibile. La domanda che molti si pongono è se questo ritiro strategico sia una pausa temporanea o un cambio di paradigma permanente.

Disney sembra aver concluso che il modello di produzione seriale live-action su larga scala non è sostenibile economicamente per piattaforme streaming, almeno non ai livelli di investimento che Marvel aveva garantito finora. Il focus torna prepotentemente al cinema, dove Spider-Man: Brand New Day sta dimostrando che il grande schermo rimane il territorio naturale per i supereroi. Resta da vedere cosa verrà annunciato al D23 di questo weekend, dopo la recente ed improvvisa cancellazione di Wonder Man. Considerando che l'evento è stato tradizionalmente una vetrina importante per le serie Marvel, l'assenza di nuovi show live-action oltre a VisionQuest confermerebbe definitivamente la portata di questa trasformazione. Il silenzio, in questi casi, comunica più di mille dichiarazioni ufficiali.

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