Harry Potter 20th Anniversary: si torna a Hogwarts tra lacrime, nostalgia e grandi assenti
Tra alti e bassi, facciamo il punto di Harry Potter: 20th Anniversary: Return to Hogwarts, una speciale retrospettiva sulla celebre saga
Harry Potter 20th Anniversary: Ritorno a Hogwarts, lo speciale che celebra i 20 anni di Harry Potter e la Pietra Filosofale, è ora disponibile su Sky e NOW.
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INDICE
Ritorno a Hogwarts

"Sembra passato così tanto e che al tempo stesso non sia passato neanche un giorno".
Nonostante per molti versi si tratti di una effettiva rimpatriata tra molti degli attori e dei registi della saga, lo speciale è strutturato più come una vera e propria retrospettiva, relegando i ricongiungimenti effettivi a pochissimi momenti, molti dei quali ricreati appositamente per la macchina da presa (in tal senso il dietro le quinte diffuso appare un pelo meno costruito). La maggior parte dello speciale è caratterizzata da interviste singole e materiale d'archivio, e ne deriva che la vera reunion non sia tanto quella tra gli attori protagonisti di una saga storica, quanto quella con gli spettatori, riaccolti dagli stessi volti sugli stessi set ai Leavesden Studios.


Le curiosità

Fanno eccezione alcuni momenti molto intimi in cui Emma Watson parla della sua titubanza tra il Calice di Fuoco e l'Ordine della Fenice a tornare ancora una volta nei panni di Hermione Granger (il contratto iniziale prevedeva solo quattro film). “Ho ritrovato un mio diario in cui era chiaro che mi sentissi sola” ha commentato l’interprete di Hermione Granger, che si è concessa un momento per ammettere che Harry Potter non è stato sempre rose e fiori. Radcliffe ha aggiunto che nessuno ne parlò all’epoca a causa della giovane età:
Nessun quattordicenne chiederebbe a un altro quattordicenne: “Ehi, come va? Come te la passi?“.
Watson ha poi aggiunto, parlandone con Rupert Grint:
Ero spaventata. Non so se ti è mai capitato di aver raggiunto il culmine e pensare: “Questa cosa durerà per sempre“. […] È stato intorno all’Ordine della Fenice che le cose hanno cominciato a farsi toste per tutti noi.
In un altro momento, decisamente più leggero, ha parlato della sua cotta per Tom Felton, interprete di Draco Malfoy, mentre Helena Bonham Carter ha rivelato invece di esser stata motivo di infatuazione per un giovane Daniel Radcliffe. Radcliffe ha infatti letto, imbarazzato, un messaggio che le scrisse dopo la fine delle riprese:
Cara HBC, è stato un piacere essere tuo collega e tuo sottobicchiere visto che ti tenevo sempre il caffè [in originale c’è un gioco di parole tra i due due termini “co-star” e “coaster”]. Sono molto legato a te e vorrei tanto esser nato dieci anni prima, magari avrei avuto una possibilità.
Il volto di Bellatrix, come abbiamo visto, ha poi alluso durante una chiacchierata con Gary Oldman a una sequenza mai mostrata: il duello con Sirius Black, tagliato dal film.
I grandi assenti
Sarebbe stato impossibile aspettarsi la partecipazione di tutto il cast, specialmente in tempi pandemici. Se da un lato è comprensibile che i più anziani, come Maggie Smith e Michael Gambon, abbiano dato forfait, dispiace notare l'assenza di una colonna portante come Julie Walters, l'unica Weasley a non rispondere all'appello. Stesso dicasi per attori dal ruolo minore ma comunque significativo tra cui Emma Thompson, Kenneth Branagh, Imelda Staunton e David Thewlis. Trattandosi specialmente del ventennale del primo film, è in parte comprensibile (nonostante dispiaccia) che nuove reclute come Natalia Tena, George Harris, Jim Broadbent e Bill Nighy siano state escluse, ma non è poi chiaro perché lo stesso destino sia toccato a Fiona Shaw, Harry Melling e Warwick Davis, presenza costante in tutti gli eventi del Wizarding World e interprete di Unci-Unci e Filius Vitious.
Perché J.K. Rowling non è stata coinvolta?

Nel corso dello speciale le sole apparizioni della scrittrice sono quella tratte da materiale d’archivio di molti anni fa e quelle di un’intervista più recente girata proprio agli studi Warner di Londra (che ammontano a una trentina di secondi). Una scritta in sovrimpressione chiarisce, a scanso di equivoci, che le riprese del segmento in questione sono state effettuate “nel 2019”.
A dispetto di quanto sia stato riportato online ("J.K. Rowling non invitata alla reunion"), come svelato da Entertainment Weekly, la Rowling è stata effettivamente invitata a partecipare, ma i suoi agenti “hanno stabilito che il materiale d’archivio fosse adeguato“. Fonti del giornale sostengono che le idee della scrittrice sull’identità di genere e le polemiche scatenate non siano state alla base della decisione dei suoi rappresentanti.
I momenti migliori e più commoventi

Tra i momenti migliori indubbiamente quelli che coinvolgono Helena Bonham Carter e Gary Oldman, che a dispetto del poco spazio si dimostrano ancora una volta attori dal grande carisma (un evento tutto condotto dalla Carter non sarebbe stato così male). Tra i più emozionanti, invece, un dialogo a tu per tu con Chris Columbus e Daniel Radcliffe, che ha sottolineato quanto il regista sia stato importante per porre le fondamenta dell'universo cinematografico della saga.

Di grandissimo impatto, infine, sono i pochi secondi in cui Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson abbandonano per un attimo il contegno maturato dopo anni e anni trascorsi davanti alla macchina da presa sin da giovanissimi. Non deve essere stato facile crescere al centro dell'attenzione, con tanta pressione e seguendo dei ritmi produttivi come non ce ne sarebbero più stati (i film di Harry Potter sono usciti in media distanziati da solo un anno e mezzo). Condividere un'esperienza simile lascia il segno, tessendo un legame così forte e unico che avranno per sempre.

