Harry Potter: una delle star voleva lasciare la nuova serie HBO (i motivi della scelta dividono i fan)

Nonostante la serie TV di Harry Potter targata HBO non sia ancora uscita, un attore ha scatenato un acceso dibattito per colpa di J. K. Rowling.

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La nuova serie HBO di Harry Potter non è ancora uscita, ma è già al centro di un acceso dibattito. A far discutere è la scelta di John Lithgow nel ruolo di Albus Dumbledore, una decisione che ha scatenato reazioni contrastanti tra il pubblico. L’attore ha infatti rivelato di aver seriamente considerato l’idea di abbandonare il progetto. Il motivo non riguarda il ruolo o la produzione, ma le polemiche legate alle posizioni pubbliche di J. K. Rowling. Una scelta difficile, che ha messo in luce le tensioni tra opera, autore e pubblico.

Per comprendere la situazione bisogna partire dal contesto: la nuova serie rappresenta un reboot completo della saga, con un cast inedito e un piano molto ambizioso. Il progetto, guidato dalla showrunner Francesca Gardiner, dovrebbe adattare tutti e sette i libri in altrettante stagioni, con un arco produttivo previsto di circa dieci anni. In questo scenario, Lithgow è stato uno dei primi attori annunciati e anche il primo non britannico a interpretare Silente dopo nomi come Richard Harris, Michael Gambon e Jude Law (nel prequel cinematografico).

La polemica nasce dalle posizioni espresse negli anni da Rowling sulla comunità transgender, che hanno generato critiche diffuse e richieste di boicottaggio del progetto. Questo clima ha colpito direttamente anche gli attori coinvolti nella serie. Lithgow ha raccontato di aver ricevuto pressioni, anche da persone a lui vicine, che consideravano la sua partecipazione “deludente” o “dolorosa”. In particolare, il collega Aud Mason-Hyde ha definito la sua scelta “sconcertante” e in parte offensiva.

Di fronte a queste reazioni, l’attore ha ammesso di aver valutato seriamente l’idea di lasciare il progetto. Ha descritto la decisione come difficile, spiegando di essersi sentito a disagio e combattuto. Alla fine, però, ha scelto di restare, accettando il fatto che la questione tornerà in ogni intervista futura. Lithgow ha chiarito di non condividere le posizioni di Rowling e di non averla mai incontrata personalmente. Ha inoltre sottolineato come, a suo avviso, il messaggio della saga sia opposto a qualsiasi forma di intolleranza, definendolo una storia che promuove gentilezza e inclusione.

Un punto centrale del suo ragionamento è proprio la distinzione tra autore e opera. Secondo Lithgow, il mondo di Harry Potter rappresenta una narrazione “dalla parte del bene”, contro crudeltà e discriminazione. Questo aspetto, unito alla qualità del team creativo — tra cui la stessa Gardiner e il regista Mark Mylod — ha contribuito a convincerlo a rimanere.

Va anche evidenziato che Rowling, pur essendo produttrice esecutiva, non sarebbe direttamente coinvolta nella produzione quotidiana della serie. Tuttavia, la sua presenza resta significativa e continua a influenzare la percezione pubblica del progetto. HBO ha già affrontato la questione, con il dirigente Casey Bloys che ha definito le opinioni dell’autrice come personali, separandole dal contenuto della serie. Dal punto di vista professionale, Lithgow ha preso un impegno importante: ha firmato per interpretare Silente per circa otto anni, portando avanti il ruolo fino a un’età avanzata. Questo dimostra quanto il progetto sia strutturato sul lungo periodo e quanto il suo personaggio sarà centrale nella narrazione, almeno per gran parte delle stagioni.

Fonte / X.com
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