House of the Dragons, l'attore lancia la bomba: "Dopo l'episodio 6 cambierà tutto"
House of the Dragon 3: Benjamin Evan Ainsworth svela la svolta di Daeron dopo l'episodio 6
Ci sono momenti, nelle serie tv che amiamo, in cui capisci che per un personaggio niente sarà più come prima. Non serve sempre un drago che sputa fuoco o una battaglia campale; a volte basta un dettaglio, uno sguardo sbagliato nel momento peggiore.
È esattamente quello che succede nel sesto episodio della terza stagione di House of the Dragon a Daeron Targaryen, il più giovane dei figli di Alicent, cresciuto lontano da Approdo del Re all'ombra degli Hightower.Fino a questo momento, Daeron ha vissuto in una sorta di bolla. Per lui, lo zio Ormund è sempre stato molto più di un tutore: una figura paterna, un punto di riferimento forte, quasi indiscutibile. Un uomo elegante, sicuro di sé, capace di muovere le fila della politica senza scomporsi. Ma bastano pochi minuti di pura follia a Tumbleton per far crollare tutto questo castello di carte.
La fine di un'illusione
Quando una finta delegazione di Baratheon tenta un agguato, a salvare la pelle a tutti non è il raffinato Ormund, ma l'altro zio, Gwayne, che reagisce d'istinto a spade sguainate. E Ormund? L'uomo che ha sempre controllato ogni respiro di Daeron, di fronte al fango, al sangue e al caos improvviso, va completamente in tilt.
Come ha spiegato benissimo l'attore Benjamin Evan Ainsworth, per Daeron vedere il suo mentore letteralmente nel pallone — incapace persino di gestire la nausea davanti alla violenza vera — è un pugno nello stomaco. Come puoi continuare a fidarti cieca di qualcuno che pretende di guidare un regno ma non sa controllare se stesso quando le cose si mettono male?
È una presa di coscienza dolorosa ma inevitabile. Mentre il suo nome inizia a pesare sempre di più nella corsa al trono, Daeron si rende conto di essere spaventosamente solo. L'aura di invincibilità dello zio si è squagliata in un secondo, e al suo posto è rimasto un uomo vulnerabile e imprevedibile.
Daeron è ora un ragazzo che inizia a porsi le domande giuste, anche se le risposte fanno paura. E in un mondo spietato come quello di Westeros, smettere di idealizzare chi ti sta intorno non è solo un segno di maturità: è l'unico modo per provare a sopravvivere.