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Il Signore degli Anelli - Caccia a Gollum, Andy Serkis svela una grossa anticipazione (e c'entra l'IA)

Da MASSIVE al machine learning: Andy Serkis ha fatto una scelta importante per Il Signore degli Anelli - Caccia a Gollum

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Poche cose sanno accendere il dibattito culturale mondiale quanto il binomio tra intelligenza artificiale e nostalgia intellettuale.

Di recente è stato annunciato che Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum utilizzerà tecniche di machine learning per ringiovanire i volti storici del franchise. Il che promette di scuotere una Hollywood ancora convalescente dalle barricate sindacali contro la replica digitale.

A guidare questa complessa transizione tecnologica troviamo Andy Serkis, l’uomo che ha trasformato la recitazione moderna prestando anima e giunture alla performance capture. In una recente e approfondita conversazione con Variety, il regista e attore britannico ha svelato come la tecnologia di apprendimento automatico sia entrata programmaticamente nella catena di montaggio del nuovo capitolo tolkieniano, sollevando inevitabili interrogativi sull'etica visiva e sui confini della proprietà intellettuale.

Tra MASSIVE e machine learning: la continuità evolutiva di Peter Jackson

La tesi difensiva di Serkis poggia su una suggestiva continuità storica. Davanti alle comprensibili resistenze di una fetta di critica e pubblico, il cineasta ha tracciato una linea retta tra il presente algoritmo e le intuizioni pionieristiche della trilogia originale.

Andy Serkis e l'uso dell'IA in Caccia a Gollum (The Late Show with Stephen Colbert)

Nei primi anni Duemila, Peter Jackson impose all'industria il software MASSIVE, un sistema pionieristico che permetteva a migliaia di agenti digitali – gli orchi della battaglia dei Campi del Pelennor – di muoversi con una propria autonomia decisionale.

"Quello era già un utilizzo incredibile e brillante di una forma di intelligenza artificiale", ha argomentato Serkis, nel tentativo di disinnescare la polemica sul nascere. La distinzione cruciale avanzata dal regista risiede però nella prassi esecutiva: in Caccia a Gollum ogni singolo fotogramma seguirà una pipeline di sviluppo tradizionale, dove lo strumento informatico interverrà esclusivamente in fase di finitura e correzione anagrafica dei volti.

La vera sfida critica del film starà nella capacità di far coesistere l'iper-tecnologia in CGI (da cui molti registi si sono distaccati) con la grana materica che rese immortali i primi tre film. La New Hollywood digitale ha spesso abusato della pulizia sintetica, dimenticando il peso specifico della scenografia reale. Serkis, cresciuto artisticamente tra i laboratori della Wētā Workshop, sembra voler scongiurare questo rischio rivendicando un approccio ibrido.

L'obiettivo dichiarato è fondere i modelli in scala, il trucco protesico e la regia classica con i benefici del de-aging digitale. Se la manipolazione dei pixel permetterà di ritrovare la freschezza biologica dei personaggi vent'anni dopo, il prezzo da pagare sarà l'ennesimo compromesso tra la sacralità dell'attore e l'onnipotenza del codice.

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