In questa serie su Netflix di Ryan Murphy, i teenager ti insegnano come funziona davvero il potere
Analisi della serie di Ryan Murphy con Ben Platt. Una satira sulla politica americana che usa le elezioni scolastiche come microcosmo del potere.
Quando la storia dei nostri tempi verrà scritta, forse con bastoni bruciati su pelli di ratto essiccate, il messaggio di apertura di The Politician meriterà una pagina tutta sua negli annali. Netflix avvisa gli spettatori che stanno per guardare una commedia su tenacia, ambizione e sul fare qualsiasi cosa per ottenere ciò che si vuole, ma aggiunge un alert per chi soffre di problemi di salute mentale. È ironia meta-televisiva o genuina preoccupazione pastorale? La risposta è entrambe le cose, ed è l'introduzione perfetta a questa nuova serie di Ryan Murphy che gioca magnificamente con l'autenticità, o meglio con la sua totale assenza, diventata ormai standard nei corridoi del potere. The Politician è il primo prodotto di Murphy per Netflix dopo aver firmato un contratto quinquennale da 300 milioni di dollari. E il colosso dello streaming ha già ottenuto il ritorno dell'investimento.
Ha studiato i grandi, da Ronald Reagan in poi, accumulato tutti i punti extracurriculari possibili, letto solo biografie di leader politici. Ora si candida a presidente del consiglio studentesco, e qui inizia davvero il gioco. Murphy dimostra ancora una volta il suo genio nell'illuminare il macro attraverso il micro. Nelle vite patologicamente autocoscienti di questi teenager vediamo riflesso il mondo e la politica che abbiamo creato. Nulla è quello che sembra. Le personalità vengono costruite, demolite, ricostruite, filtrate, aggiustate, illuminate, ombreggiate, complicate e semplificate secondo necessità. Il medium è il messaggio, il messaggio è il medium. Le vere distinzioni collassano, mentre quelle prive di significato vengono marcate con cura ossessiva.
La serie si chiede continuamente: chi finge l'assenza di emozioni è più o meno terrificante di chi è davvero superficiale come sembra? Come siamo arrivati a questo punto? E soprattutto, come ne usciamo? The Politician è tecnicamente una commedia, ma è il tipo di commedia che ti fa ridere per non piangere. Murphy ha creato un universo dove le elezioni scolastiche diventano un microcosmo perfetto della politica americana contemporanea, dove l'immagine conta più della sostanza, dove ogni gesto è calcolato, ogni parola ponderata, ogni lacrima potenzialmente strategica. La serie gioca gloriosamente con l'inautenticità che è diventata standard non solo nei corridoi del potere, ma nella vita quotidiana di chiunque abbia un profilo social. Questi ragazzi costruiscono se stessi come brand, esattamente come faranno i politici veri che diventeranno. La domanda è: siamo noi spettatori in grado di distinguere tra il commento ironico e l'avvertimento legittimo?