Irina Shayk incanta Venezia 83, ma il suo abito di oltre 20 anni fa era già stato indossato da un’altra star
Irina Shayk sorprende a Venezia 83 con un abito Dolce&Gabbana del 2003 già indossato da Gisele Bündchen: la storia del look d’archivio.
Irina Shayk non ha avuto bisogno di colori accesi per farsi notare a Venezia 83. La top model è arrivata al Lido e nel giro di pochi giorni ha trasformato il nero nel filo conduttore dei suoi look, passando da pezzi d'archivio tornati alla luce dopo oltre vent'anni ad abiti decisamente più contemporanei. E se sul red carpet il risultato è sembrato sempre diverso, dietro alcune delle sue scelte si nasconde una storia che parte molto prima di questa edizione della Mostra.
Ma già dal suo arrivo al Lido, Irina ha fatto capire che Venezia sarebbe diventata anche l'occasione per aprire gli archivi della moda. Una delle prime scelte è stata infatti un completo Givenchy proveniente dalla collezione Autunno/Inverno 2015-2016 firmata da Riccardo Tisci, suo amico di lunga data. Protagonista del look era una giacca nera ricoperta di cristalli, strettissima in vita e costruita quasi come un corsetto, prima di aprirsi sui fianchi con una silhouette a peplo.
Shayk ha però evitato di riproporre il completo esattamente come era stato immaginato oltre dieci anni fa: al posto dei pantaloni più aderenti ha scelto un modello nero molto ampio e fluido, lasciando alla giacca il compito di attirare tutta l'attenzione. Ma la vera sorpresa è arrivata poco dopo. Sul red carpet di The Echo Chamber Irina Shayk ha recuperato un abito Dolce&Gabbana che affonda le radici nei primi anni Duemila. Visto frontalmente potrebbe quasi sembrare un classico tubino nero, ma basta spostare lo sguardo sui lati per capire perché abbia attirato così tanti flash.
Shayk ha rinunciato alla parola, scegliendo al suo posto una fascia argentata e scintillante, ma ha conservato intatto il carattere provocatorio dell'abito. Una scelta che ha funzionato anche fuori dalle riviste di moda. People ha inserito Shayk tra le presenze più appariscenti della première di The Echo Chamber, mentre Vanity Fair ha sottolineato anche il beauty look scelto per accompagnare l'abito: capelli sciolti in morbide onde da diva, occhi marcati soprattutto verso l'esterno e labbra lucide. Il nero è tornato protagonista anche sul red carpet successivo, quello di L'Estranea, ma questa volta con un risultato completamente diverso.
Shayk ha abbandonato lacci e lingerie a vista per un lungo abito aderente e drappeggiato, caratterizzato da una costruzione asimmetrica, uno strascico laterale e un'apertura sulla schiena. A sorprendere erano soprattutto le calzature, con particolari stivali-guanto che sembravano quasi proseguire la linea dell'abito. Corriere Style identifica il look di quella serata come Romeo Gigli, completato da gioielli Damiani. Persino lontano dal tappeto rosso Shayk ha continuato a giocare con silhouette essenziali.
Più che affidarsi a un unico abito destinato a diventare “il look” di Venezia 83, Irina Shayk ha quindi fatto qualcosa di diverso: ha trasformato la sua permanenza al Lido in un piccolo viaggio attraverso epoche differenti della moda. Dal Givenchy di Riccardo Tisci al Dolce&Gabbana indossato da Gisele Bündchen nel 2003, fino alle scelte più contemporanee, il filo conduttore è rimasto quasi sempre lo stesso. Il nero, naturalmente.
Una scelta che l'ha distinta anche in un red carpet che negli ultimi giorni ha continuato a cambiare volto: Penélope Cruz ha acceso Venezia con il rosso del suo abito Chanel, Rocío Muñoz Morales ha puntato sul bordeaux di Alberta Ferretti, mentre Greta Scarano ha scelto l'eleganza essenziale di uno smoking nero Giorgio Armani. Senza dimenticare Clara, che ha riportato sotto i flash un abito Trussardi d'archivio del 1996, realizzato addirittura prima della sua nascita.