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Irina Shayk incanta Venezia 83, ma il suo abito di oltre 20 anni fa era già stato indossato da un’altra star

Irina Shayk sorprende a Venezia 83 con un abito Dolce&Gabbana del 2003 già indossato da Gisele Bündchen: la storia del look d’archivio.

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Irina Shayk non ha avuto bisogno di colori accesi per farsi notare a Venezia 83. La top model è arrivata al Lido e nel giro di pochi giorni ha trasformato il nero nel filo conduttore dei suoi look, passando da pezzi d'archivio tornati alla luce dopo oltre vent'anni ad abiti decisamente più contemporanei. E se sul red carpet il risultato è sembrato sempre diverso, dietro alcune delle sue scelte si nasconde una storia che parte molto prima di questa edizione della Mostra.

Shayk è arrivata a Venezia anche per ricevere il Filming Italy Venice International Award, riconoscimento assegnato alle personalità che attraverso il proprio percorso hanno contribuito alla diffusione internazionale della cultura audiovisiva e dell'intrattenimento. Un premio che nel 2026 è andato anche a Orlando Bloom, Malcolm McRae e Akinola Davies Jr., mentre la modella è attesa prossimamente anche sul grande schermo in The Catch, produzione Universal Pictures nella quale reciterà accanto a Emma Stone e Chris Pine.

Ma già dal suo arrivo al Lido, Irina ha fatto capire che Venezia sarebbe diventata anche l'occasione per aprire gli archivi della moda. Una delle prime scelte è stata infatti un completo Givenchy proveniente dalla collezione Autunno/Inverno 2015-2016 firmata da Riccardo Tisci, suo amico di lunga data. Protagonista del look era una giacca nera ricoperta di cristalli, strettissima in vita e costruita quasi come un corsetto, prima di aprirsi sui fianchi con una silhouette a peplo.

Shayk ha però evitato di riproporre il completo esattamente come era stato immaginato oltre dieci anni fa: al posto dei pantaloni più aderenti ha scelto un modello nero molto ampio e fluido, lasciando alla giacca il compito di attirare tutta l'attenzione. Ma la vera sorpresa è arrivata poco dopo. Sul red carpet di The Echo Chamber Irina Shayk ha recuperato un abito Dolce&Gabbana che affonda le radici nei primi anni Duemila. Visto frontalmente potrebbe quasi sembrare un classico tubino nero, ma basta spostare lo sguardo sui lati per capire perché abbia attirato così tanti flash.

L'abito lascia infatti gran parte dei fianchi scoperti, tenendo insieme le due parti attraverso una lunga serie di lacci neri. Sotto, Shayk ha lasciato intravedere lingerie nera, completando il look con calze alte, décolleté appuntite e un choker argentato ricoperto di cristalli. E proprio questo vestito nasconde uno dei dettagli più interessanti della sua apparizione a Venezia. Il modello originale risale alla collezione Primavera/Estate 2003 di Dolce&Gabbana e venne portato in passerella da Gisele Bündchen, diventando una delle immagini più riconoscibili di quella fase della maison. Oltre vent'anni più tardi è stata Shayk a riportarlo sotto i riflettori del Lido. Ma qualcosa è cambiato, visto che nella versione originale indossata da Bündchen compariva anche il celebre choker con la scritta “SEX”.

Shayk ha rinunciato alla parola, scegliendo al suo posto una fascia argentata e scintillante, ma ha conservato intatto il carattere provocatorio dell'abito. Una scelta che ha funzionato anche fuori dalle riviste di moda. People ha inserito Shayk tra le presenze più appariscenti della première di The Echo Chamber, mentre Vanity Fair ha sottolineato anche il beauty look scelto per accompagnare l'abito: capelli sciolti in morbide onde da diva, occhi marcati soprattutto verso l'esterno e labbra lucide. Il nero è tornato protagonista anche sul red carpet successivo, quello di L'Estranea, ma questa volta con un risultato completamente diverso.

Shayk ha abbandonato lacci e lingerie a vista per un lungo abito aderente e drappeggiato, caratterizzato da una costruzione asimmetrica, uno strascico laterale e un'apertura sulla schiena. A sorprendere erano soprattutto le calzature, con particolari stivali-guanto che sembravano quasi proseguire la linea dell'abito. Corriere Style identifica il look di quella serata come Romeo Gigli, completato da gioielli Damiani. Persino lontano dal tappeto rosso Shayk ha continuato a giocare con silhouette essenziali.

Per uno degli appuntamenti diurni al Lido ha scelto un tubino in maglia stretch Alaïa color roccia, aderente e lungo sotto il ginocchio, accompagnato dalla borsa Cara di Ferragamo e da décolleté in mesh. Una parentesi più minimale rispetto agli abiti da sera, ma perfettamente coerente con un guardaroba costruito quasi interamente attorno a tonalità scure e linee capaci di seguire il corpo.

Più che affidarsi a un unico abito destinato a diventare “il look” di Venezia 83, Irina Shayk ha quindi fatto qualcosa di diverso: ha trasformato la sua permanenza al Lido in un piccolo viaggio attraverso epoche differenti della moda. Dal Givenchy di Riccardo Tisci al Dolce&Gabbana indossato da Gisele Bündchen nel 2003, fino alle scelte più contemporanee, il filo conduttore è rimasto quasi sempre lo stesso. Il nero, naturalmente.

Una scelta che l'ha distinta anche in un red carpet che negli ultimi giorni ha continuato a cambiare volto: Penélope Cruz ha acceso Venezia con il rosso del suo abito Chanel, Rocío Muñoz Morales ha puntato sul bordeaux di Alberta Ferretti, mentre Greta Scarano ha scelto l'eleganza essenziale di uno smoking nero Giorgio Armani. Senza dimenticare Clara, che ha riportato sotto i flash un abito Trussardi d'archivio del 1996, realizzato addirittura prima della sua nascita.

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