Penélope Cruz e Javier Bardem scuotono Venezia 83: la politica entra con forza nella presentazione di Bunker
Penélope Cruz e Javier Bardem parlano di politica a Venezia 83 durante la presentazione di Bunker: dalle disuguaglianze all’immigrazione.
Penélope Cruz e Javier Bardem sono arrivati a Venezia 83 per presentare insieme Bunker, ma durante l'incontro con la stampa il discorso è rapidamente andato oltre il nuovo film di Florian Zeller. I due attori hanno infatti difeso apertamente la scelta di esporsi su temi politici e sociali, spiegando perché, soprattutto quando si dispone di una voce capace di raggiungere milioni di persone, preferiscono non restare in silenzio.
Ed è proprio partendo dai temi affrontati da Bunker che Penélope Cruz ha spiegato perché sarebbe difficile arrivare a Venezia e decidere di non affrontare anche ciò che sta accadendo fuori dalle sale cinematografiche. “Sarebbe contraddittorio far parte di un film come questo e poi essere qui e dire che non vogliamo parlare”, ha spiegato l'attrice, sottolineando quanto la storia tocchi questioni legate direttamente al presente e alle generazioni che verranno. “Non penso avrebbe senso essere qui a Venezia e rifiutarsi di parlare di politica, per esempio”.
Cruz ha quindi allargato il discorso alla concentrazione del potere nelle mani di pochissime persone, uno degli elementi che più la preoccupano e che trova spazio anche nel film di Zeller. Secondo l'attrice, le decisioni capaci di cambiare il mondo vengono ormai prese da un numero estremamente ristretto di individui. “Credo che le persone che prendono le decisioni più importanti nel mondo si possano probabilmente contare sulle dita di due mani”, ha spiegato Cruz, aggiungendo che in alcuni casi potrebbe bastarne addirittura una. Una concentrazione del potere che, secondo l'attrice, porta con sé una capacità di manipolazione sempre più difficile da ignorare.
“Come individui, qualunque professione facciamo, abbiamo il diritto di esprimere la nostra verità”, ha spiegato Bardem. Essere una celebrità significa però avere a disposizione un megafono molto più potente rispetto alla maggior parte delle persone: “Noi abbiamo più risorse per farlo rispetto magari a un tassista, perché abbiamo più esposizione”. Una visibilità che per Bardem comporta inevitabilmente anche una responsabilità differente nei confronti del mondo che ci circonda. Ed è proprio da qui che il discorso si è spostato su uno dei temi più delicati affrontati dall'attore a Venezia: l'immigrazione.
Bardem ha sottolineato come diversi Paesi europei stiano assumendo posizioni sempre più radicali sul fenomeno, sostenendo però che non sia possibile discuterne senza guardare alle ragioni che costringono milioni di persone ad abbandonare la propria terra. Guerre, povertà, crisi geopolitiche e condizioni climatiche sempre più difficili continueranno inevitabilmente a spingere le persone a cercare altrove un futuro. “Noi ne siamo responsabili. I nostri lussi si basano sulla miseria di qualcun altro, lo sappiamo tutti”, ha affermato Bardem, collegando poi il discorso direttamente alla metafora che attraversa Bunker.
“Mi fa rabbia che a volte noi attrici veniamo utilizzate come marionette, burattini”, ha dichiarato Cruz, sottolineando invece quanto l'abbia interessata interpretare una donna coraggiosa e realmente attiva all'interno della storia. Temi che si intrecciano direttamente con l'idea da cui Florian Zeller è partito per realizzare Bunker. Il regista premio Oscar di The Father ha raccontato di essere rimasto colpito dalle notizie sulla costruzione di un enorme rifugio alle Hawaii da parte di Mark Zuckerberg. A incuriosirlo era soprattutto il paradosso: uno degli uomini diventati più ricchi al mondo grazie all'idea di connettere miliardi di persone stava contemporaneamente preparando un luogo nel quale potersi isolare completamente da esse.
Da qui è nato quello che Zeller definisce il “bunker invisibile”: non soltanto una struttura fisica costruita per proteggere i super ricchi da un'eventuale catastrofe, ma la metafora di una società nella quale è diventato sempre più semplice vivere evitando realmente gli altri, affidando a uno schermo persino amicizie, relazioni e gran parte delle interazioni quotidiane. Per questi motivi, per Cruz e Bardem parlare di politica durante la presentazione di Bunker non rappresenta una deviazione dal film. È quasi il contrario: significa continuare fuori dallo schermo la discussione che la storia di Zeller prova ad aprire dentro la sala. Bunker segna inoltre un nuovo incontro cinematografico tra Penélope Cruz e Javier Bardem, coppia nella vita oltre che sul set.