Jim Parsons si racconta a Variety, dal coming out al suo ruolo in Hollywood
Jim Parsons (4 Emmy Awards per il suo ruolo nei panni di Sheldon in The BIg Bang Theory) si racconta a Variety, dal coming out al suo ruolo in Hollywood
“[...] Non c'è solo un aspetto disgustoso e vile in alcune delle cose che fa e dice, ma c'è anche un vero senso di potere e di forza di volontà nel prendere controllo che io abitualmente non provo come essere umano", ha detto Parsons. "Qualcosa del trucco e del parrucco mi ha permesso di essere lì e farlo in un modo che non so se altrimenti sarei stato in grado di fare."
"Ho scoperto un attore dentro di me e l'amore di stare su un palco. Lassù ho trovato la mia luce e un potere che senza la gonna, la parrucca e il becchime nel reggiseno non avrei avuto l'opportunità di trovare," ha raccontato Parsons. "Non so quale direzione avrebbe preso la mia vita, quanto tempo sarebbe durato il viaggio se non ci fosse stato quel momento seminale in cui interpretavo questi ruoli in un drag sconclusionato. Non dovevo più nascondere nulla".
Tuttavia, dichiararsi pubblicamente è stato qualcosa di molto diverso. Infatti, Jim Parsons non ha fatto coming out fino al 2012 in una storia del New York Times mentre stava recitando a Broadway nello spettacolo teatrale sull'AIDS di Larry Kramer, "The Normal Heart".
L'interpretazione di Jim Parsons in Hollywood è stata molto acclamata dalla critica e c'è già chi parla di nomination agli Emmy e ai Golden Globe Awards (ricordiamo che Parsons ha già vinto quattro Emmy per il suo ruolo nei panni di Sheldon in The Big Bang Theory). Sempre durante il podcast, Parsons ha parlato dell'ormai famigerata scena di danza in Hollywood ispirate alla "Madre della danza moderna" di Isadora Duncan.
"È stato più divertente di quanto pensassi", ha ammesso Parsons. “Ero molto spaventato quando ho letto sulla sceneggiatura quello che avrei dovuto fare. Non il discorso della danza, perché sapevo che Henry non sarebbe dovuto essere un gran ballerino, quindi non ero spaventato del fatto che dovessi essere bravo. Mi terrorizzava il passaggio che diceva: "Mi restano in dosso solo gli ultimi due o tre veli." Ho pensato tipo, "Non credevo che dovessi interpretare uno di quei personaggi. Ho pensato che i giovani dovevano mostrare le loro chiappe e tutto il loro ben di Dio. Non ho accettato il ruolo per questo. 'Non sono andato in palestra abbastanza a lungo prima. “Ho adorato l'idea che all'improvviso stessi interpretando un personaggio il cui animale spirituale fosse Isadora Duncan. Emulando e aprendosi a quello, si sentiva bello. Si sentiva una diva."
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