Josh Trank a ruota libera, dal fallimento di Chronicle 2 al divorzio dalla Lucasfilm
In una lunga intervista, il regista Josh Trank ha parlato di svariati passi falsi della sua travagliata e discussa carriera...
C'era, in prima linea, la fu 20Th Century Fox, intenzionata a trasformare Chronicle in un franchise o, quantomeno, a dare un seguito al primo capitolo. C'era la Lucasfilm, che lo aveva ingaggiato per la regia di uno spin-off dedicato a Boba Fett. C'era la Sony, con cui il regista aveva discusso il film di Venom. E, tornando alla prima major citata, c'era poi il cinecomic dei Fantastici 4 che ha segnato l'inizio della parabola discendente nella carriera di un regista che, recentemente, si sta riaffacciando sulle piattaforme digitali con Capone, il biopic interpretato da Tom Hardy.
Proprio circa l'abbandono del lungometraggio sul celeberrimo cacciatore di taglie della galassia lontana, lontana dice:
Ho abbandonato il progetto perché sapevo che mi avrebbero licenziato loro se non avessi lasciato io.
Una dichiarazione alquanto criptica.
In maniera alquanto curiosa poi, quello fra il regista e la Lucasfilm è stato il primo di una nutrita sfilza di divorzi: dopo di lui è toccato a Phil Lord e Chris Miller, Colin Trevorrow, David Benioff e D.B. Weiss.
Alquanto bizzarro il capitolo Chronicle il cui seguito è stato auto sabotato dallo stesso regista per impedire alla Fox di lavorare su una pellicola a cui lui non voleva dare seguito
Ho reso le cose impossibili per lo studio. Evitavo i meeting. Ero insicuro sul da farsi. E ho fatto un sacco di st**nzate.
Se il secondo Chronicle fosse stato diretto da un'altra persona sarebbe venuto fuori una me*da. Non volevo che Chronicle 2 venisse fatto. Era il mio incubo peggiore.
Quanto al "suo" Venom, viene descritto come una sorta di "film Vietato ai Minori sulla falsariga di The Mask". Josh Trank e Rob Siegel lavorarono due settimane a un trattamento contenente la loro proposta per lo studio che è andato incontro all'immediato veto da parte del produttore Matt Tolmach:
Non mi piacque per niente il modo in cui Matt Tolmach si approccià a me in quella situazione perché fu davvero troppo autoritario. Se non ti piace quello che sto facendo e mi stai dicendo che devo fare qualcosa più nelle tue corde ma vieni a dirmelo in quella data maniera, mi spiace, ma ho altre cose da fare.
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