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Keanu Reeves su Netflix, in questo sequel perfetto che il franchise e i fan meritavano da tempo

Su Netflix, il miglior sequel della saga: analisi completa del film con Keanu Reeves, dalle sequenze d'azione mozzafiato alla regia di Chad Stahelski.

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Dopo tre capitoli che hanno lasciato il segno al botteghino e conquistato critica e pubblico, Keanu Reeves torna nei panni dell'assassino più letale del cinema contemporaneo. Ma è con questo quarto episodio, disponibile su Netflix, che il franchise raggiunge finalmente la sua piena maturità espressiva, superando persino i risultati dei predecessori. Nelle mani del regista Chad Stahelski e degli sceneggiatori Shay Hatten e Michael Finch, l'esecuzione tecnica e narrativa tocca vette quasi impeccabili, trascinata soltanto da qualche piccolo intoppo che non scalfisce minimamente l'esperienza complessiva. John Wick 4 arriva carico di stile, sequenze d'azione brutali e ambientazioni mozzafiato, consolidando la sua posizione come uno dei sequel più riusciti dell'intera saga.

Se Parabellum aveva tentato di mantenere l'energia dei primi due film, è questo quarto capitolo a riportare il franchise alla sua gloria originaria, anzi a superarla. La premessa è chiara fin dall'inizio: nessuno sfugge all'Alta Tavola. Ma è esattamente quello che il più micidiale degli assassini intende fare, dopo una lunga storia di violenza dentro e fuori dalla pensione, con taglie sulla sua testa che si moltiplicano a ogni passo. Determinato a ottenere la libertà dall'organizzazione che governa il mondo sotterraneo del crimine, Wick scopre rapidamente che dovrà conquistarsela con qualsiasi mezzo necessario. Questo capitolo lo vede affrontare un nuovo e potente nemico in luoghi familiari e inediti, dalla Germania al Giappone fino alla Francia. E quando il suo viaggio costringe vecchi amici a prendere decisioni indicibili, queste alleanze di un tempo si trasformano rapidamente in pericolose inimicizie.

Fino a questo punto, il pubblico ha visto Wick sopravvivere contro ogni probabilità, sfidando le forze schierate contro di lui per conquistarsi un altro giorno nel mondo sotterraneo. Eppure Stahelski e il suo team riescono ad alzare ulteriormente la posta in questo thriller denso d'azione e ad alto rischio, capace di tenere gli spettatori incollati alle poltrone dall'inizio alla fine. Wick ha dovuto affrontare teppisti di strada, nemici del passato e assassini mortali provenienti da ogni angolo del mondo. Come poteva il team dietro il capitolo 4 innalzare ancora l'asticella? La risposta sta nella sceneggiatura di Hatten e Finch, che bilancia con maestria temi come vendetta, amicizia e sopravvivenza. La storia ricca di tensione incorpora brividi dal primo all'ultimo minuto, catturando naturalmente l'intensità dei tre capitoli precedenti e portandola a un livello successivo.

Gli appassionati del franchise non si sorprenderanno nel constatare gli aspetti tecnici impressionanti come le scenografie e la cinematografia del capitolo 4. E con le varie location che Wick attraversa – Berlino, Osaka, Parigi – l'amalgama tra filmmaking stilistico e cultura locale lascia un'impronta incredibile, immergendo completamente gli spettatori nella narrazione. Mentre l'universo narrativo continua a espandersi lungo il corso del franchise (come la serie su Prime Video) crescono anche le poste in gioco, specialmente quando nuovi personaggi entrano in scena e quelli ricorrenti acquisiscono maggiore spessore.

È inutile negarlo: John Wick 4 non vola via in un lampo, soprattutto considerando i suoi 169 minuti di durata, la più lunga dell'intera saga. Detto questo, ogni sequenza brutale, ogni effetto sonoro penetrante e ogni battuta ironica ne vale assolutamente la pena. Gli scontri estenuanti tra assassini sono tornati alla loro gloria violenta, dove la coreografia dei combattimenti supera le aspettative e riesce persino a sorprendere gli spettatori più navigati. Ricco di grandi conquiste tecniche e sequenze che tengono gli spettatori sul bordo delle poltrone, John Wick 4 è senza dubbio un grande spettacolo cinematografico.

A parte un problema minore (anche se evidente) negli effetti speciali, gran parte del quarto capitolo si affida appropriatamente alla superba coreografia dei combattimenti e alle sequenze brutali per mantenere l'intrattenimento al suo apice. Uno dei temi ricorrenti dell'intera saga è che le azioni hanno conseguenze. Se questo è il messaggio di Stahelski riguardo alla longevità del franchise, allora correte, non camminate, al cinema. Questo è il tipo di film che è impossibile deluda le aspettative, un'opera che eleva il genere action a forma d'arte viscerale e che dimostra come un sequel possa non solo eguagliare ma superare i capitoli che lo hanno preceduto.

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