Keira Knightley e un mistero su uno yacht di lusso, in questo thriller su Netflix da non perdere
Keira Knightley su Netflix nel thriller diretto da Simon Stone. Un mistero su yacht di lusso. Trama, cast e analisi.
C'è un momento preciso in cui La donna nella cabina 10 avrebbe potuto scivolare nel territorio del già visto, trasformandosi nell'ennesimo thriller psicologico dimenticabile. Quel momento arriva quando la protagonista, Laura Blacklock, detta Lo, viene sistematicamente messa in dubbio da ogni singolo personaggio a bordo di una yacht di lusso. Tutti le dicono che si sbaglia, che non ha visto quello che ha visto, che forse dovrebbe rilassarsi un po'. È il classico gaslighting cinematografico che rischia di far sbuffare lo spettatore. Ma il film su Netflix, diretto da Simon Stone e basato sul romanzo di Ruth Ware, sa esattamente quando cambiare marcia. Lo è una giornalista investigativa interpretata da Keira Knightley con una stratificazione emotiva che va dall'esaurimento alla determinazione assoluta. Il suo ultimo grande scoop si è concluso con la morte della sua fonte, una donna annegata proprio davanti ai suoi occhi.
Poi succede. Una notte, Lo sente dei rumori provenienti dalla cabina 10, quella accanto alla sua. Intravede una donna, parlano brevemente. Poco dopo, sente un tonfo in mare. Quella donna è stata gettata fuori bordo. Ma quando Lo cerca di denunciare l'accaduto, scopre che la cabina 10 risulta vuota. Nessuno conferma l'esistenza di quella passeggera. Tutti la guardano come se fosse paranoica, traumatizzata, forse ubriaca. Forse semplicemente troppo stanca. È qui che il film avrebbe potuto implodere, ripetendo all'infinito la stessa dinamica. Invece, Stone tiene il ritmo serrato. Con poco più di novanta minuti, La donna nella cabina 10 non si concede divagazioni inutili. Ogni scena ha uno scopo, ogni conversazione sposta un pezzo sulla scacchiera. E quando arriva la rivelazione centrale, quella che spiega cosa sta davvero accadendo, il film cambia pelle senza tradire la propria coerenza narrativa.
La sceneggiatura, scritta da Stone insieme a Joe Shrapnel e Anna Waterhouse, tratta il giornalismo con un idealismo che si vede ormai solo al cinema. Lo non è una protagonista perfetta, ma la sua ostinazione nel cercare la verità diventa il cuore pulsante della storia. In un mondo di persone disposte a chiudere un occhio pur di non rovinare la festa, lei è quella che rompe le uova nel paniere. E il film la celebra per questo, senza mai farla sembrare eroica in modo ingenuo. Visivamente, Stone costruisce un'atmosfera claustrofobica anche in spazi apparentemente aperti. Lo yacht, con i suoi corridoi asettici e le luci basse, sembra più una prigione galleggiante che un simbolo di lusso. I toni sono freddi, grigi, metallici. Ogni inquadratura trasmette una sensazione di sorveglianza costante, come se le pareti stesse fossero complici del segreto.