Kevin Costner è un assassino con i ricordi di un altro: il thriller che sfida la tua mente su Prime Video
Analisi del thriller con Kevin Costner nei panni di un criminale che riceve i ricordi di un agente CIA morto. Spy story e riflessione sull'identità.
C'è un momento in Criminal, il thriller del 2016 diretto da Ariel Vromen su Prime Video, in cui ti chiedi cosa significhi davvero essere sé stessi. Quando i ricordi di un altro uomo invadono la tua mente, quando le sue emozioni si sovrappongono alle tue, quando improvvisamente provi affetto per persone che non hai mai incontrato: sei ancora tu, o sei diventato qualcun altro? È una domanda che il film pone con una certa urgenza, sfruttando una premessa fantascientifica che flirta con il thriller spionistico e l'action movie muscolare. La storia parte da un classico del genere: Bill Pope, agente operativo della CIA interpretato da Ryan Reynolds, viene ucciso durante una missione a Londra. Pope stava dando la caccia a un hacker leggendario conosciuto come L'Olandese, un genio del dark web che si è impossessato dei codici di accesso all'intero arsenale militare americano. Non stiamo parlando di qualche password rubata: l'hacker può letteralmente comandare missili, sottomarini nucleari, droni. Il potenziale catastrofico è evidente, e il tempo stringe. Il problema è che Pope era l'unico a sapere dove si nascondeva L'Olandese, e ora Pope è morto.
L'intreccio di Criminal si muove su binari paralleli: da un lato la caccia all'hacker e la corsa contro il tempo per impedire che l'arsenale americano finisca nelle mani sbagliate, dall'altro la trasformazione psicologica di Stewart, che lentamente acquista una coscienza morale attraverso i ricordi rubati. Il cast è arricchito da presenze come Alice Eve nei panni di Marta Lynch, agente della CIA, Michael Pitt che interpreta lo stesso Olandese, e Jordi Mollà nel ruolo dell'antagonista Xavier Heimdahl, l'uomo che vuole mettere le mani sui codici nucleari. La regia di Vromen privilegia il ritmo serrato, con sequenze d'azione girate prevalentemente a Londra che alternano inseguimenti automobilistici, scontri brutali e sparatorie. La fotografia di Dana Gonzales conferisce al film un'estetica grigia e metallica, perfettamente in linea con l'ambientazione europea e il tono cupo della vicenda.
Il film pone anche domande scomode sul controllo mentale, sulla manipolazione della coscienza, sull'uso della tecnologia da parte degli apparati di sicurezza. In un'epoca in cui la sorveglianza digitale e le neuroscienze fanno progressi esponenziali, lo scenario di Criminal non sembra così lontano dalla realtà. Cosa saremmo disposti a sacrificare in nome della sicurezza collettiva? Dove tracciamo il confine tra necessità e abuso di potere? Con una durata di circa due ore e un cast stellare che include nomi come Robert Davi, Scott Adkins e Antje Traue, Criminal si configura come un action-thriller che prova ad essere qualcosa di più. Non sempre ci riesce, scivolando occasionalmente nel territorio del ridicolo involontario quando l'intreccio si complica eccessivamente. Ma nei suoi momenti migliori, il film diretto da Vromen offre uno spettacolo adrenalinico sostenuto da una premessa intrigante e da una performance centrale di Costner che merita attenzione.