Della gestione di Joker di Todd Phillips e del lavoro di convincimento fatto dal regista sulla dirigenza della Warner abbiamo parlato svariate volte, l’ultima delle quali una decina di giorni fa grazie a una chiacchierata fatta con Deadline.

In quella sede il regista aveva dichiarato:

Proposi: “Questo sarà il primo film, e poi daremo un progetto diverso a ogni regista. La chiameremo DC Black e Joker sarà il primo di questi film”. Sarebbe stato stranamente un modo per prendere due piccioni con una fava: sporcarsi le mani con gli studi dei personaggi da un lato e continuare a costruire l’universo DC dall’atro. Loro risposero: “Calma, calma… non inaugurerai un’etichetta qui alla Warner, ma è interessante. Scrivi il tuo film e facci sapere a cosa stai pensando”.

Nel podcast di IGN Uk (via CB.com):

Avevo proposto tre film, con Joker come primo e diretto da me e poi questi altri due lungometraggi con altri due registi. Che non menzionerò perché non voglio che si trasformi in una notizia anche perché, per dire, non ho neanche mai parlato di questa cosa. Era una discussione fra me e la Warner Bros. E penso ancora che si tratti di una grande idea. Ma sarò onesto con te circa la loro obiezione – che in realtà non era neanche tale a dire il vero. Secondo loro, non c’è la necessita di creare un’etichetta apposita che potrebbe creare anche una serie di problemi. Semplicemente, quando vogliamo fare un film di questo tipo, lo facciamo, così come abbiamo fatto con Joker. Posizione che capisco, anche se pensavo che fosse anche fico che diventasse una cosa a sé.

Sul film di Todd Phillips leggi anche:

La sinossi ufficiale:

“Joker” del regista Todd Phillips è incentrato sulla figura dell’iconico cattivo, ed è un film autonomo originale, diverso da qualsiasi altro film apparso sul grande schermo fino ad ora. L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in modo indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare la sua strada in una società fratturata come Gotham. Durante il giorno lavora come pagliaccio, di notte si sforza di essere un comico di cabaret… ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui. Intrappolato in un’esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia e crudeltà, Arthur prenderà una decisione sbagliata che provocherà una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio.

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