La prova del tempo: 1992, Aladdin diventa il maggior successo animato di sempre
Nel nuovo appuntamento con la nostra rubrica sul box-office parliamo del 1992 e dei record d'incassi di Aladdin, ma non solo...
Aladdin - $217,350,219
Mamma ho perso l'aereo 2: mi sono smarrito a New York - $173,585,516
Batman - Il ritorno - $162,831,698
Arma letale 3 - $144,731,527
Codice d'onore - $141,340,178
Sister Act - $139,605,150
Guardia del corpo - $121,945,720
Fusi di testa - $121,697,323
Basic Instinct - $117,727,224
Ragazze vincenti - $107,533,928
E qui è dove la Disney torna ufficialmente sul tetto del mondo.
Il sequel di Mamma ho perso l'aereo segue pedissequamente la formula che aveva portato fortuna a Die Hard: fa un remake del primo film, ma a New York. Il piccolo Macaulay Culkin è un po' meno piccolo ma ancora in formissima, il pubblico ottiene eattamente quello che cerca (a parte una comparsata a tradimento di Donald Trump) e il secondo posto è assicurato.
Al terzo un altro blockbuster annunciato: Batman - Il ritorno vede Tim Burton consolidare il suo potere creativo e trasformare un presunto film di supereroi in una favola gotica a base di freak che riaffermano la propria personalità, e in cui Batman sembra quasi quello messo peggio di tutti. L'attesa era enorme e alimentata da personaggi amati come il Pinguino e Catwoman: il pubblico accorre in massa, ma esce perplesso se non proprio depresso. Gli incassi sono indiscutibilmente alti, ma il gradimento non lo è altrettanto e la Warner inizierà a rimuginare su un cambio di direzione.

Il quinto posto vede Tom Cruise continuare la sua sfida alle grandi star del passato: dopo Paul Newman nel Colore dei soldi e Dustin Hoffman in Rain Man, eccolo dividere la scena con Jack Nicholson in Codice d'onore, un giallo processuale a tema militare diretto da Rob Reiner. Ma se Newman e Hoffman ci avevano guadagnato un Oscar, Nicholson si deve accontentare di una nomination.
Al settimo Guardia del corpo conferma ulteriormente l'appeal al botteghino di Kevin Costner, che fino a qui sembra non sbagliarne una. In questo caso prende una sceneggiatura che era stata scritta come nuovo capitolo per l'ispettore Callaghan, la fa riscrivere calcando pesantemente sul lato romantico, e lascia che la sua co-star Whitney Houston si occupi del resto e crei una delle colonne sonore più famose di tutti i tempi capitanata da uno standard inaffondabile come I Will Always Love You.
All'ottavo posto l'altra grossa sorpresa: Fusi di testa è una commedia demenziale nata da un popolare sketch del Saturday Night Live che ironizzava sulle trasmissioni amatoriali delle tv locali americane, e che batteva uno spunto di cartavelina grazie alla vena creativa di Mike Myers a inarrestabili livelli di ispirazione. L'unico altro film nato da premesse simili era The Blues Brothers.
Chiude la classifica Ragazze vincenti, storia di una squadra di baseball femminile durante la seconda guerra mondiale: è un timido ritorno sulle scene di Tom Hanks dopo il pesante flop del Falò delle vanità, ma è soprattutto un film corale al femminile che vede trionfare il carisma di Geena Davis mentre Madonna contribuisce con un piccolo ruolo sullo schermo e uno ben più determinante in colonna sonora.

I dimenticati
Sinceramente a questo turno per stabilire qual è il più dimenticato di tutti dovrei fare un sondaggio.
Codice d'onore? Macché, la scena dell'interrogatorio a Jack Nicholson è ancora uno dei monologhi più famosi di sempre.
Guardia del corpo? Sono tentatissimo, la sua fama è retta più da una colonna sonora immortale che da scene particolarmente memorabili, ma scommetto che è ancora guardatissimo quando passa sulla Rai o Rete4.
Fusi di testa (in originale Wayne's World) nacque, dicevamo, da uno sketch ricorrente del Saturday Night Live che vedeva Mike Myers nei panni di Wayne e Dana Carvey in quelli dell'amico/spalla Garth, due "adolescenti" che trasmettono a ruota libera da uno scantinato nel loro paesino dell'Illinois. Si trattava di appena il secondo film tratto da uno sketch del Saturday Night Live dopo The Blues Brothers (che non era neanche uno sketch, ma solo una band che apriva gli spettacoli), ma il suo successo finì per lanciare un'altra manciata di tentativi che non andarono a buon fine (quasi tutti titoli semi-sconosciuti dalle nostre parti, da Una notte al Roxbury a MacGruber). Per la regia venne assunta la 45enne Penelope Spheeris, fin lì famosa soprattutto per videoclip e per due leggendari documentari sulle scene punk e metal di Los Angeles (The Decline of Western Civilization - Part I/II): il suo rapporto con Mike Myers sul set fu a dir poco problematico. Si deve a entrambi però la scena più famosa del film, una gag volante che prevedeva semplicemente i protagonisti in auto che facevano lip-sync sulla Bohemian Rhapsody dei Queen: fu Myers a insistere per la Bohemian Rhapsody là dove la produzione voleva i Guns'N'Roses, ma fu la Spheeris a insistere per l'headbang sincronizzato sull'assolo di chitarra. Il risultato divenne una scena cult già dall'uscita del trailer, e finì per rilanciare il brano dei Queen in classifica contribuendo in modo determinante a scolpirla nell'immaginario collettivo fino a farla diventare uno dei singoli più venduti di tutti i tempi. Fusi di testa 2 venne messo in cantiere immediatamente l'anno successivo, con la Spheeris prontamente rimpiazzata, ma i risultati furono meno eclatanti, e Myers dovette aspettare l'invenzione di Austin Powers per tornare sulla cresta dell'onda.
I sottovalutati
A continuare la scia di classici troviamo all'11esimo posto Gli spietati, il trionfatore agli Oscar nonché il film che consolida e lancia la carriera fin lì sottovalutata di Clint Eastwood autore. E al 12esimo il primo film realmente sparito dai radar, il solidissimo thriller La mano sulla culla di Curtis Hanson, noto in seguito per L.A. Confidential. Al 13esimo posto, Trappola in alto mare riempie il vuoto lasciato da Bruce Willis con un emulo di Die Hard che porta in trionfo Steven Seagal, qui al suo apice mai più eguagliato. Willis, a sua volta, è appena 24esimo con un ruolo di supporto a Meryl Streep e Goldie Hawn in La morte ti fa bella di un Robert Zemeckis che non riesce a trovare un degno seguito alla trilogia di Ritorno al futuro. Tra gli altri classici sottovalutati: il Dracula di Coppola (posizione 15, una rivincita dopo una brutta sequenza di flop), L'ultimo dei Mohicani di Michael Mann (17), La moglie del soldato (20), Alien 3 (28), l'attesissimo Malcolm X di Spike Lee (32), I nuovi eroi con la coppia Van Damme / Lundgren diretta da Roland Emmerich (40), Il tagliaerbe (42).
Il grande flop
Sono davvero tanti i flop consistenti nel 1992. Sylvester Stallone investe $45 milioni in Fermati o mamma spara e ne incassa 28. Toys, il film che per un pelo non impediva a Robin Williams di doppiare il genio di Aladdin, investe $43 milioni e ne incassa 23. Eroe per caso è una commedia moraleggiante diretta da Stephen Frears con un cast guidato da Dustin Hoffman, Geena Davis e Andy Garcia, che per qualche motivo se la sente talmente calda da investire ben 42 milioni ma finisce per incassarne appena 19. Freejack regala un raro e gustoso ruolo da villain a Mick Jagger in un sci-fi action a fianco di Anthony Hopkins ed Emilio Estevez, e incassa 15 milioni su 30. La città della gioia regala invece a Patrick Swayze un ancora più raro ruolo da protagonista in un dramma d'autore dal regista di Mission, e incassa 14 milioni su 27. John Carpenter, dopo essersi sfogato con una striscia di film indipendenti, torna a fare una marchetta per una major e si dimostra di nuovo allergico al box office: Le avventure dell'uomo invisibile, nonostante una star come Chevy Chase, incassa appena 14 milioni su 40. Cool World vede il leggendario illustratore Ralph Bakshi tentare una sua versione di Roger Rabbit un po' troppo indecisa se puntare alle famiglie o agli adulti, e nonostante Kim Basinger e la neo-star Brad Pitt incassa 14 milioni su 30. Chaplin si presentava come classica biografia kolossal acchiappa-Oscar, grazie alla regia di Richard Attenborough e a un cast di stelle capitanate dal giovane Robert Downey Jr all'occasione della vita: guadagna tre nomination (tra cui quella a Downey Jr) ma non vince niente, e incassa appena 9 milioni su 31.
Ma il 1992, per via dell'anniversario dei 500 anni dalla scoperta dell'America, vede Hollywood esibirsi in uno dei sui più buffi classici: il doppio film in uscita semi-contemporanea sullo stesso argomento, in questo caso Cristoforo Colombo. Floppano malissimo entrambi. Il primo è Cristoforo Colombo: la scoperta, diretto da John Glen, veterano della saga di James Bond: Colombo è interpretato dallo sconosciuto George Corraface, ma la sceneggiatura è di Mario Puzo e il cast prevede nientemeno che Marlon Brando nel ruolo di Torquemada, affiancato da Tom Selleck, Rachel Ward, l'ancora sconosciuta Catherine Zeta Jones e, direttamente da 007 Vendetta privata, Robert Davi e Benicio Del Toro. L'altro, sulla carta persino più prestigioso, è 1492: la conquista del paradiso, con la regia di Ridley Scott: Colombo è interpretato da Gerard Depardieu, affiancato da Sigourney Weaver, Armand Assante e Frank Langella. Il primo investe 40 milioni, esce il 12 di agosto e ne incassa appena 8; il secondo investe 47 milioni, esce il 9 ottobre e ne incassa appena 7. Nessuno impara la lezione, e la situazione si ripeterà più di una volta negli anni successivi.
E in Italia? In Italia siamo fuori sincrono con le uscite, per cui per coincidenza trionfa sempre la Disney, ma è La bella e la bestia. In compenso, indovinate chi lo tallona dal vicino al secondo posto? Indovinate, su. Esatto, era facile: Basic Instinct. Seguono Guardia del corpo e il Dracula di Coppola. Piuttosto fanno notizia Mamma ho perso l'aereo 2 confinato al 21esimo posto e Batman - Il ritorno al 27esimo.
