La serie sequel dimenticata di Il silenzio degli innocenti torna su Prime Video (ed è in vetta)
Clarice, sequel di Il silenzio degli innocenti, torna dopo 5 anni e conquista Prime Video. La serie con Rebecca Breeds è top 10 in 19 paesi: analisi e curiosità.
Ci sono storie che sembrano destinate all'oblio, relegate negli archivi delle occasioni mancate e delle promesse non mantenute. E poi, improvvisamente, il pubblico le riscopre. E questo è proprio il destino di Clarice, la serie thriller che porta avanti l'eredità di Il silenzio degli innocenti e che, cinque anni dopo una cancellazione tanto silenziosa quanto definitiva, è in vetta alle classifiche globali di Prime Video.
La serie, interpretata da Rebecca Breeds nel ruolo iconico di Clarice Starling, reso immortale da Jodie Foster nel capolavoro del 1991, si è piazzata nella top 10 globale della piattaforma, occupando stabilmente il decimo posto. Il 2021 era stato l'anno del debutto su CBS, un debutto tiepido che non aveva convinto i vertici della rete. Il piano era chiaro: trasferire Clarice in esclusiva su Paramount+ per una seconda stagione, sfruttando il fatto che sulla piattaforma streaming la serie aveva ottenuto performance migliori rispetto al broadcast tradizionale. Ma le trattative tra Paramount+ e MGM, la casa di produzione, si incagliarono su questioni contrattuali che non furono mai risolte.
CBS, nel frattempo, aveva già saturato il proprio palinsesto per la stagione successiva. Il risultato fu una cancellazione de facto, senza appelli né seconde possibilità. Eppure il pubblico, evidentemente, non aveva dimenticato. O forse, più semplicemente, non aveva mai avuto la possibilità di scoprirla davvero. La serie si posiziona nel delicato periodo tra Il silenzio degli innocenti e Hannibal, esplorando sei mesi cruciali della vita di Clarice Starling dopo la cattura di Buffalo Bill. Per la prima volta dalla conclusione di quel caso che l'ha resa celebre e controversa l'agente dell'FBI torna sul campo, assegnata a una task force specializzata nella caccia a serial killer e predatori sessuali.
Clarice affronta i demoni interiori della protagonista, costretta a navigare nelle acque torbide della politica di Washington mentre cerca di ricostruire una reputazione compromessa. Il suo legame con il cannibale Hannibal Lecter, per quanto strumentale alla cattura di Buffalo Bill, l'ha marchiata agli occhi dei colleghi e dei superiori. È vista con sospetto, additata, sminuita. La serie esplora proprio questa dimensione: cosa significa essere una donna brillante in un ambiente machista che ti guarda sempre con un misto di ammirazione e diffidenza.
La scelta di Rebecca Breeds per il ruolo principale fu considerata rischiosa: sostituire, anche solo simbolicamente, Jodie Foster è un'impresa che pochi attori oserebbero affrontare. Eppure Breeds ha costruito una Clarice diversa, più vulnerabile ma non meno determinata, con sfumature che solo il formato seriale può permettersi di esplorare. Questo successo inaspettato dimostra qualcosa di importante: l'interesse per l'universo de Il silenzio degli innocenti è tutt'altro che sopito. Hannibal, la serie NBC con Mads Mikkelsen, aveva già dimostrato che esisteva un pubblico amante di storie legate a quel mondo oscuro fatto di profiler, serial killer e giochi psicologici.
Clarice conferma quella sensazione, aggiungendo un elemento: c'è voglia di vedere Clarice Starling non solo come l'eroina che cattura mostri, ma come una persona complessa che deve fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte. La serie offre anche una riflessione più ampia sul destino dei contenuti nell'era dello streaming. Clarice rappresenta un caso di studio perfetto: una serie che non ha avuto la possibilità di trovare il proprio pubblico al momento giusto, ma che ora, grazie alla disponibilità su una piattaforma globale, sta ricevendo l'attenzione che meritava.